Il Coronavirus spiegato dal Pneumologo

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APPROFONDIMENTI

A cura di

Prof. Gianfranco Schiraldi

Staff Servizio Pneumologia

CHE COS'È IL CORONAVIRUS? 

I coronavirus sono Virus a RNA scoperti negli anni sessanta, responsabili del comune raffreddore.

Questa famiglia di virus colpisce solitamente gli animali, causando diarrea nelle mucche e nei suini e malattie respiratorie nei polli. In rari casi, ricorrendo condizioni favorevoli, il virus è in grado di compiere un “salto” da una specie a un'altra e infettare gli esseri umani.

PERCHÉ QUESTO GENERE DI INFEZIONI HA SPESSO ORIGINE IN CINA?

In Cina sono presenti allevamenti estensivi e intensivi di questi animali, in cui però gli standard igienico-sanitari sono solitamente inferiori a quelli europei.

Il primo virus di questo genere a causare severe epidemie nell'uomo fu nel 2002 il virus della SARS (Sindrome respiratoria acuta grave) che però non giunse in Europa. Era più pericoloso e con più alta mortalità dell’attuale COVID-19, perché colpiva anche i bronchi ed i polmoni.

Nel 2012 ci fu un'epidemia di un una variante, MERS (in Medio Oriente ed i particolare in Arabia Saudita), anche in questo caso molto pericolosa ( 2.000 casi ed oltre 500 morti).

L'attuale COVID-19 è il terzo di questa famiglia e si sta diffondendo praticamente in tutto il mondo con casi relativamente sporadici, ma in costante incremento.

IL PAZIENTE ZERO IN EUROPA È STATI IDENTIFICATO?

Sì, le ultime notizie confermano come paziente zero un trentatreenne enne tedesco, che è risultato positivo prima dello scoppio dellʼepidemia in Italia: il virus gli è stato trasmesso da una collega di Shanghai che inizialmente non aveva accusato sintomi. 

QUANTO È PERICOLOSO IL CORONAVIRUS? 

Nella maggioranza dei casi, il coronavirus causa un banale raffreddore, indistinguibile da quelli causati dal Rhinovirus comunemente presente soprattutto nel periodo invernale nei nostri paesi. In altri casi può colpire la trcahea ed i bronchi fino a causare polmoniti interstiziali.

Su queste infezioni virali può sovrapporsi una infezione batterica che aggrava la malattia causando la necessità di ricoveri e in casi estremi il ricorso alla Terapia intensiva, con eventuale intubazione.

Nella maggior parte dei casi però, è il caso di ripeterlo, si tratta di una sindrome relativamente banale, un po’ più forte di un'influenza.

Diverso è il caso in cui colpisca soggetti fragili per patologie importanti preesistenti come le cardioapatie, le patologie croniche respiratorie, i malati con tumori ecc.

Questo perché, se le difese immunitarie del paziente sono compromesse, la difesa contro il virus diventa più precaria.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare invece, i bambini sono meno soggetti ad ammalarsi e comunque si ammalano in forma molto più lieve degli adulti.

COME SI DIAGNOSTICA? 

La diagnosi attualmente avviene tramite l'anamnesi, cioè l'interrogazione del paziente (quali sono i sintomi, proviene da zone note per l'infezione) e la visita, che possono far sospettare la malattia.

Può essere utile in alcuni casi la radiografia del torace, meglio la Tac, che mette inevidenza eventuali lesioni tipiche delle infezioni polmonari virali che colpiscono soprattutto l'interstizio con atteggiamento tipico "ad ali di farfalla" - ma il quadro può complicarsi con l'avanzare della malattia e l'eventuale sovrainfezione batterica.

QUALI SONO I SINTOMI?

L'infezione da coronavirus presenta inizialmente i sintomi della maggior parte delle malattie respiratorie: 

  • febbre o febbricola;
  • tosse secca o con catarro;
  • raffreddore;
  • mal di gola;
  • dolori muscolari;
  • mancanza di respiro;
  • magari un po' di sangue nel catarro;
  • dissenteria (nel 4% dei casi);
  • anosmia (perdita di olfatto);
  • iposmia (perdita di gusto);
  • lesioni cutanee simili alla varicella sul tronco e simili ai "Geloni" nei bambini.

IL CONTAGIO AVVIENE PER VIA AEREA?

Il virus viene espulso con le goccioline di saliva emesse ad esempio con la tosse e gli starnuti. 

Occorre notare che le particelle emesse con la tosse, entro un diametro di 1,5 metri, ricadono poi al suolo, su tavoli od altri oggetti e non è chiaro per quanto tempo il nuovo coronavirus resti attivo su queste superfici: si parla di 9 giorni.

È confermato anche il contagio fecale. In proposito si segnala che il virus resiste più giorni all'interno dell'intestino e delle feci, anche quando il tampone è tornato negativo.

Al momento comunque la via diretta aerogena rimane la più probabile.

IN QUESTI GIORNI C’È STATA UNA CORSA ALLE MASCHERINE: MA SONO UN MEZZO EFFICACE PER PREVENIRE LA DIFFUSIONE? 

Le cosiddette mascherine chirurgiche sono estremamente utili nei pazienti che hanno la tosse, per non diffondere sia questo virus che i comuni virus del raffreddore e dell'influenza.

IN CHE MODO IL VIRUS COLPISCE LE VIE RESPIRATORIE? 

Tramite le particelle emesse con la tosse che vengono inalate sia dal naso che dalla bocca e che quindi, come nel comune raffrddore, scendono verso gli alveoli polmonari.

CON QUALI CONSEGUENZE? 

Le conseguenze sono molto variabili e passano da un comune raffreddore, a una sindrome influenzale importante fino alla polmonite interstiziale. Molto dipende dallo stato immunitario dei pazienti.

Il paziente di 38 anni, caso 1 di Codogno, si è infettato verosimilmente dopo/durante una gara agonistica - e si sa che lo stress fisico causa un momentaneo calo delle difese immunitarie e questo può spiegare il grave andamento in una persona apparentemente sana e sportiva.

Diverso è il caso quando vengano colpiti soggetti con depressione del sistema immunitario come dopo chemioterapia antitumorale, terapie varie immunosopressive non solo per trapiantati, ma anche nell'artrite reumatoide ...

COSA SI FA IN QUESTI CASI E QUAL È IL RUOLO DEL PNEUMOLOGO? 

Lo Pneumologo deve per prima cosa proteggere se stesso per evitare di diventare una fonte di contagio verso centinaia di pazienti fragili per patologie respiratorie quali l'asma, l'enfisema, la bronchite cronica ecc.

Deve tenersi aggiornato sui focolai di infezione per valutare i pazienti ed eventualmente isolarli e procedere con le misure previste: inviare i pazienti ad eseguire tamponi ed esami del sangue negli appositi centri.

Non deve essere allarmante, ma deve discernere tra i comuni casi e quelli che possono essere sospetti per coronavirus.

È POSSIBILE PREVENIRE LA DIFFUSIONE?

Le misure proposte dalla Regione Lombardia e Veneto e le successive governative sono, a mio parere, adeguate a contenere la diffusione del contagio.

Ma bisogna tenere presente che i virus non leggono le ordinanze ministeriali: è perciò importante la quarantena che viene imposta venga osservata e che non succedano più casi di soggetti che scappano dalle zone isolate o addirittura dall'ospedale, come recentemente avvenuto.

Molto interessante è l'andamento negli altri paese dell'Unione Europea: lì non sono stati eseguiti esami di massa con i tamponi. Ma adesso stanno isolando anche loro i centri di contagio. Vedremo se le misure attuate dall'Italia sono state più congrue di quelle delle altre nazioni.

QUALI EFFETTI POTREBBE AVERE SULLE PERSONE LA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE?

L’attuale campagna di sensibilizzazione per prevenire il contagio da coronavirus potrebbe essere utile a:

  • Riprendere le buone abitudini dei nostri nonni/genitori: lavarsi accuratamente le mani; soffiarsi il naso con fazzoletto e non smoccolare, proteggersi la bocca con un fazzoletto - meglio di carta- quando si starnutisce o si tossisce. Abitudini che recentemente sembrano diventate fuori moda.
  • Vaccinarsi contro l'influenza e il Pneumococco: vuol dire facilitare il compito del Medico di famiglia o dello Pneumologo. Se un paziente con malattia conica respiratoria viene colpito da coronavirus Sars-Cov-2, potrebbe poi sovrainfettarsi col Pneumococco e correre dei rischi estremamente gravi, non per il coronavirus, ma per queste infezioni. 
    Anche le altre vaccinazioni, come ad esempio quella per il Morbillo - malattia già di per se stessa mortale in alcuni casi - dovrebbero essere attuate. Se il paziente è vaccinato è protetto da questi eventi, tanto più in questi frangenti che è probabile si riproporranno in futuro: meglio essere vaccinati per proteggerci dai rischi di contrarre queste infezioni assieme ai vari virus provenienti dalla Cina o che si trasformano in altre nazioni.

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