Salta al contenuto principale

Effetti collaterali dei vaccini anti-covid: quali sono?

Torna indietro

Sei in AUXOLOGICO

APPROFONDIMENTI

A cura di

Prof. Pierluigi Meroni

Direttore Laboratorio Sperimentale Ricerche Immunologia Clinica e Reumatologia

EVENTI AVVERSI DOPO IL VACCINO ANTICOVID

L'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) ha divulgato i dati sulle segnalazioni di sospetti eventi avversi al vaccino anti Covid dall’inizio della campagna vaccinale ad aprile 2021.

A fronte di poco più di 18 milioni di dosi somministrate, le segnalazioni sono state 56.110, pari a 309 ogni 100.000 somministrazioni. Di queste il 91% sono riferite a eventi non gravi (tra cui il dolore al braccio dove è stato inoculato il vaccino, stanchezza, dolori muscolari, febbre), mentre le reazioni gravi sono state l’8,6% delle segnalazioni, pari a 27 casi ogni 100.000 dosi.

In totale i casi di trombosi sono stati 34.

Nessun farmaco può garantire zero eventi avversi, i numeri nei casi di vaccini sono bassi ma le persone hanno ancora timore dei possibili effetti collaterali arrivando anche a non vaccinarsi.

La giornalista Letizia Palmisano ha rivolto le domande più frequenti sul tema al Prof. Pierluigi Meroni, immunologo, Direttore del Laboratorio Sperimentale di Ricerche di Immunologia Clinica e Reumatologia di Auxologico.

QUALI SONO GLI EFFETTI COLLATERALI PIÙ FREQUENTI A SEGUITO DELLA SOMMINISTRAZIONE DI VACCINI ANTI COVID?

Gli effetti collaterali dei vaccini anti-Covid si sono registrati solo in una minoranza di casi, quindi, non è detto che avvengano.

Tra essi si elencano dolore o arrossamento nella sede dell’inoculo (il braccio), ingrossamento dei linfonodi ascellari omolaterali, brividi, febbre, astenia, dolori osteo-muscolari, cefalea, nausea, vomito o diarrea nelle prime 72 ore dopo la vaccinazione.

Queste reazioni possono anche essere considerate in senso positivo ovvero come reazione del nostro organismo al vaccino.

Solitamente scompaiono nel giro di 2 o 3 giorni con l’unica eccezione dell’ingrossamento dei linfonodi che può perdurare per qualche giorno in più.

COSA É IMPORTANTE SAPERE SUGLI EFFETTI AVVERSI RARI, IN PARTICOLARE SULLA TROMBOSI?

Trombosi e piastrinopenia sono stati associati ai vaccini AstraZeneca e Johnson & Johnson, a vettore virale. Sono stati molto enfatizzati dai media ma sono eventi avversi in realtà molto rari.

Si parla di 7 casi per 1 milione tra donne vaccinate con età tra 18 e 49 anni. La frequenza diventa ancora più rara nelle popolazioni di genere ed età diversa. In tali casi si sono riscontrate trombosi generalmente in sedi inusuali, in particolar modo a livello venoso cerebrale o addominale, accompagnate da piastrinopenia e dalla comparsa di un particolare tipo di autoanticorpi (anticorpi anti-PF4) che sono in parte responsabili dell'attivazione delle piastrine e della riduzione del loro numero.

Le donne con età al di sotto dei 50 anni che venissero vaccinate con uno dei due vaccini, dovrebbero essere informate di questo evento avverso, della possibilità di utilizzare vaccini diversi per i quali simili eventi non sono stati descritti e quali siano i sintomi che possano far capire che vi è una reazione del genere in corso. In questi casi abbiamo dei presidi terapeutici efficaci da utilizzare per evitare complicazioni maggiori.

COME MAI SI REGISTRANO PIÙ TROMBOSI TRA DONNE GIOVANI?

Se l’ipotesi di un ruolo degli anticorpi anti-PF4 nella genesi delle complicanze è corretto, la spiegazione più verosimile per una frequenza maggiore degli eventi in donne giovani può essere quella che vede in questi soggetti una risposta anticorpale più efficiente rispetto ai maschi e a fasce di età più avanzate. Le donne giovani, in altre parole, produrrebbero più facilmente gli anticorpi (anti-PF4) responsabili della trombosi e della piastrinopenia.

COME SI PUÒ CAPIRE SE, A SEGUITO DEL VACCINO, SI STA SVILUPPANDO UNA TROMBOSI?

Vi sono delle linee guida molto semplici da seguire. È importante stare attenti alla comparsa di sintomi correlabili a trombosi e a un basso numero di piastrine entro le 3 settimane dall’assunzione del vaccino. Come, per esempio:

  • cefalea severa o persistente;
  • appannamento della vista;
  • mancamento di fiato;
  • dolore al torace;
  • rigonfiamento degli arti inferiori;
  • dolori addominali persistenti;
  • facilità agli ematomi o comparsa di piccole macchie rosso-violacee sotto la cute (petecchie). 

Questi sintomi hanno rilevanza in particolar modo se non erano stati riportati dal soggetto in precedenza. 

COSA DEVE FARE CHI HA UNA TROMBOFILIA?

In generale chi ha una trombofilia o un rischio maggiore di avere trombosi non dovrebbe fare AstraZeneca/Johnson & Johnson ed è ciò che già avviene nei centri vaccinali.

Ma chi è già scoagulato perché ha avuto trombosi venose o è portatore di valvole cardiache meccaniche o chi prende abitualmente antiaggreganti piastrinici in realtà è già protetto da un evento avverso. Chi non è in terapia ed è a rischio di manifestazioni trombotiche lo deve fare presente al medico vaccinatore che valuterà di volta in volta se è il caso di evitare i vaccini con vettore virale e/o di intraprendere misure terapeutiche.

Chi non è scoagulato e chi è a rischio di manifestazioni trombotiche lo deve fare presente al medico vaccinatore che valuterà di volta in volta. In linea di massima in questi casi si evita AstraZeneca.

E LE REAZIONE ALLERGICHE?

In generale le reazioni anafilattiche ai vaccini (a titolo esemplificativo per il vaccino antinfluenzale) sono rare, pari a circa 1,31 casi per milione di dosi. Il tasso di reazioni anafilattiche per i vaccini Pfizer- BioNTech e Moderna è di 11,1 casi di per un milione di dosi, superiore quindi a quello dei vaccini anti-influenza, ma sempre con una bassissima incidenza.

Chi ha una storia di allergia lo deve far presente al medico vaccinatore che in questi casi tende a prolungare l’osservazione dopo l’avvenuta vaccinazione: anziché tenerlo per 15 minuti lo trattiene per circa un’ora. Gli eventi allergici solitamente avvengono immediatamente dopo la vaccinazione e quindi in tal caso vengono facilmente gestiti.

Negli hub vaccinali sono presenti una serie di misure e medicine per intervenire in caso di reazioni allergiche, come avviene sempre in caso di inoculazione di un qualsiasi altro vaccino.

LEGGI ANCHE: VACCINI ANTI-COVID, FACCIAMO CHIAREZZA CON L'INFETTIVOLOGO

Articolo realizzato in collaborazione con Letizia Palmisano, giornalista, il giorno 24/05/2021.


Oltre 60 anni di
ricerca e cura
Oltre 60 anni di
ricerca e cura

Dal 1958 Auxologico opera nei settori della ricerca biomedica e dell'assistenza sanitaria di alta specializzazione per assicurare ai pazienti le cure più aggiornate ed efficaci.

16 sedi in
Lombardia, Piemonte, Lazio e Romania
16 sedi in
Lombardia, Piemonte, Lazio e Romania

Una rete integrata di strutture ospedaliere, ambulatoriali e di ricerca dedicata ai pazienti, dai più giovani agli anziani.

1.300.000
Persone/Anno
1.300.000
Persone/Anno

La fiducia dei pazienti si traduce ogni anno in 4 milioni di prestazioni ambulatoriali e in 178.000 giornate di ricovero erogate da oltre 1800 professionisti sanitari.

Salute
accessibile
Salute
accessibile

Garantiamo un servizio di elevata qualità clinica, per tutti, sia con il Servizio Sanitario Nazionale sia in regime privato con diverse soluzioni (Tariffa Smart, Convenzioni, Plus).