Salta al contenuto principale

Terza dose di vaccino anti Covid

Pubblicato il 25/10/2021 - Aggiornato il 09/12/2021

Queste informazioni non sostituiscono in alcun modo il colloquio con il tuo medico di fiducia.

I vaccini, in generale, hanno sempre bisogno di richiami per consolidare la protezione anticorpale. Il vaccino anti Covid non fa eccezione, ed è raccomandato soprattutto per le persone più fragili e per le categorie professionali più a rischio.

Chi deve fare la terza dose?

In Italia la terza dose del vaccino contro il Covid è stata autorizzata in primis, come segnalato sul sito del Ministero della Salute per:

  • le persone trapiantate e immuno- compromesse
  • le persone con elevata fragilità
  • successivamente, le categorie più a rischio (come già avvenuto per la prima e seconda dose) come i degenti nelle RSA e il personale sanitario.

La cosiddetta dose booster è stata estesa anche alle persone oltre i 18 anni che hanno già completato il ciclo vaccinale primario, e può essere somministrata dopo almeno 5 mesi.

È noto che la produzione anticorpale post-vaccinale verso il virus SARS-CoV-2 tende a scendere progressivamente nel tempo (dopo circa 6 mesi dalla seconda somministrazione) ed è più rilevante con il crescere delle età.

Proteggere le persone più anziane, che spesso sono portatori di varie comorbilità (diabete, ipertensione, bronchiti croniche, ecc..), è assolutamente fondamentale.

La protezione della terza dose

Attualmente, la vaccinazione per SARS-CoV-2 è risultata vincente non solo per limitare la circolazione virale ma anche per evitare ricoveri nei reparti internistici e nelle rianimazioni azzerando quasi del tutto i decessi specie in età più avanzata.

I dati epidemiologici dimostrano infatti che la maggioranza dei ricoveri e dei decessi si verificano nel 90% dei casi nelle persone non vaccinate.

Inoltre, come è avvenuto nelle ondate precedenti, la stagione fredda favorisce la circolazione soprattutto dei virus respiratori di cui fa parte anche SARS-CoV-2.
Stare spesso al chiuso in questo periodo, dove la probabilità di assembramenti è maggiore, è un altro dei principali motivi che hanno determinato il contagio.
A maggior ragione, avere una protezione anticorpale sempre elevata è quindi essenziale, perché i vaccini a mRNA agiscono anche verso la variante delta circolante al 99% in Europa.

Un recente studio internazionale conferma che dopo la terza dose la capacità di ripristino dell’efficacia vaccinale è dell’86% e quindi altamente protettiva.

Quanto potrebbe durare l'immunità dopo la vaccinazione?

Dati a lungo termine (anni) sulla durata dell’immunità non sono disponibili in quanto il vaccino per SARS-CoV-2 è da solo alcuni mesi somministrato su scala planetaria a miliardi di persone. Secondo alcuni scienziati potrebbe durare anche 5 anni ma non si può escludere che, come già sopra riferito, si debba fare un richiamo annuale essendo ormai il virus endemico.  
Rischi di nuove varianti che non sono controllate dagli attuali vaccini sono possibili. Gli studi epidemiologici daranno indicazioni più precise dal punto di vista statistico sulla durata dell’immunità ed in tal modo si potrà decidere quale potrà essere la strategia ottimale per garantire un’efficace protezione a tutta la popolazione.

Dopo aver fatto il vaccino, si può smettere di usare la mascherina?

No. Per evitare i rischi di potenziali trasmissioni del virus da parte di persone che possono essere contagiose per vari motivi (asintomatici vaccinati, non vaccinati), si dovranno adottare tutte le misure di prevenzione già utilizzate nelle prime ondate come l’uso della mascherina (preferibile usare la mascherina FFP2 in caso di luoghi particolarmente affollati).

Quali norme si devono rispettare dopo il vaccino?

E’ sempre necessario seguire le indicazioni che vengono periodicamente comunicate alla popolazione dalle istituzioni governative, secondo il variare delle situazioni epidemiologiche locali e nazionali. Dal 6 dicembre 2021 è vigente la nuova normativa ministeriale che prevede l’uso di “green pass” diversificato: tipo base e rafforzato. Nella normativa ministeriale sono specificati i vari livelli di accesso: persone senza green pass, con green pass base e con green pass rafforzato.  

Come si prenota?

Sui siti delle regioni di residenza.

Come prenotare in Lombardia

Come prenotare in Piemonte


Oltre 60 anni di
ricerca e cura
Oltre 60 anni di
ricerca e cura

Dal 1958 Auxologico opera nei settori della ricerca biomedica e dell'assistenza sanitaria di alta specializzazione per assicurare ai pazienti le cure più aggiornate ed efficaci.

18 sedi in
Lombardia, Piemonte, Lazio e Romania
18 sedi in
Lombardia, Piemonte, Lazio e Romania

Una rete integrata di strutture ospedaliere, ambulatoriali e di ricerca dedicata ai pazienti, dai più giovani agli anziani.

1.300.000
Persone/Anno
1.300.000
Persone/Anno

La fiducia dei pazienti si traduce ogni anno in 4 milioni di prestazioni ambulatoriali e in 178.000 giornate di ricovero erogate da oltre 1800 professionisti sanitari.

Salute
accessibile
Salute
accessibile

Garantiamo un servizio di elevata qualità clinica, per tutti, sia con il Servizio Sanitario Nazionale sia in regime privato con diverse soluzioni (Tariffa Smart, Convenzioni, Plus).