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Il Saturimetro (pulsossimetro)

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APPROFONDIMENTI

A cura di

Prof. Gianfranco Schiraldi

Staff Servizio Pneumologia

A COSA SERVE IL SATURIMETRO?

Il saturimetro (o pulsossimetro) è un apparecchio utile a valutare l'andamento della malattia Covid-19

Serve infatti a misurare l’ossigenazione del tuo sangue ed è utile per sapere se i tuoi polmoni riescono ad assumerne in quantità sufficiente dall’aria che respiri.

Il saturimetro viene normalmente usato nei pazienti con asma, bronchite cronica, BPCO, polmoniti ecc…

Può essere utile averne uno in casa per monitorare l’ossigenazione di pazienti con febbre, tossemancanza di respiro (dispnea) e Covid-19: è possibile acquistarne uno in farmacia o su internet.

QUALI SONO I VALORI RIPORTATI DAL SATURIMETRO?

I valori normali di ossigenazione (riportati come SpO2) vanno dal 97% in su - ma non sono preoccupanti valori fino a 94%, soprattutto in pazienti con note patologie polmonari.

Se l’ossigenazione scende al disotto del 90% in soggetti con febbre elevata, tosse e mancanza di respiro bisogna contattare il numero regionale 800894545 o il 112.

Oltre ai valori di ossigenazione, la maggior parte dei saturimetri riporta anche la frequenza dei battiti del cuore o frequenza cardiaca: quando lo leggiamo è importante non confondere i due dati.

COME SI USA IL SATURIMETRO?

Per un utilizzo efficiente del saturimetro è necessario che le dita siano calde: quini sfrega bene il dito prima di misurarlo e prova su dita diverse per scegliere quella che consente di misurare meglio.

Il valore da considerare è quello più alto, quelli più bassi non si considerano, ed è meglio ripetere la misurazione su più dita.

Alcuni pazienti, come quelli affetti da Fenomeno di Raynaud o da patologie che causano una cattiva circolazione delle dita, possono mostrare valori della saturazione dell’ossigeno falsamente più bassi: scaldano bene le dita si può, almeno in parte evitare questo problema.

PROBLEMI NELLA MISURAZIONE

Ci sono poi alcune condizioni che possono ostacolare la corretta misurazione, tra cui:

  1. unghie troppo lunghe: vanno tagliate, altrimenti il polpastrello non cade nel raggio d’azione del raggio laser che serve a misurare la saturazione dell’ossigeno;
  2. smalto: gli smalti moderni non causano valori più bassi generalmente, ma è meglio toglierli.
  3. “unghie gel” (quelle che vengono incollate su quella normali): potrebbero generare falsi risultati. Non è chiaro se ciò sia da attribuire la formulazione del gel o al fatto che di solito queste applicazioni sono anche particolarmente lunghe.

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Articolo del 26/03/2020, revisionato il 25/11/2020.


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