Affanno, "fame d'aria": parliamo di dispnea

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APPROFONDIMENTI

A cura di

Dott. Sergio Caravita

Staff U.O. Cardiologia - Auxologico San Luca

CHE COS’È LA DISPNEA?

Per dispnea, o “fame d’aria”, affanno, si intende la percezione di una respirazione difficoltosa.

La dispnea può iniziare lentamente e presentare delle variazioni giornaliere o stagionali (dispnea cronica) o può manifestarsi in maniera improvvisa, nel giro di pochi minuti, ore o giorni (dispnea acuta).

QUALI SONO LE CAUSE DELLA DISPNEA?

La dispnea è un sintomo comune a moltissime malattie cardiache, vascolari, polmonari, ematologiche o muscolari/neuromuscolari. Si tratta quindi di patologie che interferiscono a diversi livelli (polmone, cuore, vasi, sangue) con il trasporto dell’ossigeno dall’aria dell'ambiente alle cellule dell’organismo, che lo utilizzano come combustibile.

Le cause più comuni di dispnea sono di origine cardiovascolare. Tra le patologie cardiache, quella che causa più frequentemente dispnea è senz’altro l’insufficienza cardiaca, o scompenso cardiaco. Pazienti affetti da insufficienza cardiaca presentano una funzione cardiaca deficitaria: la capacità di pompa del cuore si riduce e si la pressione all’interno del cuore aumenta in maniera eccessiva, a riposo o sotto sforzo. Tale aumento di pressione intracardiaca si trasmette a monte ai vasi polmonari, causando ipertensione polmonare, edema polmonare e dispnea.

In ambito pneumologico, la causa più comune di dispnea è la broncopneumopatia cronica ostruttiva, una patologia delle vie aeree (bronchi).

QUANDO SI PRESENTA LA DISPNEA?

Nelle fasi iniziali delle patologie cardiovascolari o polmonari, la dispnea viene generalmente percepita solo durante sforzi di una certa intensità (dispnea da sforzo). In alcuni altri, la dispnea può insorgere quando si pieghi il busto, ad esempio per allacciare le scarpe (bendopnea).

Quando la patologia diventa più grave, la dispnea viene avvertita dopo i pasti o durante sforzi lievi, limitando le attività del soggetto. Infine, la dispnea può essere percepita anche in posizione sdraiata, ad esempio quando ci si corica per riposare (ortopnea), può insorgere improvvisamente durante la notte, costringendo a risvegli bruschi con necessità di sollevare il busto (dispnea parossistica notturna), o può essere avvertita addirittura a riposo (dispnea a riposo).

La dispnea cronica, da sforzo, è di solito sintomo di una patologia cardiorespiratoria sottostante, che sia nota o non nota (insufficienza cardiaca, ipertensione polmonare, bronchite cronica ostruttiva).

La dispnea acuta o ingravescente o a riposo è di solito sintomo di una patologia grave e di nuova insorgenza (embolia polmonare, infarto miocardico, polmonite) o di una patologia cronica scompensata (scompenso cardiaco con edema polmonare acuto, ipertensione polmonare con scompenso destro, riacutizzazione bronchitica). Si può manifestare come una vera e propria sensazione di soffocamento.

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QUALI SONO I SOGGETTI A RISCHIO E I FATTORI DI RISCHIO?

Tutti i soggetti affetti da patologie cardiache, vascolari, polmonari, ematologiche o muscolari sono a rischio di percepire dispnea.

L’età e il fumo di sigaretta sono due importanti fattori di rischio comuni alla maggior parte delle patologie cardiache e polmonari. Altri importanti fattori di rischio sono la sedentarietà, l’obesità, l’ipertensione arteriosa e il diabete mellito, la menopausa, tutti elementi che possono facilitare l’invecchiamento cardiaco e vascolare. Aritmie come la fibrillazione atriale sono strettamente legate all’insufficienza cardiaca e possono facilitare l’insorgenza di dispnea.

Patologie autoimmuni possono alterare la funzione del cuore, dei vasi e dei polmoni, associandosi quindi frequentemente a dispnea.

Tra i fattori di rischio cardiovascolari emergenti ricordiamo anche la chemioterapia e la radioterapia.

I disturbi d’ansia possono associarsi facilmente a dispnea, ma prima di dare “la colpa” della dispnea all’ansia è bene escludere accuratamente possibili cause organiche. L’ansia può facilitare la dispnea in patologie cardiache e polmonari sottostanti e non note, o può anche essere una conseguenza stessa della dispnea.

COME SI CURA?

Non esiste una cura per la dispnea, poiché essa è sintomo di una patologia sottostante. È fondamentale però identificare correttamente la patologia che causa dispnea, perché il trattamento della patologia di base può permettere di migliorare i sintomi e la prognosi del paziente. Inoltre, una corretta diagnosi permette di dare al paziente informazioni precise sul tipo di attività e di esercizi che può svolgere senza pericolo.

Tuttavia, non è sempre semplice identificare patologie cardiache in fase iniziale, quando cioè causano sintomi solamente durante sforzo fisico.

QUANDO RIVOLGERSI AL MEDICO IN CASO DI DISPNEA?

È indispensabile rivolgersi sempre al medico in caso di dispnea di recente insorgenza o in caso di variazioni della dispnea cronica.

In caso di dispnea acuta o ingravescente è utile rivolgersi rapidamente ad un Pronto Soccorso.

Nel caso in cui la dispnea si instauri o si modifichi più lentamente (nel corso di mesi) è importante rivolgersi al proprio medico ed eseguire una valutazione specialistica cardiologica ed un elettrocardiogramma, poiché le cause più comuni di dispnea sono di origine cardiaca. L’ecocardiografia permette generalmente di confermare o escludere le patologie cardiache più gravi che possono causare dispnea. Nei casi dubbi possono essere utili dei test aggiuntivi (specialmente degli stress test, inclusi test da sforzo).

DOVE IN AUXOLOGICO

Come abbiamo visto, la dispnea è un sintomo comune a molte patologie. Per l'individuazione della causa della dispnea e per la cura delle eventuali patologie correlate, vi sono diversi centri in Auxologico.

Ne citiamo alcuni: