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Influenza: quello che devi sapere

Pubblicato il 20/10/2020 - Aggiornato il 03/11/2022

Queste informazioni non sostituiscono in alcun modo il colloquio con il tuo medico di fiducia.

L’influenza è un’infezione virale che colpisce le vie respiratorie. È un’infezione molto comune e diffusa nella stagione fredda, sulla quale ancora circolano, però, false credenze e pregiudizi infondati. Facciamo chiarezza.

Quali sono i sintomi dell'influenza?

L'influenza si manifesta con sintomi come febbre alta, dolori diffusi ad articolazioni e muscoli e disturbi respiratori, come tosse e naso che cola.

L'influenza è poco più di un raffreddore?

L’influenza non è certamente una malattia grave, ma in alcuni casi può avere complicanze serie che possono verificarsi più di frequente nelle categorie di soggetti fragili: gli over 65, gli immunodepressi, le persone con malattie croniche (per esempio il diabete o l’asma), i bambini fino ai 5 anni, le donne in gravidanza.

Chi non appartiene a queste categorie generalmente non ha bisogno di rivolgersi al medico in caso di influenza, e può trattare la febbre e gli altri sintomi con i farmaci di automedicazione.

Al contrario, è importante contattare il medico con urgenza quando si presentano disturbi come gravi difficoltà respiratorie, vertigini frequenti e svenimenti, forti dolori muscolari, dolori al petto o un peggioramento di eventuali patologie preesistenti.

3 falsi miti sul raffreddore

L'influenza si cura con gli antibiotici?

Nonostante le numerose campagne di educazione per il corretto utilizzo dei farmaci, molti ancora pensano che sia opportuno prendere antibiotici per curare l’influenza.

È quindi importante ripetere che l’influenza è una malattia virale e, come tale, non può essere contrastata con gli antibiotici, che sono efficaci solo contro i batteri.

Gli antibiotici possono essere prescritti dal medico quando subentrano alcune complicanze dell’influenza, come infezioni batteriche dell’apparato respiratorio o delle orecchie (bronchiti, polmoniti, otiti, sinusiti, tonsilliti), oppure dell’apparato cardiovascolare o del sistema nervoso (come miocardite o meningite).

Il vaccino antinfluenzale serve?

Il termine “influenza” comprende un certo numero di forme infettive dovute a virus influenzali diversi e in continua trasformazione che possono circolare contemporaneamente. Dal momento che il vaccino viene messo a punto di anno in anno solo contro i ceppi virali che si ritiene saranno i più diffusi in quella stagione, è possibile essere comunque contagiati da altri virus.

Inoltre, durante l’inverno circolano anche alcuni virus cosiddetti para-influenzali, responsabili di malattie dell’apparato respiratorio con sintomi simili a quelli dell’influenza e contro i quali il vaccino non è efficace. Tuttavia, essere vaccinati aumenta la probabilità di essere protetti dall’influenza e riduce, generalmente, l’intensità dei sintomi e le sue complicanze.

Ci si può vaccinare in gravidanza e in allattamento?

Le linee guida internazionali raccomandano di vaccinare tutte le donne in gravidanza nel periodo di circolazione del virus influenzale, in qualunque trimestre si trovino.

La donna incinta è infatti potenzialmente ad alto rischio di andare incontro a complicanze severe dell’influenza, a causa dei cambiamenti a livello del sistema immunitario, cardiovascolare e respiratorio a cui l’organismo è sottoposto durante la gestazione.

La vaccinazione contro l’influenza è importante, quindi, per proteggere sia la mamma sia il neonato nelle prime settimane dalla nascita (grazie agli anticorpi che riceve dalla mamma) e per prevenire il parto prematuro.

È un’infezione molto comune e diffusa nella stagione fredda, sulla quale ancora circolano, però, false credenze e pregiudizi infondati. Vediamone qualcuno.


Perché è importante vaccinarsi anche quest'anno?

Per la stagione 2022-2023 è prevedibile una forte diffusione del virus influenzale, che circolerà insieme alle varianti Covid Omicron Ba4/Ba5 e al virus RSV o respiratorio sinciziale. Inoltre, la modifica delle normative sui dispositivi di protezione individuale, che riporta a comportamenti pre-era Covid per il ritorno a una “normalità”, probabilmente comporterà un aumento del numero di casi, come avveniva negli anni passati. 

La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata a tutta la popolazione poiché riduce al minimo il rischio di confonderla con l’infezione da Coronavirus che ha sintomi, soprattutto nelle fasi iniziali, molto simili se non uguali a quelli dell’influenza. 

Sono le persone fragili quelle a più alto rischio (immuno-compromessi per patologie o per trattamenti con alte dosi di corticosteroidi o anti-neoplastici, anziani over 70, residenti nelle RSA), diabetici, broncopneumopatici (es. asmatici), cardiopatici gravi, obesi.

Particolare attenzione va posta per i bambini, in quanto in ogni stagione invernale si possono riscontrare fino al 30% di casi di influenza. Molte sono forme pauci-sintomatiche o, come negli adulti, in alcuni casi si possono verificare polmoniti che richiedono il ricovero in ospedale ma più frequentemente si riscontrano otiti e sinusiti.

Diffusione, sintomi e prevenzione

Vaccino antinfluenzale 2022-2023

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