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Coronavirus e patologie autoimmuni

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APPROFONDIMENTI

A cura di

Prof. Franco Capsoni

Direttore U.O. Immunologia, Allergologia e Reumatologia - San Luca - Auxologico San Luca

LE PERSONE CON PATOLOGIE AUTOIMMUNI, HANNO PIÙ PROBABILITÀ DI CONTRARRE IL VIRUS?  

No. La probabilità di contrarre l’infezione virale da nuovo coronavirus non è aumentata nei pazienti con malattie autoimmuni.

SE CONTRAGGONO IL CORONAVIRUS, CORRONO MAGGIORI RISCHI?

Ciò che cambia in questa popolazione è che, in caso di infezione, l’evoluzione della malattia virale potrebbe essere più severa per 2 motivi:

  • da un lato la presenza di alterazioni funzionali del sistema immunitario caratteristiche di tutte queste malattie (lupus eritematoso, artrite reumatoide, scelrodermia, polimiosite/dermatomiosite, sjogren);
  • dall’altro le terapie utilizzate per il loro controllo che, quasi costantemente, tendono a inibire la risposta immune (cortisonici, immunosoppressori, farmaci biologici).

CHE CONSIGLI POSSIAMO DARE LORO IN QUESTO PERIODO?

Per quanto appena detto, i pazienti con malattia autoimmune devono seguire in modo particolarmente rigoroso tutte le indicazioni fornite alla popolazione dagli organi competenti ponendo particolare attenzione alle norme igieniche e alla limitazione  degli spostamenti, dei viaggi, e della frequentazione di ambienti affollati. 

Non è invece da considerare l’interruzione o riduzione delle terapie in atto se non prima concordata con lo specialista di riferimento

COSA DEVE FARE UNA PERSONA CON PATOLOGIE AUTOIMMUNI SE SOSPETTA DI AVER CONTRATTO IL VIRUS?

Nel caso di sospetta infezione da coronavirus Sars Cov-2, le procedure sono le stesse indicate per la popolazione generale.

In caso di esito positivo del tampone sarebbe opportuno un contatto immediato anche con l’immunologo/reumatologo di riferimento per stabilire, in base al quadro clinico, se vi siano necessità di revisione delle terapie in atto.

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Articolo del 09/03/2020, revisionato il 20/05/2020.


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