Come distinguere le allergie dal coronavirus?

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APPROFONDIMENTI

A cura di

Prof. Gianfranco Schiraldi

Staff Servizio Pneumologia

Prof. Franco Capsoni

Direttore U.O. Immunologia, Allergologia e Reumatologia - San Luca - Auxologico San Luca

Dott. Luca Catelli

Staff U.O. Immunologia, Allergologia e Reumatologia - San Luca - Auxologico San Luca

Siamo nel periodo in cui le allergie da pollini colpiscono alcuni milioni di persone (tra il 10 ed il 20% dei cittadini).

In questo momento particolare in cui imperversa il Coronavirus il sovrapporsi delle patologie allergiche potrebbe complicare alquanto la diagnosi.

DIFFERENZE E SIMILITUDINI TRA I SINTOMI DELLE ALLERGIE DA POLLINE E IL CORONAVIRUS

I sintomi particolari dovuti alle allergie da pollini sono: raffreddore “acquoso” e lacrimazione profusa che non sono tipiche dell’infezione da Sars Cov-2; mentre la congiuntivite e la tosse sono sintomi in comune.

Ma nelle forme allergiche non si ha la febbre che è invece quasi costante nell’infezione virale.

La mascherina chirurgica può diminuire l’inalazione di pollini e quindi diminuire i sintomi (i pollini sono più “grossi” dei virus).

L'ASMA

Va segnalato che allergia e asma non sono fattori predisponenti all’infezione da nuovo coronavirus, ma se si ha un’asma non controllata, una sovrainfezione sia di questo che di altri virus o da batteri può avere conseguenze anche gravi.

Le abituali terapie con antistaminici cortisonici nasali nelle forme rinitiche, opportunamente prescritte dagli allergologi, sono efficaci.

Il problema è che il 50% degli allergici sono anche asmatici e questi pazienti spesso non seguono adeguatamente le terapie suggerite dagli pneumologi e allergologi, o le sospendono quando pensano di stare bene e non hanno evidenti sintomi. 

Ma è da ricordare che l’asma è una malattia cronica con una componente genetica e va quindi sempre adeguatamente trattata a seconda della gravità e dei valori della spirometria.

Nelle forme più lievi e in assenza di esposizione agli allergeni è possibile utilizzare spray cortisonici aggiungendo spray contenenti anche un broncodilatatore all’inizio delle allergie.

Purtroppo solo una piccola percentuale dei pazienti allergici segue correttamente queste direttive e quindi, in questo periodo di esposizione ad allergeni stagionali, ci potrebbe essere una maggior necessità di differenziare i sintomi dell’ allergia da quelli dell’ infezione da Coronavirus o da altre infezioni virali più comuni e tutt’ora presenti da virus influenzale o da rinovirus.

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LA FEBBRE: SINTOMO DA CORONAVIRUS E NON DA ALLERGIA

Per concludere ricordiamo ancora che la febbre è solo da infezione, non da allergia e quindi rappresenta un sintomo importante nella diagnosi differenziale.

Ciò detto è sempre utile ricordare che esistono soggetti portatori del virus del tutto asintomatici. Questo ribadisce da un lato l’importanza di una corretta terapia per l’allergia e per l’asma allergico in particolare, dall’altro l’osservanza di tutte le norme comportamentali più volte segnalate dagli organi competenti per tutta la popolazione.

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Articolo del 24/03/2020, revisionato il 29/09/2020.