
Spasticità
Cos'è la spasticità
La spasticità è un disturbo motorio caratterizzato da un aumento eccessivo e persistente del tono muscolare che si manifesta con:
- rigidità;
- spasmi;
- contrazioni involontarie dei muscoli.
Il termine spasticità deriva dal greco spasmos che significa, appunto, "crampo" o "spasmo". È la conseguenza di un danno a carico del primo motoneurone, ossia di quelle cellule nervose che inviano comandi motori dalla corteccia cerebrale al midollo spinale. La spasticità può colpire il 30-40% dei pazienti dopo un ictus, il 60-90% delle persone con sclerosi multipla, il 15% di chi ha subito un trauma cranico e circa il 70-80% degli individui con lesione del midollo spinale.
Cause della spasticità
Tra le malattie neurologiche che più frequentemente causano spasticità troviamo:
- l'ictus (ischemico o emorragico);
- i traumi cranici o del midollo spinale (secondari ad esempio a incidenti stradali);
- la sclerosi multipla;
- la sclerosi laterale amiotrofica (SLA);
- la paralisi cerebrale infantile.
Ognuna di queste patologie provoca, con diverse modalità, una lesione (singola o diffusa) a carico del cervello o del midollo spinale, in particolare a livello del primo motoneurone che è responsabile del controllo del movimento volontario. Queste lesioni alterano il complesso equilibrio tra i segnali di stimolazione e quelli di inibizione muscolare, provocando rigidità e aumento del tono muscolare.
Sintomi e manifestazioni cliniche
La spasticità si manifesta con spasmi muscolari dolorosi, rigidità muscolare, posture anomale degli arti, affaticamento. Nei muscoli delle gambe e meno frequentemente in quelli delle braccia, possono comparire i cosiddetti cloni, cioè contrazioni involontarie, ritmiche e ripetitive che rendono difficoltosa l'esecuzione di movimenti volontari. Spesso la spasticità si accompagna a deficit di forza muscolare di diversa entità e distribuzione.
A seconda di quali muscoli sono coinvolti, si parla di:
- Emiparesi: deficit che interessa il lato destro o il lato sinistro del corpo;
- Paraparesi: deficit a carico di entrambi gli arti inferiori;
- Tetraparesi: deficit che colpisce sia gli arti superiori che gli inferiori;
- Monoparesi: deficit di un singolo arto.
Se non trattata, la spasticità può portare a complicanze invalidanti come:
- retrazioni tendinee;
- fibrosi muscolare;
- deformità articolari;
- lesioni da decubito;
- problemi di equilibrio e di coordinazione;
- difficoltà ingravescente nel cammino;
- riduzione dell'autonomia nelle attività quotidiane.
È importante sottolineare che l'intensità e la gravità dei sintomi varia molto da paziente a paziente e che i sintomi possono comparire in momenti diversi della malattia.
Come si diagnostica la spasticità
La diagnosi è clinica. Il fisiatra o il neurologo, durante la visita, raccoglie un'anamnesi dettagliata - storia clinica, eventuali patologie di base, farmaci assunti, storia familiare - e valuta le posture degli arti, i movimenti e la forza muscolare, la resistenza alla mobilizzazione degli arti, la frequenza degli spasmi muscolari e l'impatto globale dei sintomi sulla capacità di svolgere le attività quotidiane come lavarsi, vestirsi, camminare, alimentarsi. Per misurare la spasticità si utilizzano diverse scale di valutazione standardizzate.
La scelta dello strumento o degli strumenti dipende dall'obiettivo della valutazione e del trattamento. La più diffusa a livello internazionale è la Scala di Ashworth Modificata, che valuta la resistenza muscolare durante il movimento passivo. Per valutare la resistenza al movimento passivo si utilizza anche la Scala Tardieu.
Se il sintomo principale riferito dal paziente è il dolore, vengono utilizzate anche la Numerical Rating Scale o la Visual Analog Scale che consistono in una autovalutazione soggettiva da 0 a 10. Esistono ulteriori scale che valutano le capacità funzionali del paziente, come:
- il Timed Up and Go Test (misura la capacità di alzarsi da una sedia, percorrere 3 metri, girarsi e tornare alla sedia);
- l'indice di Barthel e la Functional Independence Measure che valutano il grado di autonomia nelle principali attività della vita quotidiana.
Nei casi in cui sia necessario identificare o approfondire la causa sottostante, possono essere prescritti dal medico una risonanza magnetica o un esame elettromiografico (EMG).
Terapie e trattamenti per la spasticità
La terapia della spasticità si propone di ridurre i sintomi, prevenire le complicanze e migliorare la qualità di vita del paziente. È necessario un approccio integrato personalizzato e multidisciplinare, che comprende terapie farmacologiche e non farmacologiche [1].
- Fisioterapia
La fisioterapia è un pilastro fondamentale nella gestione della spasticità. Il fisioterapista lavora sulla mobilizzazione passiva e attiva degli arti, sullo stretching mirato della muscolatura contratta, sulle corrette posture da mantenere, sul rinforzo muscolare e, quando possibile, sull'equilibrio e sulla deambulazione. Questi interventi aiutano a mantenere la mobilità e prevenire l'insorgenza di complicanze come le retrazioni muscolari e le deformità articolari. In alcuni pazienti può essere necessario l'utilizzo di ortesi o tutori, prescritti dal medico, per migliorare le abilità motorie. In casi selezionati, fisiatra e fisioterapista si avvalgono dell'analisi computerizzata del cammino con una specifica strumentazione dedicata (presente in Auxologico) che fornisce importanti informazioni sulla capacità deambulatoria e sui muscoli degli arti inferiori affetti da spasticità che alterano il cammino.
- Terapia occupazionale
Nell'ambito della presa in carico multidisciplinare, è fondamentale la figura del terapista occupazionale, che lavora sulla funzionalità degli arti superiori e sul miglioramento dell'autonomia nelle attività quotidiane. Anche per la valutazione degli arti superiori ci si avvale di test standardizzati come il Nine Hole Peg Test (che misura la destrezza manuale e la coordinazione motoria) e nell'ambito del trattamento riabilitativo ci si avvale anche di tecnologie robotiche per supportare il recupero motorio.
- Onde d'urto focali extracorporee
Evidenze recenti [2] mostrano che la terapia con onde d'urto focali aiuta a migliorare i sintomi della spasticità attraverso molteplici meccanismi che includono una modificazione delle proprietà elastiche del muscolo e la riduzione dell'iperattività dei motoneuroni superiori.
Le onde d'urto in Auxologico
- Terapia farmacologica
La terapia farmacologica comprende vari farmaci con diverso meccanismo d'azione che si utilizzano per ridurre il tono muscolare, alleviare il dolore e facilitare la mobilizzazione quotidiana e le manovre riabilitative. I più comunemente utilizzati sono baclofene, tizanidina e benzodiazepine. Il baclofene può essere somministrato per via orale o, nei casi più gravi, tramite un microinfusore impiantato sottocute (somministrazione intratecale), che permette di raggiungere effetti migliori con dosi inferiori e meno effetti collaterali. Per i pazienti con sclerosi multipla che non rispondono ad altri trattamenti, è disponibile in Italia anche un farmaco a base di cannabinoidi (Sativex), approvato per questa indicazione.
- Tossina botulinica
L'infiltrazione intramuscolare di tossina botulinica è considerata uno dei trattamenti più efficaci per la spasticità. Agisce bloccando la trasmissione dell'impulso nervoso al muscolo, riducendo il tono muscolare in modo localizzato. L'iniezione viene effettuata con guida ecografica, è indolore ed è particolarmente indicata per i casi in cui la spasticità interessa distretti specifici. L'effetto dura in media 3-6 mesi e il trattamento può essere ripetuto nel tempo.
Trattamento con tossina botulinica in Auxologico
- Trattamenti invasivi e chirurgici
Nei casi refrattari ai trattamenti di primo livello, si può ricorrere a interventi più invasivi: la chirurgia ortopedica funzionale (allungamento o sezione di muscoli e tendini), la neurotomia selettiva (interruzione chirurgica dei rami nervosi responsabili della spasticità) e, come già citato, la pompa intratecale al baclofene.
Spasticità: Domande Frequenti
- Cos'è la spasticità e come si manifesta? La spasticità è una condizione neurologica che comporta rigidità muscolare, spasmi dolorosi e contrazioni involontarie. A seconda della gravità, la presenza di questi sintomi può portare a una riduzione dell'autonomia nelle attività quotidiane.
- Quali malattie causano la spasticità? La spasticità è causata da malattie neurologiche come ictus ischemici, emorragie cerebrali, sclerosi multipla, lesioni del midollo spinale, traumi cranici, paralisi cerebrali infantili.
- Si può guarire dalla spasticità? Allo stato attuale, non esiste una terapia definitiva per la spasticità, tuttavia i trattamenti consentono di ridurre significativamente i sintomi e migliorare la qualità di vita.
- Come si cura la spasticità? E' fondamentale un approccio integrato multidisciplinare che si avvale di diversi trattamenti: tossina botulinica, fisioterapia, terapia occupazionale, farmaci, utilizzo di tutori.
- Cos'è la tossina botulinica per la spasticità e quanto dura l'effetto? La tossina botulinica è un farmaco che viene iniettato a livello intramuscolare, servendosi di una guida ecografica. La tossina riduce il tono muscolare in modo selettivo, con un effetto che dura 3-6 mesi. A seconda della risposta clinica, il trattamento può essere ripetuto facendo trascorrere almeno 3 mesi dal precedente.
- Qual è la differenza tra spasticità e spasmo muscolare? La spasticità consiste in un aumento persistente del tono muscolare, mentre lo spasmo è una contrazione involontaria acuta e transitoria.
- Come si valuta la gravità della spasticità? Esistono diverse scale che misurano la spasticità. Tra queste, la più utilizzata è la Scala di Ashworth Modificata, che valuta il grado di resistenza muscolare durante un movimento passivo, assegnando un punteggio da 0 (nessun aumento del tono) a 4 (grave aumento del tono muscolare). La scala è utile anche per monitorare la risposta ai vari trattamenti. Nella presa in carico del paziente affetto da spasticità, si utilizzano anche altre scale che misurano il dolore e il grado di autonomia nelle attività quotidiane.
Trattamento della spasticità in Auxologico
REFERENTI AMBULATORIO SPASTICITÀ
Presso U.O. Medicina Riabilitativa - Ospedale San Luca (Milano) - sede Mosé Bianchi
- Dott. Antonio Robecchi Majnardi, fisiatra responsabile
- Dott. Andrea Torquati
- Dott.ssa Caterina Calvi
- Dott.ssa Camilla Meneguzzo
- Dott.ssa Immacolata Murru
- Dott.ssa Francesca Morello
Presso U.O. Riabilitazione Neuromotoria - Ospedale San Luca (Milano) - sede Capitanio
- Dott.ssa Cecilia Chessa - fisiatra responsabile
- Dott.ssa Viviana Colantonio
- Dott. Francesco D'Auria
- Dott.ssa Antonella Lamonica
- Dott. Salvatore Sorce
- Dott. Stefano Scarano
Informazioni e Prenotazioni
- segreteria.uornm@auxologico.it 0261911-6151
- uff.ricoverimb@auxologico.it 0261911-8392/-8396
Bibliografia
- Ward A.B. A summary of spasticity management - a treatment algorithm, Eur J Neurol 2002;9(Suppl 1): 48-52
- Yang E. et al. Recent advances in the treatment of spasticity: extracorporeal shock wave therapy. J Clin Med. 2021;10(20):4723.
