Tossina Botulinica per la Spasticità

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APPROFONDIMENTI

A cura di

Prof. Luigi Tesio

Direttore U.O. Riabilitazione Neuromotoria - Auxologico Capitanio

LA SPASTICITÀ: QUANDO LE COSE SEMPLICI DIVENTANO DIFFICILI

Nella spasticità interi gruppi muscolari svolgono un'attività eccessiva: si contraggono spontaneamente, oppure nel contesto di movimenti volontari, quando non sarebbe opportuno.

I muscoli coinvolti sono sempre molti, anche distanti fra di loro, poiché sono alterati interi schemi di movimento: può diventare difficile aprire la mano o sollevare un braccio, estendere un piede o allargare le gambe, ecc.

Molte malattie o traumi del cervello e del midollo spinale comportano spasticità: si pensi all’ictus, alla sclerosi multipla, ai postumi di trauma cranico e coma, ecc.

Se la spasticità si prolunga (e di solito è cronica) il muscolo che ne è affetto a forza di contrarsi tende anche a diventare più corto, riducendo così la mobilità delle articolazioni sulle quali si inserisce.

TOSSINA BOTULINICA PER IL TRATTAMENTO DELLA SPASTICITÀ

La tossina botulinica può attenuare molto la spasticità e produrre quindi ottimi effetti funzionali.

Si noti, però, che essa non agisce efficacemente sull’eventuale accorciamento anatomico del muscolo, sul quale invece agisce la fisioterapia (ne parliamo più avanti in questo articolo).

COS'È LA TOSSINA BOTULINICA?

La tossina botulinica è una sostanza naturale in grado di bloccare la trasmissione del comando nervoso motorio ai muscoli: assunta in dosi eccessive, come nel caso di intossicazioni alimentari, può provocare grave paralisi.

Tuttavia, proprio la sua grande efficacia come veleno la rende altrettanto efficace, in dosi opportunamente ridotte, come farmaco (in fondo “pharmakon”, in Greco, vuol proprio dire “veleno”). 

In sostanza, la tossina botulinica è un veleno che diviene un ottimo farmaco.

COME FUNZIONA?

La tossina botulinica riduce il passaggio dal nervo al muscolo di particolari molecole, che “comandano” al muscolo di contrarsi. Si ha quindi un indebolimento del muscolo infiltrato con la tossina, e una riduzione dell'attività volontaria del muscolo.

Ma è possibile ottenere anche una riduzione dei riflessi da stiramento, cioè dell'attività riflessa del muscolo, indebolendo un particolare tipo di fibre muscolari che svolgono una funzione sensoriale.

Queste fibre segnalano al cervello l’allungamento del muscolo stesso e sono parte del circuito che genera il riflesso da stiramento: quello, per capirsi, evocato dal classico colpo di martelletto sotto la rotula, a cui segue l’estensione del ginocchio.

A COSA SERVE QUESTO INDEBOLIMENTO?

Perché mai dovrebbe essere utile ridurre l’attività di un muscolo, sia volontaria, sia riflessa?

Ci sono molte condizioni patologiche che comportano una eccessiva attività di diversi muscoli.

I più vari movimenti vengono dunque ostacolati, sia quando è richiesta una attività moderata del muscolo affetto, sia quando esso dovrebbe farsi stirare passivamente e lasciare il passo ad altri muscoli.

L’indebolimento prodotto dalla tossina di regola è molto modesto e tale da non avere impatto sulle attività della vita quotidiana, ma la riducendo il riflesso da stiramento facilita vistosamente la contrazione dei muscoli “antagonisti”.

Si aggiunga poi che la possibilità di movimenti migliori, non più disturbati da un’eccessiva attività dei riflessi, tende ad essere appresa dal sistema nervoso: questo spiega perché in molti casi la durata del miglioramento motorio sia superiore a quella dell’effetto chimico del farmaco.

COME SI SOMMINISTRA LA TOSSINA BOTULINICA?

La tossina viene iniettata nel muscolo dal medico in modo del tutto indolore. La precisione può essere aumentata utilizzando un controllo ecografico o elettromiografico.

Dopo l’iniezione l’effetto terapeutico della tossina non è immediato: nel giro di 7-10 giorni il muscolo riduce vistosamente la sua attività eccessiva e presenta, di regola, una perdita di forza minima.

La tossina raggiunge il suo  picco di efficacia dopo 3-4 settimane e gli effetti rimangono stabili per 2-3 mesi, per poi ridursi gradualmente.

Per questo motivo è necessario ripetere il trattamento dopo un tempo variabile che varia da caso a caso, ma che di regola si attesta intorno ai 3-6 mesi.

QUALI E QUANTI MUSCOLI INFILTRARE?

Nella spasticità molti muscoli sono iper-attivi.

Esistono limiti al dosaggio massimo di tossina somministrabile in una singola seduta, e dunque occorre selezionare quelli la cui infiltrazione può portare i massimi benefici.

Si può anche programmare l’infiltrazione di alcuni muscoli in una seduta e di altri muscoli in sedute successive.

SOLO INFILTRAZIONE O ANCHE FISIOTERAPIA?

Al  trattamento devono far seguito essere procedure fisioterapiche (a seconda dei casi, stretching, bendaggi, tutori articolari, esercizio motorio) che facilitano la diffusione del farmaco nel muscolo e contrastano i frequenti accorciamenti anatomici che ne attenuerebbero l’efficacia.

Da quanto esposto in precedenza risulterà chiaro che l’infiltrazione con tossina botulinica è soltanto l’ingrediente principale di un vero e proprio programma riabilitativo.

Questo comprende un accurato esame neuromotorio, la definizione di indicazioni e controindicazioni, l’identificazione e la programmazione dei muscoli-chiave da infiltrare per massimizzare i risultati pratici, la scelta del dosaggio farmacologico, la prescrizione del percorso fisioterapico successivo.

Per tutti questi motivi nel caso di spasticità lo specialista di riferimento ideale è il Fisiatra.

CI SONO CONTROINDICAZIONI E RISCHI?

Le controindicazioni e i rischi esistono ma in situazioni rare e che di solito non precludono il trattamento, ma impongono cautela nelle modalità di infiltrazione e nei dosaggi: tutto questo verrà discusso con lo specialista fisiatra durante la visita.

Va ricordato, poi, che gli effetti della tossina si attenuano molto nell’arco di 3-6 mesi. Di conseguenza eventuali risultati insoddisfacenti sono comunque destinati ad attenuarsi.

Talvolta, invece, i risultati positivi tendono a permanere più a lungo grazie all’apprendimento motorio cui si è sopra accennato.

CI SONO ALTRE INDICAZIONI OLTRE ALLA SPASTICITÀ?

Sì, molte altre! 

Ricordiamo in particolare le “distonie” focali, disturbo nel quale la iper-attività colpisce uno o pochi muscoli (per esempio, forme abbastanza comuni sono il “crampo dello scrivano” e l’emi-spasmo facciale).

L’origine dei disturbi è diversa da quella della spasticità ma la tossina botulinica può dare comunque ottimi risultati.

Lo specialista di riferimento, in questi casi, è il neurologo.

PRESCRIZIONE DELLA TOSSINA BOTULINICA

Con l’esclusione di indicazioni estetiche, la tossina è prescrivibile a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

TRATTAMENTO DELLA SPASTICITÀ IN AUXOLOGICO

Presso l’Unità Operativa di Riabilitazione Neuromotoria di Auxologico opera un ambulatorio dedicato alla spasticità che offre, quando serve, un percorso riabilitativo personalizzato che comprende un accurato esame neuromotorio, la definizione di indicazioni e controindicazioni, l’identificazione e la programmazione dei muscoli-chiave da infiltrare per massimizzare i risultati pratici, la scelta del dosaggio farmacologico, la prescrizione del percorso fisioterapico successivo.

All'infiltrazione della tossina botulinica, infatti, devono far seguito procedure fisioterapiche (a seconda dei casi, stretching, bendaggi, tutori articolari, esercizio motorio) che facilitano la diffusione del farmaco nel muscolo e contrastano i frequenti accorciamenti anatomici che ne attenuerebbero l’efficacia..

Per tutti questi motivi nel caso di spasticità lo specialista di riferimento ideale è il fisiatra.

REFERENTI AMBULATORIO SPASTICITÀ

  • Dott.Giuliano Zebellin, fisiatra responsabile
  • Dott. Calogero Malfitano
  • Dott. Antonio Robecchi
  • Dott. Stefano Scarano

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI