Come mantenere giovane il cervello

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APPROFONDIMENTI

È oramai noto che il numero di persone anziane è previsto in progressiva crescita nei prossimi anni e che in tutto il mondo si avvicinerà a circa 2,1 miliardi entro il 2050.

L'invecchiamento è un processo fisiologico e non va considerato una malattia! Però sappiamo che l’invecchiamento non patologico è associato a un aumentato rischio di sviluppare un declino cognitivo, con conseguente disagio anche senza la presenza di una vera e propria demenza.

I trattamenti farmacologici attualmente a nostra disposizione per mitigare la demenza sono ancora poco o per nulla efficaci quindi si stanno studiando sempre più opzioni terapeutiche alternative e non solo farmacologiche. 

STILI DI VITA PER MANTENERE GIOVANE IL CERVELLO

Diversi studi scientifici hanno dimostrato che lo stile di vita rappresenta una strategia fondamentale per mantenere la salute del cervello durante l'invecchiamento. I fattori dello stile di vita più rilevanti a questo proposito sono:

  • attività fisica;
  • impegno cognitivo;
  • dieta.

Approfondiremo ora i primi due fattori.

PERCHÉ L’ATTIVITÀ FISICA E L’IMPEGNO COGNITIVO POSSONO FARE BENE AL CERVELLO?

La risposta richiede una premessa per spiegare il concetto di neuroplasticità: è la funzione del cervello che lo rende in grado di modificarsi in risposta agli stimoli esterni e interni e all’esperienza.

Questo fenomeno avviene grazie al rimodellamento della struttura, della funzione e delle connessioni del sistema nervoso. La neuroplasticità svolge un ruolo fondamentale nel recupero funzionale che avviene in seguito ai danni cerebrali di qualunque natura ma anche nei processi di apprendimento e di memorizzazione.

Se ne deduce che apprendere una attività, imparare a eseguirla e ripeterla porta alla creazione di nuove sinapsi tra i neuroni e a un consolidamento dei circuiti neuronali coinvolti nell’esecuzione dell’attività stessa.

Molteplici esperimenti di base e studi clinici hanno dimostrato e confermato questo fenomeno, possibile in tutte le condizioni di salute o malattie e a qualunque età. Tra tutti, è importante citare gli studi che dimostrano come l’esercizio fisico aerobico svolto da persone anziane abbia determinato un aumento di volume dell’ippocampo, una area cerebrale di fondamentale importanza per la memoria.

Diventa così spontanea la risposta alla domanda:

PERCHÉ L’ATTIVITÀ FISICA E L’IMPEGNO COGNITIVO POSSONO FARE BENE AL CERVELLO?

Dedicarsi intensamente ad attività impegnative sia dal punto di vista motorio che cognitivo stimola la neuroplasticità cerebrale e di conseguenza può rallentare, o invertire, il processo di disuso cerebrale legato all’invecchiamento. 

QUALI SONO LE ATTIVITÀ PIÙ IDONEE?

Sicuramente le attività piacevoli e gradite. Infatti, la sensazione di piacere e di gratificazione che si prova nello svolgimento di una attività che ci piace, favorisce già di per sè la neuroplasticità e garantisce l’assiduità nello svolgimento.

Poi è importante che l’attività scelta sia alla nostra portata, quindi non troppo faticosa o pericolosa. Inoltre è importante che l’attività scelta sia il più possibile multisensoriale, cioè che coinvolga il maggior numero di sensi e di funzioni cerebrali e motorie.

Un esempio: imparare un ballo, come il tango, è un’attività ideale per stimolare le neuroplasticità perché prevede l’apprendimento dei passi, con l’ausilio della musica e del ritmo e richiede una attività fisica sana ma non impegnativa.

Quindi imparare un ballo è una attività multisensoriale perché prevede l’utilizzo di attenzione, memoria, coordinazione, equilibrio, udito, vista, tatto e attività muscolare. Infine, ma non meno importante, il ballo, e la musica, migliorano il tono dell’umore e favoriscono la socializzazione, due ulteriori fattori che favoriscono la neuroplasticità.

Naturalmente il ballo non è gradito a tutti. La ginnastica convenzionale può già essere una attività utile, ma per avere un maggior effetto di stimolazione della neuroplasticità è importante intraprendere una attività che implichi l’apprendimento di nuovi movimenti e schemi motori.

Per questo motivo, alla abituale ginnastica o fisioterapia o passeggiata quotidiana, è opportuno affiancare una attività nuova, come ad esempio il Tai Chi oppure lo yoga o qualunque altra attività gradita purché coinvolga sia la mente che il corpo.

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LA U.O. DI NEUROLOGIA E STROKE UNIT

L’Unità Operativa di Neurologia e Stroke-Unit dell'Ospedale San Luca, a direzione universitaria e sede della Scuola di Specialità di Neurologia dell’Università degli Studi di Milano e del programma MD/PhD della stessa università, è anche sede di ricerca distaccata del Centro Dino Ferrari per la diagnosi e la terapia delle malattie neuromuscolari e neurodegenerative dell’Università degli Studi di Milano.

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