Emicrania

Torna indietro

Sei in AUXOLOGICO

  Emicrania

A cura di

Dott. Stefano Messina

Responsabile Centro Cefalee - U.O. Neurologia e Stroke Unit - Auxologico San Luca

COSA SI INTENDE PER EMICRANIA?

Emicrania significa letteralmente “metà cranio”. Questa espressione fa riferimento a uno degli elementi più caratteristici dell’attacco emicranico: la lateralizzazione del dolore - vale a dire il situarsi in posizione laterale.

In realtà l’emicrania non è solo mal di testa, ma è una sindrome neurologica complessa, ricorrente, multiforme e causata da più fattori differenti. Insieme alla cefalea a grappolo e alla cefalea di tipo tensivo, l’emicrania appartiene al capitolo delle cefalee primarie.

CHI SOFFRE DI EMICRANIA?

L’emicrania rappresenta la prima causa di disabilità al mondo nella fascia giovane della popolazione, perché influisce in maniera negativa e severa sulle attività quotidiane di chi ne soffre. Sono in molti a soffrire di emicrania: colpisce il 12% della popolazione italiana, circa 7-8 milioni di persone. Colpisce in prevalenza le donne, con un rapporto donne/uomini pari a 3:1.

EMICRANIA E MAL DI TESTA: C'È DIFFERENZA?

L’emicrania è un disturbo neurologico complesso, multifattoriale, di cui il mal di testa è solo uno dei sintomi - anche se sicuramente il principale. La cefalea o mal di testa infatti è un sintomo, come può esserlo la vertigine, il dolore addominale o il dolore toracico.

EMICRANIA, È UNA O SONO MOLTE DIFFERENTI?

L’emicrania è una patologia unica, con un definito meccanismo patogenetico: certi sintomi sono ricorrenti in ogni attacco emicranico, altri invece sono a presentazione variabile.

Principalmente esistono 2 tipi di emicrania:

  • emicrania con aura;
  • emicrania senza aura.

COSA SI INTENDE PER EMICRANIA CON AURA?

L’aura è un disturbo neurologico transitorio che precede la cefalea, insorge gradualmente e solitamente dura dai 20 ai 60 minuti.  

Può essere di 3 tipi. Il più comune è quello visivo, caratterizzato da punti o linee luminose che si ingrandiscono e tendono ad occupare il campo visivo del paziente (i cosiddetti scotomi scintillanti), oppure si verifica un restringimento dell’ampiezza del campo visivo. Le altre due modalità di presentazione dell’aura sono un disturbo sensitivo ad un solo lato del corpo e un’alterazione della capacità di esprimersi.

COME SI MANIFESTA L’EMICRANIA E COME RICONOSCERLA?

La diagnosi dell’emicrania si basa esclusivamente sui sintomi riferiti dal paziente al medico, non esistono esami strumentali o di laboratorio diagnostici.

L’attacco di emicrania è caratterizzato da un dolore pulsante e intenso che si presenta solo nella parte destra o sinistra del capo, localizzato a livello della fronte e dietro un occhio, associato a nausea o vomito e a fastidio per la luce e i rumori.

QUALI SONO LE CAUSE?

I fattori che possono favorire l’insorgenza dell’emicrania sono numerosi, ma la loro presenza non è una condizione sufficiente per scatenare l’attacco.

Perché si verifichi l’emicrania è indispensabile anche una certa predisposizione: serve che ci sia già in partenza un cervello emicranico: cioè un cervello iper-reattivo e ipersensibile, che non è in grado di filtrare e selezionare in modo adeguato gli stimoli provenienti dall’ambiente esterno e dal nostro organismo.

Un soggetto sano, anche se esposto a fattori scatenanti, non svilupperà mal di testa poiché non ha un cervello emicranico.

QUANTO PUÒ DURARE UN ATTACCO DI EMICRANIA?

Un attacco di emicrania dura dalle 4 alle 72 ore. Nei casi in cui il dolore si protrae oltre - anche una settimana - si parla invece di stato emicranico.

QUANDO SI PUÒ PARLARE DI EMICRANIA CRONICA?

Un’emicrania si definisce cronica quando si presenta, per 3 mesi consecutivi, 15 giorni o più nell’arco di un mese

È POSSIBILE PREVENIRE L’EMICRANIA?

La riduzione della frequenza degli attacchi è un risultato che si può ottenere grazie a una alleanza terapeutica tra medico e paziente.

Il primo indica specifiche soluzioni farmacologiche, il secondo deve attenersi a strette regole comportamentali, evitando tutti quei fattori che predispongono o facilitano l’insorgere dell’attacco emicranico.

Mentre diminuire il numero degli attacchi emicranici è un traguardo realistico, la loro completa abolizione purtroppo non è ad oggi possibile.

EMICRANIA E TEMPO ATMOSFERICO/STAGIONI: C'È UNA RELAZIONE?

I cambi di stagione, la prolungata esposizione al vento o al sole, il passaggio repentino da un ambiente caldo ad uno freddo o viceversa rappresentano condizioni favorenti l’insorgenza di un attacco emicranico nei soggetti predisposti.

QUALI CIBI È MEGLIO EVITARE SE SI SOFFRE DI EMICRANIA?

Alcune sostanze contenute in determinati alimenti favoriscono l’insorgenza dell’attacco emicranico, ma non esistono liste di cibi da evitare obbligatoriamente.

Ogni paziente emicranico ha individuato quei cibi che con maggior probabilità gli causano mal di testa e sa quando è meglio non mangiarli.

Premesso questo, gli alimenti favorenti sono:

  • cioccolata;
  • frutta secca;
  • formaggi stagionati;
  • banane;
  • vino rosso e bianco;
  • cibi fritti;
  • insaccati.

QUANDO È IL CASO DI CONSULTARE UNO SPECIALISTA?

Un mal di testa di nuova insorgenza, l’inefficacia dei farmaci analgesici, l’aumentata frequenza ed intensità della cefalea soprattutto se associata ad altri sintomi, dovrebbero indurre il paziente a consultare un neurologo esperto nel trattamento di questa patologia

QUALI SONO I POSSIBILI TRATTAMENTI?

L’emicrania può essere curata con successo riducendo la frequenza e l’intensità degli attacchi ma non è possibile  eliminarla completamente.

Il trattamento farmacologico sia per la terapia acuta che per quella cronica si è a notevolmente ampliato negli ultimi anni: alcuni farmaci, chiamati triptani, se assunti precocemente sono in grado di sopprimere completamente il dolore o ridurlo nell’arco di poco tempo.

Si differenziano dai comuni analgesici per il loro meccanismo d’azione e per la specificità d’azione contro il dolore emicranico.

Quando il paziente presenta attacchi di emicrania numerosi e invalidanti (5 giorni al mese, arrivando in taluni casi anche a 20 giorni al mese) è necessario ricorrere a farmaci di profilassi, la cui funzione è quella di ridurre la frequenza, la durata, l’intensità degli episodi emicranici.

Questi farmaci devono essere assunti quotidianamente e per diversi mesi, sfruttano un’azione antiemicranica che è secondaria allo scopo per cui erano stati concepiti: sono infatti in origine farmaci antidepressivi, cardiologici ed antiepilettici.

Recentemente sono stati sviluppati 4 anticorpi monoclonali che rappresentano il primo trattamento selettivo e specifico di profilassi dell’emicrania. Presentano una elevata efficacia e un eccellente profilo di sicurezza e tollerabilità.

Anche le infiltrazioni con tossina botulinica, sempre nell’ambito delle terapie di profilassi, rappresentano una metodica sicura ed utile nel ridurre significativamente gli attacchi emicranici. 

Uno spazio sempre maggiore, grazie ai risultati positivi ottenuti da sperimentazioni cliniche, stanno acquisendo le terapie comportamentali (tecniche di rilassamento muscolare, mindfulness) e i trattamenti di neuromodulazione (stimolazione magnetica transcraniale, stimolazione transcutanea del nervo vago).

IL CENTRO CEFALEE DI AUXOLOGICO

Il Centro Cefalee di Auxologico offre un percorso diagnostico e terapeutico per tutte le tipologie di cefalea, ed è idoneo a prendere in carico anche tutti i casi di emicrania.

Si propone di fornire adeguate risposte, a partire da un attento ascolto della storia clinica e attraverso la visita neurologica e l’eventuale ricorso a esami strumentali e di laboratorio mirati che permettono al medico di formulare una diagnosi precisa. In tal modo risulta possibile tracciare un percorso terapeutico personalizzato avvalendosi delle molteplici competenze e specializzazioni dei medici che lavorano e collaborano all’interno del Centro Cefalee Auxologico.

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI