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Menopausa, tappa importante e delicata della vita della donna

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Pubblicato il 08/06/2024 - Aggiornato il 10/06/2024

Cos'è la menopausa? A che età insorge? Quali i sintomi e le cause? Le risposte del Prof. Marco Bonomi e della Dott.ssa Silvia Federici del Centro di Endocrinologica Ginecologica e Andrologica di Auxologico.

Prof. Marco Bonomi

Responsabile Centro Endocrinologia Ginecologica e Andrologica - U.O. Endocrinologia e Malattie del Metabolismo - Auxologico San Luca

Dott.ssa Silvia Federici

Staff Centro Endocrinologia Ginecologica e Andrologica - Auxologico San Luca

Cos'è la menopausa?

La menopausa è un evento naturale della vita di ogni donna e rappresenta il momento in cui si assiste all’esaurimento funzionale dell’attività ovarica sia da un punto di vista ormonale, con carenza del principale ormone prodotto dall’ovaio, l’estradiolo, che di maturazione degli ovociti, responsabili della fertilità femminile. 


Menopausa, a quale età?

L’età fisiologica di insorgenza della menopausa è compresa tra i 45 e i 55 anni, con un’età media di circa 51 anni. Considerando che l’attuale aspettativa di vita femminile è stimata intorno agli 85 anni, ne deriva che le donne oggi, a differenza del secolo scorso, vivono circa un terzo della loro vita in menopausa e quindi in condizioni di carenza estrogenica.  Questo aspetto diventa ancora più rilevante per le forme di menopausa che non rientrano tra le forme fisiologiche ma che insorgono precocemente. 

La Menopausa


Menopausa anticipata o precoce: le cause

Alla menopausa fisiologica, si affiancano altre forme di esaurimento funzionale anticipato della funzione ovarica. Si parla di insufficienza ovarica prematura (POI, Premature Ovarian Insufficiency) quando la funzione ovarica si interrompe prima dei 40 e in alcuni casi estremi non ha nemmeno mai inizio (forme molto rare, con una prevalenza del 1%); o di insufficienza ovarica anticipata quando la cessazione dell’attività ovarica si verifica tra i 40 e i 45 anni (forme più frequenti delle precedenti ma comunque non comuni).

A determinare questi quadri di prematuro esaurimento ovarico ci sono specifiche cause patologiche: genetiche, autoimmuni, ma anche forme acquisite e soprattutto iatrogene, ad esempio conseguenti a trattamenti chemio- e/o radio-terapici per pregresse malattie oncologiche. Va però detto che la causa sottostante non è sempre di facile identificazione.

In genere arriviamo a indentificare la causa sottostante in circa 1/3 dei casi di queste forme di insufficienza ovarica prematura, mentre i restanti 2/3 vengono classificati come forme “idiopatiche”, cioè senza causa al momento identificabile. Circa il 30% dei casi di POI rientra in forme “familiari”, in cui almeno un'altra familiare della paziente presenta una storia di prematurità della cessazione della funzione ovarica. 

La Menopausa Precoce


Menopausa fisiologica, sintomi e disturbi

La menopausa fisiologica, benché sia evento naturale, insorge oggi ad un’età in cui la vita femminile è ancora in una fase di piena attività e comporta cambi nell’assetto ormonale le cui conseguenze possono impattare fortemente non solo sulla qualità della vita ma anche sulla condizione di salute. Il calo degli estrogeni a seguito dell’inizio della menopausa può comportare frequentemente:

  • disturbi vasomotori (fino all’80% delle donne può presentare: vampate di calore, sudorazioni notturne, palpitazioni);
  • psicologici (tensione, ansia, depressione, irritabilità, sbalzi di umore, riduzione del desiderio sessuale);
  • genito-urinari (fino al 50% delle donne può presentare: secchezza vaginale, dolore o fastidio durante i rapporti, incontinenza urinaria);
  • aumento del peso corporeo, con distribuzione del grasso tipicamente al giro-vita, e un peggioramento della densità minerale ossea (osteoporosi post-menopausale).

Infine, è noto che il rischio di malattie cardiovascolari e metaboliche aumenti per le donne dopo la menopausa, ed è stato ipotizzato che il calo di estrogeni possa contribuire a questo rischio.


I disturbi nella menopausa anticipata o precoce

Tutto questo assume una rilevanza ancora più importante nelle forme anticipate o precoci di menopausa. Infatti, nelle donne più giovane i sintomi tipicamente sperimentati durante la menopausa fisiologica (vasomotori, genitourinari, sessuologici) sono generalmente più marcati e con un’insorgenza spesso repentina (ad esempio nelle forme di esaurimento conseguenti a terapie per malattie oncologiche). Inoltre, come accennato, l’ipoestrogenismo prolungato può favorire l'insorgenza di osteoporosi, disturbi metabolici, cardiovascolari o neurologici: recentemente la POI è stata infatti associata ad un significativo aumento di mortalità e morbidità. 

Pertanto, una diagnosi tempestiva e una gestione clinica adeguata sono fondamentali per la qualità di vita delle pazienti, per la riduzione delle complicanze e per garantire, quando possibile, una chance di preservazione della fertilità. 


Che tipo di gestione clinica hanno le diverse forme di menopausa e quando si ricorre alla eventuale terapia ormonale sostitutiva? 

L’approccio clinico alle donne in fase peri- o post-menopausale dovrebbe essere sempre individualizzato, identificando per ogni donna la presenza di disturbi, il profilo di rischio e l’eventuale indicazione alla terapia (ormonale o non-ormonale) più appropriata, non trascurando gli aspetti di prevenzione e di educazione comportamentale ad uno stile di vita sano. Ciò richiede un approccio integrato e dedicato, che tenga conto di tutti i fattori in gioco. Infatti, nonostante il potenziamento dell’informazione e della qualità delle cure sui temi della salute riproduttiva, la menopausa rimane per le donne un periodo complesso, anche sotto il profilo psicologico, spesso affrontato da un punto di vista clinico in modo poco strutturato. 

In linea generale, in assenza di controindicazioni e in caso di rapporto rischio-beneficio favorevole, la terapia ormonale sostitutiva può essere offerta alle donne sintomatiche con un’età inferiore ai 60 anni e/o a meno di 10 anni dall’insorgenza della menopausa. Attualmente, esistono diverse terapie ormonali, efficaci e sicure, che possono essere prescritte in maniera personalizzata sulla base della sintomatologia prevalente, dei fattori di rischio e della preferenza individuale della donna.

Oltre alla classica terapia estro-progestinica, disponibile in diverse formulazioni, diverse associazioni di molecole con effetti ormonali peculiari (es. tibolone e basedoxifene/estrogeni equini coniugati) possono trovare indicazione in determinate condizioni. Accanto alla prescrizione, è essenziale un attento counseling rivolto alla paziente che spieghi i benefici, i rischi e i possibili effetti di ogni specifica terapia, rassicurando, se necessario, la donna su preoccupazioni e dubbi: è importante sottolineare come alcune convinzioni e credenze circa la terapia ormonale sostitutiva e i suoi possibili rischi siano spesso non supportate da evidenze scientifiche.

Diversamente dalle forme fisiologiche, nelle forme a insorgenza prematura, la carenza estrogenica va sempre corretta precocemente con una terapia ormonale sostitutiva. Questo è essenziale per il trattamento della sintomatologia e per il miglioramento della qualità di vita ma anche per la prevenzione delle complicanze a lungo termine derivanti dalla carenza di estrogeni. La gestione di tutte le possibili comorbidità e complicanze, incluse quelle a livello psico-sociale, richiede un approccio multidisciplinare integrato e personalizzato. Pertanto, un inquadramento medico endocrinologico è necessario in tutte le donne con menopausa precoce e anticipata. 

Leggi anche: Disturbi urinari in Menopausa


Come si svolge il percorso assistenziale offerto da Auxologico per le pazienti in menopausa?

La valutazione della donna in menopausa, sia essa fisiologica, anticipata o precoce, parte da una prima visita endocrinologica (ambulatorio dedicato alla menopausa) o ginecologica presso specialisti del nostro Centro. Dopo un opportuno inquadramento da un punto di vista anamnestico e obiettivo potrà essere definito il percorso di diagnosi, cura e prevenzione più opportuno grazie anche alla collaborazione con altre Unità Operative di Auxologico secondo necessità e nell’ottica di una gestione integrata della paziente. 

A tal fine potranno essere predisposti, secondo necessità e secondo le più importanti linee guida, le seguenti indagini:

  • Esami ematochimici e/o ormonali specifici
  • Esami genetici mediante (NGS, cariotipo, valutazione gene FMR1) con eventuale consulenza del genetista medico secondo necessità specifiche (es. casi POI sospetti sindromici);
  • Mammografia e/o ecografia mammaria;
  • Densitometria ossea (MOC vertebra-femorale);
  • Ecografia pelvica e/o transvaginale;
  • Eventuali valutazioni specialistiche: visita urologica, visita ortopedica, visita fisiatrica, visita diabetologica, assistenza psicologica/psicosessuologica, valutazione dietistica;
  • Eventuali valutazioni presso ambulatori endocrinologici di secondo livello necessità (es.  amb osteoporosi, etc…).

Il Centro di Endocrinologia Ginecologica di Auxologico


Quali sono invece le linee di ricerca di Auxologico sulle diverse forme di menopausa?

Il nostro Centro è riconosciuto sia a livello nazionale che internazionale quale centro di eccellenza nella diagnostica e nel trattamento forme di POI a origine genetica. Il Laboratorio di Ricerche Endocrino-Metaboliche di Auxologico effettua lo studio dei principali geni responsabili delle forme familiari di POI e i suoi ricercatori sono attivi in una serie di ricerche scientifiche volte a identificare nuovi fattori di rischio genetici e nuovi biomarcatori delle forme di POI. Grazie anche a questi studi è stato possibile sviluppare un test genetico all’avanguardia che è oggi disponibile presso il nostro Ente e che permette, in collaborazione anche con il Laboratorio di Biologia Molecolare di Auxologico, l’utilizzo della metodica di sequenziamento di nuova generazione (Next Generetion Sequencing, NGS) con l’analisi contemporanea di un ampio pannello di geni associati alla insufficienza ovarica precoce. Questo approccio offre importanti possibilità cliniche sia dal punto di vista di caratterizzazione diagnostica e, soprattutto, di counseling familiare, nonché apre un interessante filone di ricerca sulla complessa ed eterogenea genetica di questa condizione. Una maggiore comprensione degli aspetti relativi biologici e genetici della POI potrà permettere lo sviluppo di trattamenti personalizzati, strategie di prevenzione e diagnosi precoce.

Leggi anche: Endocrinologia e Malattie del Metabolismo in Auxologico


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