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Tumore della tiroide

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  Tumore della tiroide

A cura di

Prof.ssa Laura Fugazzola

Responsabile Centro Tiroide - U.O. Endocrinologia e Malattie del Metabolismo - San Luca - Auxologico San Luca

UN TUMORE RARO

Il tumore alla tiroide è causato dalla crescita anomala e incontrollata delle cellule che la costituiscono. Nel 90-95% dei casi le cellule coinvolte sono i tireociti (cioè le vere e proprie cellule della tiroide, riunite in gruppetti chiamati “follicoli tiroidei”, che producono gli ormoni), nella restante percentuale di casi vengono colpite le cellule parafollicolari (che sono delle cellule presenti in misura quantitativamente minore e che producono un ormone chiamato calcitonina).

Sebbene i noduli tiroidei siano molto frequenti, soprattutto nella popolazione femminile, solo il 10% circa di essi sono maligni e i tumori alla tiroide sono quindi da considerarsi tumori rari.

QUANTO È DIFFUSO IL TUMORE ALLA TIROIDE?

I carcinomi della tiroide insorgono prevalentemente in donne di età adulta. Rappresentano circa l’1-2% di tutti i tumori, con un’incidenza di circa 4 casi ogni 100.000 uomini e 12 ogni 100.000 donne.

La prognosi è molto favorevole, infatti la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi supera il 90%.

QUALI SONO I SINTOMI?

Il tumore alla tiroide spesso non si manifesta con alcun sintomo nella fase precoce della malattia perché cresce in maniera lenta e silenziosa. Il campanello d’allarme può essere rappresentato da un nodulo isolato nella ghiandola riscontrato alla palpazione; tuttavia non tutti i noduli sono segno di un tumore alla tiroide, anzi nella maggior parte dei casi sono solo l’espressione di un’iperplasia tiroidea (una manifestazione benigna che determina un aumento di volume della ghiandola).

Alcuni sintomi che possono insorgere nella fase più avanzata sono:

  • crescita rapida di una tumefazione del collo;
  • abbassamenti e alterazioni del tono di voce;
  • comparsa di masse nella regione laterale del collo.

QUALI SONO LE CAUSE?

Tra i fattori di rischio più importanti per lo sviluppo dei carcinomi della tiroide vi sono la familiarità e l’esposizione a radiazioni (anche radioterapia per altre neoplasie). 

Sono note le alterazioni genetiche responsabili della quasi totalità dei tumori tiroidei. Tali alterazioni genetiche possono essere ricercate nel tumore o, in caso di forme familiari, nel sangue. In quest’ultimo caso, il rilievo del gene mutato nei familiari di un soggetto affetto indica la presenza di un tumore in fase iniziale o ne indica il futuro sviluppo, consentendo così di procedere precocemente all'asportazione della tiroide e portando così a completa guarigione


DIVERSI TIPI DI TUMORE

Esistono diverse varianti istologiche dei carcinomi tiroidei, che sono importanti da identificare in quanto per ognuno di essi la prognosi è diversa, così come la terapia:

  • carcinoma papillare: è la variante più diffusa (90% dei casi totali). Insorge principalmente tra i 30 e i 50 anni. È costituito da una tumefazione ben confinata e localizzata che, soprattutto se insorge in soggetti giovani, nel 99% dei casi non dà complicanze per la vita;
  • carcinoma follicolare: insorge generalmente in soggetti di età più avanzata (oltre i 50 anni) ed è più aggressivo del precedente;
  • carcinoma midollare: questo tumore è estremamente raro e fa parte del 5-10% dei tumori che non coinvolgono le cellule tiroidee vere e proprie; infatti questa volta le cellule coinvolte sono le cellule C o parafollicolari (che sono responsabili della produzione di un altro ormone: la calcitonina). Nel 25% dei casi questo tumore fa parte di una sindrome familiare, ereditata geneticamente e denominata MEN 2. Si tratta di una sindrome caratterizzata da neoplasie endocrine multiple nella quale il carcinoma midollare si può associare a neoplasie in altri organi endocrini. Essendo geneticamente determinata si può manifestare fin dall'infanzia;
  • carcinoma anaplastico: insorge in soggetti di età avanzata, oltre i 60 anni, ed è molto aggressivo perché le cellule si moltiplicano molto velocemente;
  • linfoma tiroideo: è una forma rara e molto aggressiva derivata da una patologia a carico del sistema immunitario.

COME SI DIAGNOSTICA?

La diagnosi di tumore maligno della tiroide si avvale di dati anamnestici, che forniranno indicazioni sulla esistenza di altri casi nella famiglia del paziente e sulla velocità di accrescimento del nodulo, e dell’esame obiettivo che individuerà un nodulo duro e in qualche caso la presenza di linfonodi ingranditi in regione laterocervicale.

Gli esami del sangue saranno importanti per determinare la funzionalità della tiroide mediante il dosaggio del TSH e consentiranno di valutare la calcitonina, un marcatore di carcinoma midollare della tiroide.

L’ecografia della tiroide, per mezzo della tecnologia ad ultrasuoni, permette di descrivere le caratteristiche del nodulo e di visualizzarne i rapporti con le strutture normali della ghiandola. La maggior parte dei noduli tiroidei maligni hanno caratteristiche ecografiche “sospette”. La conferma definitiva di tumore si ha effettuando un esame citologico mediante agoaspirato che esamina le caratteristiche delle cellule che compongono il nodulo. Nel 10-25% dei casi però la citologia non è dirimente, non è in grado di distinguere tra nodulo benigno e maligno. In questi casi è possibile effettuare una analisi genetica a partire dall’agoaspirato che consente di individuare le mutazioni genetiche che provocano i tumori della tiroide o la loro assenza, aiutando così nella differenziazione tra noduli benigni e maligni.

Infine, come ultimo approfondimento diagnostico, e solo nel caso in cui si abbia necessità di stabilire la precisa localizzazione del tumore prima dell'intervento chirurgico, si possono effettuare una TC o una risonanza magnetica per osservare meglio il nodulo maligno, i rapporti con le strutture circostanti e le eventuali metastasi.


DIAGNOSI E TERAPIA DEL TUMORE ALLA TIROIDE IN AUXOLOGICO

Auxologico è un Centro di elevata specializzazione per la diagnosi e terapia del tumore della tiroide. È un Centro affiliato EURACAN (European Reference Network on Rare Adult Cancers ), ITOG (International Thyroid Oncology Group), ETA-CG (European Thyroid Association-Cancer Group) e ITCO (Italian Thyroid Cancer Observatory Foundation).

Tra le prestazioni di elevate specializzazione offerte dall'Unità di Endocrinologia di Auxologico San Luca:

  • ambulatori dedicati al follow up dei tumori della tiroide gestiti da medici dedicati alla patologia;
  • ecografie del collo di terzo livello contestuali alla visita ambulatoriale;
  • analisi genetica (Next Generation Sequencing-NGS) su agoaspirato con analisi di più di 20 diverse alterazioni genetiche causa di cancro della tiroide per i noduli risultati citologicamente indeterminati (TIR3);
  • analisi genetica (in particolare gene RET) per le forme di carcinoma midollare familiare e sindromi MEN2;
  • somministrazione di farmaci a bersaglio molecolare (tirosino-chinasici) per i rari tumori avanzati e plurimetastatici (sia di origine follicolare, che midollari, che anaplastici);
  • trial farmacologici innovativi;
  • équipe multidisciplinare per la gestione delle terapie e degli eventi avversi ad esse correlate anche mediante MAC (Macroattività Ambulatoriale Complessa) riabilitativi.

La gestione chirurgica dei tumori della tiroide è a carico della Unità di Endocrinochirurgia, specializzata in interventi su tumori maligni della tiroide, presso il Centro di Chirurgia Endocrina dell'Ospedale Capitanio

Le visite specialistiche vengono effettuate in tutte le sedi lombarde e piemontesi di Auxologico.

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI


Oltre 60 anni di
ricerca e cura
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Dal 1958 Auxologico opera nei settori della ricerca biomedica e dell'assistenza sanitaria di alta specializzazione per assicurare ai pazienti le cure più aggiornate ed efficaci.

17 sedi in
Lombardia, Piemonte, Lazio e Romania
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1.300.000
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