Tumore della tiroide

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  Tumore della tiroide

Testo a cura de Il Pensiero Scientifico Editore

IL TUMORE ALLA TIROIDE

Il tumore alla tiroide è causato dalla crescita anomala e incontrollata di cellule che la costituiscono. Nel 90-95% dei casi le cellule coinvolte sono i tireociti (cioè le vere e proprie cellule della tiroide, riunite in gruppetti chiamati “follicoli tiroidei”, che producono gli ormoni), nella restante percentuale di casi vengono colpite le cellule parafollicolari (che sono delle cellule presenti in misura quantitativamente minore e che producono un ormone chiamato calcitonina).

I noduli tiroidei sono molto frequenti, soprattutto nella popolazione femminile, ma solo il 10% circa di essi sono maligni.

La tiroide è una piccola ghiandola formata da due lobi (che le conferiscono una conformazione a farfalla) situata alla base del collo. Essendo una ghiandola endocrina, produce ormoni che intervengono nella regolazione del metabolismo basale, del battito cardiaco, della pressione, della temperatura e del peso corporeo. La secrezione di ormoni tiroidei è finemente controllata dall’ormone tireostimolante (TSH) rilasciato dall’ipofisi. Affinché gli ormoni tiroidei vengano sintetizzati è necessaria la presenza dello iodio, che è carente nel nostro territorio e che deve pertanto essere integrato mediante l'uso quotidiano del sale iodato.

Spesso questa ghiandola, in caso di patologia, può produrre un eccesso di ormoni (situazione nota come ipertiroidismo) o un quantitativo insufficiente (ipotiroidismo).

QUANTO È DIFFUSO IL TUMORE ALLA TIROIDE?

I carcinomi della tiroide insorgono prevalentemente in donne di età adulta.

Rappresentano circa l’1-2% di tutti i tumori, con un’incidenza di circa 4 casi ogni 100.000 uomini e 12 ogni 100.000 donne.

La prognosi è molto favorevole, infatti la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi supera il 90%.

QUALI SONO I SINTOMI DEL TUMORE ALLA TIROIDE?

Il tumore alla tiroide spesso non si manifesta con alcun sintomo nella fase precoce della malattia perché cresce in maniera lenta e silenziosa. Il campanello d’allarme può essere rappresentato da un nodulo isolato nella ghiandola riscontrato alla palpazione; tuttavia non tutti i noduli sono segno di un tumore alla tiroide, anzi nella maggior parte dei casi sono solo l’espressione di un’iperplasia tiroidea (una manifestazione benigna che determina un aumento di volume della ghiandola).

Alcuni sintomi che possono insorgere nella fase più avanzata sono:

  • crescita rapida di una tumefazione del collo;
  • abbassamenti e alterazioni del tono di voce;
  • comparsa di masse nella regione laterale del collo.

QUALI SONO LE CAUSE DEL TUMORE ALLA TIROIDE?

Non è stata evidenziata una causa univoca che porta allo sviluppo di questo tumore, ma una serie di concause, fattori di rischio e predisposizioni genetiche e familiari. Sono più predisposte le donne (con un rapporto di 4:1 rispetto agli uomini); così come sono più a rischio i soggetti esposti a massive dosi di radiazioni (anche radioterapia per altre neoplasie). 

DIVERSI TIPI DI TUMORE

Esistono diverse varianti istologiche dei carcinomi tiroidei, che sono importanti da identificare in quanto per ognuno di essi la prognosi è diversa, così come la terapia:

  • carcinoma papillare: è la variante più diffusa (90% dei casi totali). Insorge principalmente tra i 30 e i 50 anni. È costituito da una tumefazione ben confinata e localizzata che, soprattutto se insorge in soggetti giovani, nel 99% dei casi non dà complicanze per la vita;
  • carcinoma follicolare: insorge generalmente in soggetti di età più avanzata (oltre i 50 anni) ed è più aggressivo del precedente;
  • carcinoma midollare: fa parte del 10% dei tumori che non coinvolgono le cellule tiroidee vere e proprie, infatti questa volta le cellule coinvolte sono le cellule C o parafollicolari (che sono responsabili della produzione di un altro ormone: la calcitonina). Nel 25% dei casi questo tumore fa parte di una sindrome familiare, ereditata geneticamente e denominata MEN 2. Si tratta di una sindrome caratterizzata da neoplasie endocrine multiple nella quale il carcinoma midollare si può associare a neoplasie in altri organi endocrini. Essendo geneticamente determinata si può manifestare fin dall'infanzia;
  • carcinoma anaplastico: insorge in soggetti di età avanzata, oltre i 60 anni, ed è molto aggressivo perché le cellule si moltiplicano molto velocemente;
  • linfoma tiroideo: è una forma rara e molto aggressiva derivata da una patologia a carico del sistema immunitario.

COME SI DIAGNOSTICA?

Dopo aver individuato il nodulo con la palpazione, di solito vengono prescritti alcuni esami del sangue per il dosaggio dell'ormone ipofisario che regola la secrezione degli ormoni tiroidei, il TSH, al fine di valutare la funzionalità della ghiandola. In genere una variazione patologica degli ormoni tiroidei nel sangue è indice di una patologia infiammatoria o autoimmune, piuttosto che di un tumore.

Successivamente si procede con l’ecografia della tiroide che, per mezzo della tecnologia ad ultrasuoni, permette di individuare il nodulo e di visualizzarne i rapporti con le strutture normali della ghiandola. In presenza di un nodulo sospetto si effettua un esame citologico mediante agoaspirato per esaminare le caratteristiche delle cellule che lo compongono. Ad oggi l’ecografia è l’esame più semplice e specifico per esaminare la tiroide.

Si può eseguire anche una scintigrafia: attraverso la somministrazione di iodio radioattivo si verifica il funzionamento della ghiandola. I noduli che captano molto iodio appaiono alla scintigrafia intensamente colorati e si definiscono “noduli caldi”.

Infine, come ultimo approfondimento diagnostico, e solo nel caso in cui si abbia necessità di stabilire la precisa localizzazione del tumore prima dell'intervento chirurgico, si possono effettuare una TC o una risonanza magnetica per osservare meglio il nodulo e i rapporti con le strutture circostanti.

PREVENZIONE

L'unico fattore di rischio riconosciuto alla base della formazione dei noduli tiroidei è la carenza iodica, associata a fattori di predisposizione genetica ancora non noti. Il nostro territorio si caratterizza per essere povero di iodio  ed è pertanto importante integrare iodio nell'alimentazione. L'unica prevenzione del nodulo tiroideo a oggi possibile è l'assunzione di sale iodato in modo da integrare la quantità di questo elemento e fornire all'organismo un apporto sufficiente al buon funzionamento della ghiandola. 

Essendo il nodulo tiroideo molto frequente e solo raramente maligno, non sono indicate le ecografie tiroidee di screening, in quanto porterebbero solo ad allarmismi, senza significativi effetti sul costo-benefico. L'ecografia tiroidea di screening è indicata solo nei soggetti con familiarità per tumore della tiroide o in pazienti sottoposti a irradiazione del collo.

TERAPIA DEL TUMORE ALLA TIROIDE IN AUXOLOGICO

Per i noduli tiroidei e il tumore alla tiroide, in Auxologico sono disponibili tutti i servizi diagnostici e terapeutici.

In particolare, le cure offerte sono:

  • l'alcolizzazione percutanea eco-guidata per i noduli benigni prevalentemente cistici;
  • la termoablazione con radiofrequenza per i noduli benigni prevalentemente solidi;
  • l'intervento chirurgico di tiroidectomia per i casi più complessi, che viene eseguito presso il Centro di Chirurgia Endocrina dell'Ospedale Capitanio;
  • farmaci inibitori tirosino-chinasici per i tumori maligni avanzati.

CENTRO TIROIDE DI AUXOLOGICO

Il Centro Tiroide di Auxologico si avvale di un’équipe altamente specializzata che è in grado di accogliere e soddisfare tutte le richieste diagnostiche e terapeutiche relative alle malattie benigne e maligne della tiroide di pazienti da 1 anno di età fino all’età anziana. Gli specialisti del Centro Tiroide utilizzano strumenti e tecnologie d’avanguardia come le nuove terapie mediche antineoplastiche e le tecniche interventistiche mini-invasive (ablazione e alcolizzazione dei noduli tiroidei), e test molecolari e genetici in grado di predire la prognosi di determinate malattie o individualizzare le terapie, in modo da renderle più efficaci. 

Le visite specialistiche vengono effettuate in tutte le sedi lombarde e piemontesi di Auxologico.

La diagnosi e la somministrazione delle terapie può avvenire in ambito ambulatoriale, con la possibilità di effettuare più prestazioni nell’arco della stessa mattinata (Day Service Tiroide), o di seguire un percorso di cura determinato dal medico durante la prima visita endocrinologica in regime di MAC (Macroattività Ambulatoriale Complessa).

Il percorso di cura può prevedere anche l'eventuale intervento chirurgico presso il Centro Chirurgia Endocrina dell'Ospedale Capitanio. 

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI