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Stitichezza (stipsi)

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  Stitichezza (stipsi)

A cura di

Dott.ssa Marzia Rossi

Staff Servizio Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva

Che cos'è la stitichezza?

La stitichezza, o stipsi, è un’evacuazione infrequente o difficoltosa. Può essere transitoria (legata alla gravidanza, al cambiamento dei luoghi e delle abitudini alimentari, successiva ad interventi chirurgici o in concomitanza di alcune terapie) oppure cronica quando perdura per più di 3 mesi, associata a disfunzioni motorie intestinali o ad altre patologie (malattie neurologiche, diabete mellito).

La stitichezza è comune negli adulti, ma si riscontra anche nell’infanzia, in particolare nei neonati, soprattutto quando si aggiungono al latte materno o in formula i primi alimenti solidi, e nei bambini di anni quando non viene più utilizzato il pannolino.

Sintomi della stitichezza

  • bassa frequenza di evacuazioni (inferiori a tre alla settimana);
  • feci secche e disidratate;
  • necessità di sforzarsi e talvolta dolore all’evacuazione;
  • crampi addominali, pancia gonfia, nausea;
  • sensazione di non aver svuotato completamente l'intestino;
  • ricorso a manovre manuali o clisteri e supposte per agevolare l’evacuazione.

Stitichezza: quali cause?

La stitichezza può avere cause diverse e di frequente la causa principale è sconosciuta.  

Può dipendere da un transito intestinale rallentato: le feci permangono troppo a lungo nel colon e si disidratano. Questo può accadere se l’alimentazione è povera di fibre, se non è adeguato l’apporto idrico, se si conduce una vita sedentaria o se si reprime lo stimolo alla defecazione.

La stitichezza può essere anche l’effetto collaterale di alcuni farmaci (es. antidepressivi, analgesici, antiacidi) o essere correlata ad alcune condizioni o patologie, come:

La stitichezza ostinata può causare emorroidi, ragadi anali, fecalomi (accumuli di feci indurite), prolasso rettale e vescicale (prolassi da sforzo).  È importante rivolgersi al medico soprattutto quando la stitichezza è di recente insorgenza, se si prolunga per più di tre settimane o se si accompagna ad altri sintomi come sangue nelle feci, forti dolori intestinali, perdita di peso non giustificata e anemia.

Colon irritabile


Cura della stipsi e alimentazione

La stitichezza nella maggior parte dei casi non richiede l’intervento del medico e si può risolvere modificando lo stile di vita e la dieta. In particolare, risultano utili alcuni accorgimenti:

  • aumentare gradualmente l’apporto di fibre alimentari, con una dieta ricca di alimenti come frutta, verdura, legumi e cerali integrali;
  • bere almeno due litri di acqua al giorno;
  • aumentare l'attività fisica;
  • trovare il tempo di recarsi a una toilette, meglio se dopo un pasto quando le contrazioni sono più attive per il riflesso gastro-colico;
  • non avere fretta e non essere disturbati;
  • non ignorare o reprimere lo stimolo a defecare.

Per ammorbidire le feci e agevolare il transito intestinale, in alcuni casi può essere utile aggiungere alla propria dieta crusca di grano, avena e semi di lino e preparati a base di psyllium. Se questi cambiamenti non fossero sufficienti, si può fare ricorso saltuariamente e dietro consiglio del medico a farmaci lassativi.

Per quanto riguarda i rimedi naturali contro la stitichezza, è importante ricordare che non tutti sono efficaci e che, in molti casi, possono avere controindicazioni. È bene quindi chiedere un parere medico prima di assumere preparati sia per via orale, che rettale.

Se invece la stitichezza cronica è secondaria, il trattamento dipenderà dalla patologia o dalla condizione all’origine.

Quando la stitichezza dipende da uno stile di vita o da un’alimentazione scorretti, gli accorgimenti consigliati per trattare questa condizione possono essere efficaci sia per prevenirla sia per migliorarla.

Alimentazione sana


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