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Colonscopia con eventuale biopsia

Pubblicato il 10/03/2017 - Aggiornato il 06/02/2023

Queste informazioni non sostituiscono in alcun modo il colloquio con il tuo medico di fiducia.

Un esame diagnostico importante che viene eseguito sia per la prevenzione del tumore del colon-retto a partire dai 50 anni sia per indagare sintomi intestinali.

Che cos'è la Colonscopia?

La colonscopia è un esame diagnostico attuato per visualizzare l’interno del colon e del retto che viene effettuato allo scopo di approfondire le cause di eventuali sintomi intestinali anomali lamentati dal paziente.

L’esame consiste nell’ispezionare il tratto finale del tubo digerente con una sonda che viene introdotta per via anale e che al suo apice è dotata di una mini-videocamera. Le immagini trasmesse dallo strumento (colonscopio) all'apposito schermo permettono al medico di valutare lo stato di salute del colon, rilevando l’eventuale presenza di ulcere e tessuti infiammati, di crescita cellulare anomala, di tumori benigni e maligni.

A cosa serve?

La colonscopia è un esame visivo che consente al medico che la esegue di avere una visione immediata di eventuali alterazioni morfologiche della mucosa del colon e di individuare possibili formazioni anomale come polipi e tumori, potendo così formulare una rapida diagnosi.

Chi può fare l'esame?

Solitamente, la colonscopia viene eseguita nei soggetti con familiarità per le patologie intestinali, oppure negli ultracinquantenni, come prevenzione dal tumore al colon-retto, per la ricerca di eventuali segni precoci del cancro.

Colonscopia con biopsie e interventi

Oltre che per visualizzare l’aspetto della mucosa intestinale, la colonscopia può essere utilizzata anche per eseguire biopsie, allo scopo di escludere o confermare un sospetto di malattia, e interventi terapeutici, come l’asportazione di un polipo.

Per eseguire una biopsia, all’estremità dell’endoscopio vengono collegati piccoli strumenti da taglio che consentono all’endoscopista di prelevare campioni di tessuto che verranno esaminati al microscopio per identificarne le caratteristiche. Il prelievo di uno o più campioni può essere effettuato su una lesione, un polipo o su un tratto di mucosa per individuare cellule anomale o alterazioni dei tessuti.


Come e dove si svolge?

La colonscopia si svolge in regime ambulatoriale. Poco prima dell’inizio dell’esame, il medico può somministrare farmaci antidolorifici, sedativi e miorilassanti per favorire il rilassamento muscolare e alleviare l’eventuale fastidio del paziente. Successivamente, il paziente si sdraia sul fianco sinistro e il medico procede a inserire nell’ano il colonscopio, piccola sonda flessibile munita di mini-videocamera e di fonte luminosa, che viene fatta risalire lungo i vari tratti intestinali fino a raggiungere il colon cieco. Per ottenere una migliore distensione delle pareti intestinali, così da favorire la visualizzazione della mucosa, il medico procede a insufflare anidride carbonica attraverso il colonscopio.

Che cosa si vede durante l’esame?

La videocamera posta sul tubo flessibile permette di visualizzare il rivestimento intestinale, consentendo al gastroenterologo di esaminare attentamente l’interno dell’intestino crasso, fino all’apertura dell’intestino tenue. Possono così essere individuati eventuali polipi, formazioni tumorali, ulcere ecc.

La colonscopia fa male?

La colonscopia non è un esame doloroso, ma può essere molto fastidioso se non vengono somministrati farmaci sedativi e antidolorifici. Nel corso della procedura è possibile avvertire un senso di pressione e gonfiore all’addome e può presentarsi un leggero mal di pancia, dovuto soprattutto alla distensione delle pareti intestinali.

Quanto dura una Colonscopia?

La colonscopia ha una durata che varia indicativamente dai 30 ai 60 minuti.


Norme di preparazione

La colonscopia richiede una preparazione che ha inizio qualche giorno prima del suo effettivo svolgimento. In particolare, nei tre giorni che precedono l’esame, il paziente dovrà seguire una dieta povera di fibre, evitando sia di mangiare frutta, verdura e cereali integrali, sia di bere alcolici e succhi di frutta.

Colon wash o idrocolon

Il giorno immediatamente precedente alla colonscopia, il paziente dovrà seguire un regime esclusivamente liquido per favorire l’eliminazione delle feci e la conseguente liberazione del tratto intestinale che deve essere sottoposto all’indagine. Sempre a questo scopo, verrà consigliato al paziente di utilizzare un lassativo e/o di praticare un clistere. Durante la fase di preparazione, il paziente può continuare ad assumere i farmaci e/o gli integratori di cui fa uso abitualmente, ma avendo cura di parlarne con il medico che effettuerà la colonscopia per valutare possibili interazioni.

Precauzioni dopo l'esame

Al termine dell’esame, possono essere consigliati al paziente dai 30 ai 120 minuti di riposo, per dare tempo ai sedativi utilizzati di esaurire l'effetto. Dal momento che i farmaci impiegati potrebbero causare sonnolenza e spossatezza, è consigliabile che il paziente si faccia accompagnare a effettuare l’esame e che, al termine, abbia la possibilità di riposare per il resto della giornata.

Nelle ore immediatamente successive alla conclusione della colonscopia, il paziente potrebbe riscontrare crampi e gonfiore addominale a causa dell'aria insufflata nel corso dell’esame. Si tratta di fenomeni comuni che non devono destare allarme perché si risolvono spontaneamente e in breve tempo.
Dopo aver effettuato la colonscopia, il paziente potrà riprendere ad alimentarsi, preferendo cibi leggeri e di facile digestione.

Nel caso in cui il paziente, contestualmente alla colonscopia, sia stato sottoposto a biopsia o polipectomia (asportazione di polipi), durante la prima defecazione successiva all’esame potrebbe verificarsi una lieve perdita di sangue dall'ano. Si tratta di un fenomeno normale che non deve suscitare preoccupazione.
Viceversa, se le perdite ematiche persistono, è consigliabile rivolgersi immediatamente al medico. Lo stesso dicasi, qualora, nei giorni successivi alla colonscopia, dovessero comparire dolori addominali o febbre alta.

Dopo quanto tempo arrivano i risultati della colonscopia?

In genere i risultati della colonscopia vengono comunicati dal medico che l’ha eseguita al termine dell’esame. Se nel corso della procedura è stata effettuata una biopsia, a seconda dei laboratori di analisi possono essere necessari tra i 10 e i 20 giorni per ricevere il referto.

Eventuali controindicazioni o rischi

La colonscopia è una procedura diagnostica a basso rischio. L’incidenza di complicanze gravi è molto rara ed è correlata soprattutto alla polipectomia.
Raramente possono verificarsi complicanze causate dai sedativi utilizzati durante l'esame, nei confronti delle quali sono comunque disponibili sostanze antagoniste di provata efficacia.

La colonscopia è sconsigliata in caso di diverticolite acuta, megacolon tossico e nella fase di recupero in seguito a interventi chirurgici effettuati in questo medesimo tratto di intestino.


Colonscopia in Auxologico

Il Servizio di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva di Auxologico offre un servizio completo per la prevenzione, la diagnosi e la cura degli organi dell'apparato digerente: esofago, stomaco, intestino tenue, colon e retto.

Il Servizio opera nelle sedi di Milano, Meda e Pioltello in Lombardia e Villa Caramora in Piemonte, dove è possibile effettuare la visita specialistica gastroenterologica e gli esami diagnostici gastroenterologici, tra cui la colonscopia associata o meno alla biopsia e all'eventuale intervento di polipectomia.

Informazioni e prenotazioni

Contenuto realizzato in collaborazione con Clorofilla


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