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A cura di

Dott. Antonio Robecchi Majnardi

Direttore U.O. Medicina Riabilitativa - Auxologico Mosè Bianchi

Direttore U.O. Medicina Riabilitativa Ambulatoriale Lombardia

Medico Fisiatra

Dott.ssa Caterina Calvi

Fisiatra presso U.O. Medicina Riabilitativa - Auxologico Mosè Bianchi

Cos'è la Lombalgia?

La lombalgia è una condizione dolorosa che interessa la regione lombare della colonna vertebrale, ossia la parte bassa della schiena.


I Sintomi della Lombalgia

Il dolore lombare può essere di carattere acuto o cronico. Si localizza tipicamente a carico delle vertebre lombari e della muscolatura paravertebrale circostante. Limita spesso le attività quotidiane e si può accentuare dopo immobilizzazione protratta o all’esecuzione di sforzi focalizzati sulla colonna (ad esempio nella mobilizzazione di carichi con strategia scorretta).

Talvolta alcune patologie dell’anca (es. artrosi, trocanterite) possono manifestarsi con sintomi sovrapponibili alla lombalgia e vanno perciò escluse per consentire un corretto inquadramento del problema.


Cause della Lombalgia

La lombalgia è un disturbo molto comune e può avere origini diverse, non sempre legate direttamente alla colonna vertebrale. Capire da dove nasce il dolore è fondamentale per impostare il trattamento corretto.

  • Cause muscolo-scheletriche: Le forme più frequenti di lombalgia derivano da contratture o strappi muscolari, posture scorrette o sovraccarichi funzionali. In questi casi il dolore è spesso acuto, localizzato, aumenta con alcuni movimenti e migliora con il riposo.
     
  • Cause degenerative: Con il passare degli anni, i dischi intervertebrali e le articolazioni della colonna possono andare incontro a processi degenerativi. La discopatia, l’artrosi vertebrale e la formazione di osteofiti possono ridurre gli spazi a disposizione dei nervi e causare dolore cronico o recidivante. In questo contesto si inseriscono anche l’ernia del disco e la stenosi del canale vertebrale, che possono provocare dolore irradiato agli arti inferiori.
     
  • Cause neurologiche e radicolari: Quando una radice nervosa viene compressa o è infiammata, il dolore può irradiarsi lungo il decorso del nervo, dando origine a sciatalgia (dolore posteriore alla coscia e fino al piede) o cruralgia (dolore anteriore alla coscia e fino al ginocchio). Il dolore è spesso associato a formicolii, alterazioni della sensibilità o riduzione della forza muscolare.
     
  • Cause dovute a instabilità vertebrale: In alcune persone una vertebra può scivolare rispetto a quella sottostante (spondilolistesi con scivolamento anteriore o posteriore). Questo fenomeno altera la biomeccanica della colonna e può causare dolore lombare che peggiora con la stazione eretta, con la flessione o con l’estensione della schiena.
     
  • Cause infiammatorie e infettive: Alcuni dolori lombari potrebbero esssere dovuti a rari processi infiammatori, come la sacroileite - che interessa l’articolazione tra sacro e bacino – o come la spondilodiscite, una condizione seria che richiede diagnosi infettivologica e trattamento antibiotico tempestivi.
     
  • Cause vascolari: In alcune situazioni la presenza di ernia discale e/o artrosi comportano un restringimento (o stenosi) del canale lombare che può determinare una congestione dei vasi venosi (il cosiddetto sistema venoso di Batson) presenti all’interno del canale vertebrale.
     
  • Cause traumatiche: Traumi acuti o microtraumi ripetuti possono determinare fratture vertebrali o del sacro, soprattutto nelle persone anziane o con osteoporosi. In alcuni casi il dolore è inizialmente modesto ma tende a peggiorare con il carico.

Come si cura la Lombalgia?

Il trattamento della lombalgia varia in base alla causa, alla fase (acuta o cronica) e alla presenza o meno di coinvolgimento neurologico. Nella maggior parte dei casi l’approccio è inizialmente conservativo.

Riposo e modifiche dello stile di vita
Nelle fasi acute è indicato un riposo funzionale, evitando i movimenti che aumentano il dolore, in particolare il sollevamento di carichi e le attività ad alto impatto (salti, corsa). È importante però non prolungare eccessivamente l’inattività, perché la sedentarietà favorisce la perdita di forza muscolare e la cronicizzazione del dolore.

Supporti ortopedici
L’uso di una fascia addominale o di un busto lombare semirigido può essere utile nelle attività più faticose o durante posture prolungate, soprattutto in fase acuta. Questi presidi hanno uno scopo principalmente antalgico e posturale e non devono essere utilizzati in modo continuativo per evitare l’indebolimento muscolare.

Terapia farmacologica
I farmaci rappresentano il cardine del trattamento nelle fasi dolorose:

  • Antinfiammatori (FANS) per ridurre dolore e infiammazione;
  • Corticosteroidi, soprattutto nelle lombosciatalgie acute da ernia discale, per diminuire l’edema e l’infiammazione della radice nervosa;
  • Miorilassanti per ridurre lo spasmo muscolare associato;
  • Antalgici (paracetamolo, oppioidi deboli) per il controllo del dolore;
  • Farmaci per il dolore neuropatico (come gabapentin o pregabalin) nei casi di dolore radicolare persistente.

Fisioterapia ed esercizi per la lombalgia
La riabilitazione è fondamentale sia per la risoluzione dei sintomi sia per la prevenzione delle recidive. Gli esercizi fondamentali includono:

  • Rinforzo della muscolatura addominale e antigravitaria.
  • Recupero della mobilità articolare della colonna.
  • Allungamento muscolare dei paravertebrali, glutei e ischiocrurali.

L’apprendimento degli esercizi da svolgere in autonomia è essenziale per il mantenimento dei risultati. L’educazione del paziente deve mirare a:

  • Corretto utilizzo del rachide nella vita quotidiana;
  • Miglioramento della postura;
  • Attività fisica regolare e adeguata;
  • Controllo del peso corporeo.

Trazione lombare attiva (TLA)
Si tratta di una tipologia di esercizio svolto su un apposito tavolo di trattamento, in cui, previo posizionamento passivo, il paziente stesso effettua delle autotrazioni, ossia delle manovre con effetto di riduzione del dolore lombare o sciatico, anche di natura cronica. Il meccanismo di risoluzione del dolore si basa su un effetto di decongestione dei vasi venosi (il cosiddetto sistema venoso di Batson) compressi all’interno del canale vertebrale, in particolare in quelle condizioni associate a ernia discale e/o artrosi che comportano un restringimento (o stenosi) del canale lombare.

Terapia fisica strumentale
Le terapie fisiche possono essere utilizzate come supporto al trattamento:

  • TENS per il controllo del dolore.
  • Laser e TECAR per ridurre la componente infiammatoria e contratturale.
  • Termoterapia a scopo antalgico.

Trattamenti infiltrativi e terapia del dolore
Nei casi di dolore cronico resistente alle terapie conservative si può ricorrere a:

  • Infiltrazioni corticosteroidee (faccette articolari, articolazione sacro-iliaca).

Trattamento chirurgico
La chirurgia rappresenta una soluzione di ultima istanza, riservata a:

  • Presenza di deficit neurologici significativi o progressivi.
  • Lombosciatalgia severa e persistente non responsiva alla terapia medica.
  • Stenosi del canale con importante limitazione funzionale.
  • Instabilità vertebrale significativa.

Gli interventi possono includere discectomia, decompressione e, in alcuni casi, stabilizzazione con artrodesi.


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Lombalgia: Domande Frequenti

  • Lombalgia cronica: quanto dura? La lombalgia cronica è un dolore persistente o ricorrente nella regione lombare che può durare mesi o anni se non trattata adeguatamente. Il recupero completo dipende dalla causa: per forme degenerative o discopatie, l’obiettivo principale è il controllo dei sintomi e la prevenzione delle riacutizzazioni attraverso l’esercizio fisico regolare e la fisioterapia. Il miglioramento del dolore può richiedere 4–8 settimane, mentre la stabilizzazione funzionale con esercizi posturali può richiedere 2–3 mesi.
     
  • Lombalgia: che esami fare? Radiografia (RX) del rachide lombosacrale: utile come primo esame, per valutare allineamento posturale, scoliosi, spondiloartrosi o fratture. Risonanza magnetica nucleare (RMN): indicata se il dolore persiste, peggiora, o se c’è sospetto di ernia, stenosi canalare o compressione nervosa. Tomografia assiale computerizzata (TAC): utile per valutare meglio le strutture ossee, in sospetto di frattura o spondilolisi. Elettromiografia (EMG): per valutare eventuale sofferenza radicolare o deficit neurologici.
     
  • Lombalgia e lombosciatalgia sono la stessa cosa? Lombalgia: dolore localizzato nella parte bassa della schiena, spesso muscolo-scheletrico o degenerativo. Lombosciatalgia: dolore lombare che si irradia agli arti inferiori a causa della compressione o infiammazione di una radice nervosa (es. L4, L5, S1). Può essere accompagnata da formicolii, perdita di forza o alterazioni della sensibilità.
     
  • Lombalgia: come dormire? Per ridurre il dolore lombare durante il sonno si consigliano posizioni che mantengono la colonna in posizione neutra, ad esempio sul fianco con le ginocchia leggermente piegate e un cuscino tra le gambe per mantenere l’allineamento del bacino oppure posizione supina con un cuscino sotto le gambe per detendere la muscolatura posteriore della coscia.

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