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Capsulite Adesiva

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A cura di

Dott. Andrea Torquati

U.O. Medicina Riabilitativa - Auxologico Mosè Bianchi

Cos'è la capsulite adesiva?

La capsulite adesiva, spesso chiamata anche capsulite della spalla o “spalla congelata”, è una patologia infiammatoria della struttura fibrosa che riveste e fa scorrere liberamente l'articolazione della spalla, la capsula articolare, che conduce a dolore e progressiva limitazione della mobilità articolare.

La capsula articolare, infatti, se infiammata si ispessisce e perde elasticità, determinando una retrazione che limita il movimento dell’articolazione.

La capsulite adesiva colpisce più frequentemente:

  • persone tra i 40 e i 65 anni;
  • donne, soprattutto in età post-menopausa;
  • pazienti affetti da diabete;
  • pazienti che hanno subito una immobilizzazione prolungata della spalla (per un dolore acuto, un trauma o un intervento di chirurgia ortopedica).

La patologia può avere un decorso lento, svilupparsi e protrarsi anche per 12 o 24 mesi, ma nella maggior parte dei casi può migliorare fino a risolversi con un corretto trattamento medico e fisioterapico.

La Medicina Riabilitativa


Capsulite della spalla: sintomi principali

I sintomi della capsulite alla spalla compaiono generalmente in modo graduale, portando talvolta a sottovalutare l'esordio.

I più comuni sono:

  • dolore alla spalla, spesso intenso, presente in particolare durante la notte e talvolta trasmesso anche alla prima porzione del braccio;
  • rigidità progressiva dell'articolazione, che porta a difficoltà nell'effettuare movimenti sopra la testa e limitazione in gesti quotidiani come vestirsi, pettinarsi, o raggiungere oggetti riposti in alto;

La perdita del movimento, sia attivo (eseguito dal paziente) che passivo (eseguito dal medico o dal fisioterapista), è uno dei segni clinici più caratteristici della capsulite adesiva.


Le fasi della capsulite adesiva

La capsulite adesiva evolve generalmente in tre fasi:

  • Fase dolorosa (fino a 6 mesi): dolore progressivo, graduale comparsa di rigidità, insofferenza durante il riposo notturno;
  • Fase della rigidità (da 6 a 12 mesi): importante limitazione dei movimenti con dolore meno intenso ma difficoltà nello svolgere attività quotidiane;
  • Fase di recupero (o di cronicizzazione, se non si interviene correttamente): progressivo miglioramento della mobilità e recupero funzionale della spalla. La fase riabilitativa può durare anche un anno ed è normale notare benefici lenti e graduali.

Diagnosi della capsulite della spalla

La diagnosi è principalmente clinica, basata sulla valutazione specialistica in:

Gli esami strumentali possono essere utili per escludere altre patologie o comprendere meglio le cause all'origine della capsulite. Molto spesso può essere richiesta una ecografia muscolotendinea della spalla o in seconda battuta una risonanza magnetica.


Trattamento della capsulite adesiva

Il trattamento della capsulite adesiva è generalmente conservativo e multiprofessionale.

Gli obiettivi principali sono:

  • controllare e ridurre il dolore;
  • recuperare la mobilità articolare;
  • migliorare la funzionalità della spalla;
  • prevenire recidive.

La fisioterapia nella capsulite adesiva rappresenta il pilastro principale del trattamento. Il percorso riabilitativo include:

  • mobilizzazioni articolari progressive;
  • stretching capsulare;
  • esercizi di mobilità della spalla;
  • rinforzo della muscolatura scapolo-omerale;
  • rieducazione del movimento.

Il programma riabilitativo viene modulato in base alla fase della patologia e molto spesso richiede un'attenzione da parte del paziente nel proseguire in autonomia piccoli esercizi quotidiani.

La risoluzione delle aderenze che si sono formate nel tempo, inoltre, può spesso risultare dolorosa e richiedere di affiancare al trattamento fisioterapico una terapia medica (antidolorifica/antinfiammatoria) per bocca o, in casi selezionati, il ricorso ad una o più infiltrazioni intra-articolari in guida ecografica.

L'Unità Operativa di Ortopedia

Bibliografia
  • Ramirez J. Adhesive Capsulitis: Diagnosis and Management. Am Fam Physician. 2019;99(5):297-300.
  • Lee BC, Kim BS, Lee BJ, et al. Clinical Practice Guidelines for Diagnosis and Non-Surgical Treatment of Primary Frozen Shoulder. Ann Rehabil Med. 2025;49(3):113-138. doi:10.5535/arm.250057
  • Vita F, Pederiva D, Tedeschi R, et al. Adhesive capsulitis: the importance of early diagnosis and treatment. J Ultrasound. 2024;27(3)

Capsulite adesiva: Domande Frequenti

  • Quanto dura la capsulite adesiva? La capsulite adesiva può durare mediamente 12 - 24 mesi, così come il suo trattamento può richiedere fino ad un anno ed una particolare attenzione nel prevenire le recidive.
     
  • La capsulite adesiva può guarire? Sì. Nella maggior parte dei casi una capsulite adesiva trattata nel modo corretto è un processo reversibile che tende a migliorare nel tempo.
     
  • Quali sono i migliori esercizi per la capsulite adesiva? Gli esercizi più utilizzati includono esercizi pendolari, mobilizzazioni delle due spalle con bastone, esercizi di scivolamento sul muro e di stretching della muscolatura della spalla. È tuttavia fondamentale eseguire gli esercizi dopo aver ricevuto le indicazioni del fisioterapista o dello specialista di fiducia.
     
  • La fisioterapia è utile nella capsulite adesiva? Sì. La fisioterapia per capsulite adesiva è il trattamento più efficace per recuperare progressivamente la mobilità della spalla e ridurre la rigidità articolare.
     
  • Capsulite adesiva e menopausa: esiste una relazione? Sì, la capsulite adesiva è più frequente nelle donne nel periodo della menopausa. Questo è verosimilmente da ricondurre a fattori ormonali e metabolici che possono influenzare la qualità della capsula articolare.
     
  • La capsulite adesiva si vede alla risonanza magnetica? La risonanza magnetica (RM) non è indispensabile per la diagnosi di capsulite adesiva, che è prevalentemente clinica. Tuttavia può mostrare alcuni segni caratteristici, tra cui: ispessimento della capsula articolare e del legamento coraco-omerale, riduzione del recesso ascellare, edema o infiammazione dell’intervallo dei rotatori. La RM è utile essenzialmente nei   casi in cui si vogliano escludere altre patologie della spalla, come lesioni della cuffia dei rotatori.
     
  • Qual è la differenza tra capsulite adesiva e tendinite della spalla? Si tratta di due processi infiammatori differenti, talvolta coesistenti, ma la differenza principale, dal punto di vista del paziente, riguarda il tipo di limitazione del movimento. Nella capsulite adesiva il movimento è limitato sia attivamente sia passivamente, mentre nelle tendinopatie della cuffia dei rotatori il movimento passivo è generalmente conservato e il dolore compare soprattutto durante l’attivazione muscolare.
     
  • La capsulite adesiva può colpire entrambe le spalle? Sì. Anche se spesso compare da un lato, la capsulite può presentarsi nel tempo bilateralmente nel 20–30% dei casi. Questo accade in particolare quando ci sono fattori predisponenti a livello anatomico, malattie endocrine o semplici abitudini di vita.
     
  • Le infiltrazioni sono utili nella capsulite adesiva? Le infiltrazioni intra-articolari di corticosteroidi possono essere utili soprattutto nella fase iniziale dolorosa della capsulite adesiva. I benefici principali sono: riduzione del dolore, miglioramento temporaneo della mobilità e facilitazione del trattamento fisioterapico. In condizioni particolari si può arrivare ad eseguire una distensione capsulare mediante soluzione fisiologica, anestetico e corticosteroide per aumentare ulteriormente lo lo spazio articolare.
     
  • Può essere necessario un intervento chirurgico? Se ben trattata, una capsulite non richiede praticamente mai il ricorso alla chirurgia. Solo in casi limite, non responsivi ad altro trattamento, si può rendere necessario ricorrere ad un release capsulare in artroscopia o ad una mobilizzazione articolare in sedazione.
     
  • Gli esercizi e la fisioterapie devono per forza essere dolorosi? Durante il percorso di riabilitazione da capsulite adesiva gli esercizi devono essere sempre graduali e controllati, ma un lieve fastidio è inevitabile. Il dolore intenso deve tuttavia essere evitato perché approcci aggressivi possono aumentare l'infiammazione capsulare e far abbandonare il percorso al paziente. In base alla sensazione dolorosa ed alla storia del paziente, inoltre, il medico può decidere il farmaco o la procedura più idonei per controllare i sintomi in quella specifica fase.

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