Anoressia

Torna indietro

Sei in AUXOLOGICO

Anoressia

A cura del Pensiero Scientifico Editore

CHE COS’È L'ANORESSIA?

L’anoressia, o anoressia, nervosa è un disturbo del comportamento alimentare che colpisce in particolare le giovani donne ed è finalizzato al raggiungimento e al mantenimento di un peso significativamente inferiore a quello normale.

Il termine “anoressia” (che significa letteralmente “perdita dell’appetito”) è in realtà inappropriato, perché le persone che ne soffrono vorrebbero mangiare, ma rifiutano il cibo per paura di ingrassare. Questa paura, che diviene il punto centrale della loro vita, deriva da un’alterazione dell’immagine del proprio corpo, che viene percepito come troppo grasso anche se è sottopeso o in una condizione di magrezza patologica.

Non è facile definire la soglia di peso che permette di diagnosticare l’anoressia. In linea di massima si adotta il criterio di un peso corporeo inferiore di oltre il 15% al peso normale per età e sesso oppure un Indice di Massa Corporea (IMC) uguale o inferiore a 17 (calcolato come rapporto tra il peso in chilogrammi e il quadrato dell’altezza in metri). La gravità del quadro anoressico è maggiore a mano a mano che l’IMC si abbassa.

DUE TIPI DI ANORESSIA

  • anoressia restrittiva: l’alimentazione è ipocalorica, vengono evitati tutti i cibi che fanno ingrassare e l’obiettivo di avere un peso inferiore alla norma viene raggiunto con un rigido controllo alimentare e, talvolta, con la pratica di uno strenuo esercizio fisico;
  • anoressia con abbuffate e/o condotte di eliminazione: caratterizzato dall’alternanza di episodi di iperalimentazione compulsiva (le cosiddette “abbuffate”) e di strategie compensative per eliminare le calorie ingerite (come il vomito autoindotto e l’assunzione di lassativi e diuretici).

DIFFUSIONE E CAUSE DELL'ANORESSIA

L’incidenza dell’anoressia è progressivamente aumentata durante il secolo scorso. La spiegazione di questo incremento va ricercata nell’influenza di fattori culturali: in tutti i Paesi che adottano il cosiddetto “modello occidentale” i criteri estetici enfatizzano sempre di più la magrezza. Le persone particolarmente vulnerabili in termini di autostima e di identità sociale possono reagire a queste pressioni culturali modificando in modo disfunzionale le proprie abitudini alimentari. Inoltre, le atlete di certe discipline sportive, le danzatrici e le modelle hanno un rischio maggiore di sviluppare un disturbo del comportamento alimentare di questo tipo.

Oltre a questi fattori culturali hanno un peso anche la predisposizione genetica (l’ereditabilità dell’anoressia è stata stimata attorno al 58%) e la dipendenza psicologica dalle figure genitoriali, in particolare dalla madre. Secondo recenti studi, le adolescenti che hanno una forma di attaccamento insicuro riferiscono livelli anormali di preoccupazione per il loro aspetto fisico. Questa preoccupazione precede spesso di mesi o di anni l’esordio del disturbo.

Nella popolazione generale degli Stati Uniti sono stati rilevati tassi di prevalenza dello 0,9% per l’anoressia. Nelle donne, la prevalenza del disturbo è di circa 10 volte superiore rispetto agli uomini.

Anche in Italia, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, la prevalenza riportata dai diversi studi va dallo 0,2 allo 0,8%. La massima incidenza si registra nelle ragazze tra i 15 e i 19 anni. In rari casi l’esordio è in età infantile o dopo la menopausa.

SEGNI E SINTOMI

La maggior parte dei sintomi presentati dalle persone che soffrono di anoressia è legata alla grave denutrizione. Tra le principali manifestazioni vi sono:

  • amenorrea (scomparsa delle mestruazioni per almeno 3 cicli consecutivi);
  • ipotermia (<35 °C) con intolleranza al freddo;
  • bradicardia (frequenza <60 battiti/minuto);
  • ipotensione arteriosa (pressione <70 mmHg);
  • secchezza della cute, che tende a ricoprirsi di una sorta di fine peluria, e colorito giallastro (per aumento del beta-carotene);
  • prurito cutaneo generalizzato;
  • dolori addominali e stitichezza.

Il decorso è variabile. Uno studio condotto negli Stati Uniti per 10 anni dopo l’esordio ha trovato che circa due terzi delle pazienti guariscono completamente o arrivano a una remissione soddisfacente dei sintomi. Il restante terzo, invece, va incontro a una cronicizzazione che può portare a gravissime condizioni.

COMPLICANZE DELL'ANORESSIA

Le complicanze mediche dell’anoressia, anch’esse legate al grave stato di denutrizione, sono soprattutto anomalie dell’ematopoiesi (leucopenia e linfocitosi relativa), osteoporosi con conseguente fragilità ossea (causata dal ridotto apporto di calcio e dalla ridotta produzione di estrogeni) e, nei casi più avanzati, problemi cardiovascolari (aritmie cardiache e fibrillazione ventricolare).

TERAPIA

La terapia dell’anoressia deve essere affrontata da un team multidisciplinare, se necessario nel corso di un ricovero ospedaliero, e si basa sulla combinazione di tre differenti strategie d’intervento: psicoterapia cognitivo-comportamentale, farmacoterapia (anche se il ruolo dei farmaci è in questo caso marginale e mira soprattutto a curare complicanze e problemi clinici insorti a causa dell’anoressia) e counseling nutrizionale.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale può essere utile per modificare la percezione distorta dell’immagine di sé che è alla base della sintomatologia anoressica, mentre la terapia nutrizionale, che prevede differenti stadi di riabilitazione alimentare, è fondamentale per assicurare una ripresa graduale del peso corporeo che sia accettata dalla paziente.

Il trattamento multidisciplinare, che si basa sull’unitarietà del team di operatori (in particolare psichiatra, psicologo, medico nutrizionista e dietista, oltre al personale infermieristico) deve consentire percorsi personalizzati tali da garantire interventi modulati sulle necessità e le caratteristiche del singolo soggetto che soffre di anoressia.

Di solito, il ritorno delle mestruazioni indica che si è raggiunto un peso nell’ambito della normalità.

CENTRO DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE (DCA) DI AUXOLOGICO

L'anoressia nervosa viene curata in Auxologico sia in Lombardia, sia in Piemonte.

Il Centro dei Disturbi del Comportamenti Alimentari (DCA)  cura la malattia a livello ambulatoriale, di Day Hospital e anche di ricovero, a seconda della gravità e della complessità del caso. 

Il Centro per i Disturbi del Comportamento Alimentare di Auxologico è specializzato nel trattamento di disturbi alimentari come anoressia, bulimia, disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating) e altri DCA, malattie che riguardano il rapporto con il cibo, l’ossessione per il peso e la propria immagine corporea.

I DCA hanno cause multifattoriali (psicologiche e biologiche) e possono alterare e compromettere la salute di tutti gli organi e apparati del corpo: per questo nel loro trattamento sono coinvolti più specialisti: psichiatri e psicologi, endocrinologi, dietista, gastroenterologi, cardiologi e altri specialisti.

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI