Disturbi alimentari in adolescenza e minore età: il ricovero a Piancavallo
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Visita Psichiatrica DCAPubblicato il 30/04/2026 - Aggiornato il 05/05/2026
- I disturbi del comportamento alimentare in età pediatrica e adolescenza
- I DCA in età pediatrica e adolescenza: i rischi
- I DCA in età pediatrica e adolescenza: le cause
- I DCA in età pediatrica e adolescenza: le evoluzioni
- I DCA in età pediatrica e adolescenza: i sintomi
- I DCA in età pediatrica e adolescenza: anoressia
- I DCA in età pediatrica e adolescenza: bulimia
- I DCA in età pediatrica e adolescenza: disturbo da alimentazione incontrollata (Binge Eating)
- I DCA in età pediatrica e adolescenza: la diagnosi
- I DCA in età pediatrica e adolescenza: il trattamento
- Auxologia e Riabilitazione Auxologica
- Auxologia e Riabilitazione Auxologica: i livelli di intervento
- Obiettivi
- Prosecuzione degli studi durante la degenza
- Prenota online
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- Disturbi del Comportamento Alimentare: Contenuti Correlati
I disturbi del comportamento alimentare in età pediatrica e adolescenza
I Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione (DNA), in precedenza definiti Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), sono psicopatologie complesse caratterizzate da alterazioni persistenti del comportamento alimentare che compromettono la salute fisica e il funzionamento psicosociale.
Dopo la pandemia si è registrato un incremento significativo del disturbo nella popolazione pediatrica, fino a +64% di diagnosi dal 2019 (circa il 6% della popolazione italiana), e l'esordio sempre più precoce: un 30% dei casi coinvolge pazienti sotto i 14 anni. Sebbene prevalenti nelle femmine, i disturbi aumentano anche tra i maschi.
I DCA DAN si presentano in forme differenti, tra cui le più comuni sono:
- Anoressia nervosa: che comporta una restrizione alimentare estrema, associata a forte paura di acquistare peso e percezione distorta di peso e forma corporea;
- Bulimia nervosa: che comporta episodi frequenti di abbuffate, intervallate da comportamenti compensatori, tra cui il ricorso a diuretici e lassativi e il vomito autoindotto;
- Disturbo da alimentazione incontrollata (BED): che comporta episodi regolari di abbuffate a cui non si associano comportamenti compensatori ma la sensazione di perdere il controllo.
- Oltre all’anoressia, bulimia e disturbo da alimentazione incontrollata, vigoressia, ortoressia, nei pazienti pediatrici troviamo l'ARFID (Disturbo Evitante/Restrittivo dell'assunzione di cibo).
I DCA in età pediatrica e adolescenza: i rischi
I DCA possono provocare severe conseguenze sulla salute fisica e mentale di chi ne è interessato. In particolare, l’anoressia nervosa può condurre allo sviluppo di patologie associate tra cui malnutrizione, amenorrea (assenza di mestruazioni) e osteoporosi. La bulimia nervosa può provocare disturbi al tratto gastrointestinale, problemi ai denti e squilibri elettrolitici. Il disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating disorder) può provocare obesità e sviluppo dei problemi che a questa si associano.
I DCA in età pediatrica e adolescenza: le cause
L’eziologia è multifattoriale, con interazione di fattori biologici, psicologici e socioculturali.
Anoressia, bulimia e disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating disorder) condividono fattori comuni e meccanismi sottostanti che contribuiscono all’insorgenza e al mantenimento del disturbo.
- Insoddisfazione corporea;
- Controllo rigido del peso e dell’alimentazione: bisogno di controllo;
- Perfezionismo: standard irrealistici riguardo al proprio corpo e comportamento, che contribuisce a perpetuare il ciclo del disturbo;
- Bassa autostima;
- Difficoltà nella regolazione emotiva: uso dell’alimentazione come mezzo per affrontare emozioni difficili o stress. Per esempio le abbuffate possono essere una risposta a emozioni negative, mentre la restrizione può servire come meccanismo di controllo per sopprimere tali emozioni.
- Pensiero rigido e dicotomico: tendenza ad adottare un pensiero "tutto o niente".
I DCA in età pediatrica e adolescenza: le evoluzioni
- Fattori Genetici e Biologici: anomalie nel funzionamento di determinate aree del cervello e nelle concentrazioni di neurotrasmettitori come la serotonina
- Fattori Psicologici: resilienza individuale e meccanismi di coping.
- Fattori Ambientali e Sociali come:
- Esperienze di vita: traumi, stress cronico, supporto sociale e condizioni di vita possono influenzare significativamente la traiettoria dei disturbi mentali.
- Interventi precoci: l'intervento tempestivo, il trattamento adeguato e il supporto continuo possono migliorare la prognosi e alterare positivamente la traiettoria evolutiva
I DCA in età pediatrica e adolescenza: i sintomi
I disturbi del comportamento alimentare che insorgono nell’adolescenza potrebbero essere mascherati in quanto i giovani spesso attuano strategie di evitamento del problema, come nascondere il cibo, mentire sull’assunzione di determinati cibi o sostenere di non aver appetito o voler seguire una dieta per restare in forma. In questo modo i genitori o altri adulti di riferimento, ma anche i coetanei, potrebbero non riconoscere la presenza del disturbo.
Quando il peso cala in maniera importante, e senza controllo, può essere molto difficile riuscire a spezzare il meccanismo senza il supporto specialistico adeguato.
Alcuni campanelli d'allarme da tenere in considerazione prima che il disturbo aumenti di severità sono:
- il calcolo ossessivo delle calorie degli alimenti;
- pesare ossessivamente il cibo;
- eliminare dalla propria alimentazione categorie di cibi come grassi e dolci;
- pesarsi spesso con la bilancia;
- criticare spesso il proprio aspetto fisico;
- cominciare diete “fai da te”;
- saltare i pasti;
- effettuare esercizio fisico in maniera eccessiva e ossessiva;
- isolarsi a livello sociale.
I DCA in età pediatrica e adolescenza: anoressia
L’Anoressia nervosa si manifesta con una commistione di sintomi psicologici e fisici: disturbi estremamente severi che, se non vengono trattati, possono avere conseguenze fatali.
L’anoressia è infatti tra le patologie psichiatriche a maggior tasso di mortalità, in particolare a causa del ritardo nei trattamenti da cui questa patologia è caratterizzata.
Le persone che sviluppano l’anoressia nervosa tendono spesso a negare la presenza di un disturbo, cercando di nascondere sia il dimagrimento sia le problematiche relative all’assunzione degli alimenti. Anche accettare l’inizio del percorso di cura può essere difficile, per il timore di un aumento nel peso corporeo.
Il dimagrimento provocato dall’anoressia nervosa può compromettere il funzionamento di determinati organi e, dunque, i sintomi dell’anoressia nervosa possono manifestarsi anche da un punto di vista neurologico, ormonale, cardiaco, polmonare, gastrointestinale, renale o a carico del fegato.
I sintomi più comuni sono:
- amenorrea (assenza del ciclo mestruale), infertilità;
- osteopenia, osteoporosi e fragilità alle unghie;
- disturbi ematologici e immunitari, come anemia e abbassamento delle difese immunitarie;
- ipotiroidismo e altre disfunzioni ormonali;
- debolezza muscolare e diminuzione della massa magra;
- disturbi dermatologici, come dermatite, xerosi e fragilità dei capelli;
- diminuzione della temperatura del corpo e sensazione cronica di freddo;
- ipotensione e bradicardia;
- insorgenza di severe patologie cardiovascolari come aritmia e prolasso mitralico, riduzione del volume del cuore;
- disturbi renali e disfunzioni elettrolitiche;
- disturbi del tratto gastrointestinale.
L’anoressia nervosa si associa anche a sintomi psicologici che, con la loro insorgenza e aumento, possono peggiorare il quadro clinico, favorendo il ciclo di mantenimento del disturbo. In particolare riconosciamo manifestazioni come:
- importante paura di assumere peso corporeo;
- diminuzione dell’assunzione di cibo, che porta a una veloce perdita di peso;
- presenza di “cibi fobici”, ossia cibi che scatenano reazioni d’ansia nella persona e che, per questo, vengono evitati;
- rituali durante i pasti, come tagliare a più riprese gli alimenti in pezzi sempre più piccoli;
- controllo e calcolo ossessivi delle calorie ingerite tramite pesatura dei cibi e utilizzo di applicazioni per smartphone;
- dispercezione corporea, ossia percezione alterata della propria immagine;
- aumento dell’attività fisica quotidiana e tendenza a essere sempre in movimento per bruciare le calorie;
- sensazione di inadeguatezza, bassa autostima, disprezzo di sé;
- rigidità di pensiero e comportamenti ossessivo-compulsivi;
- difficoltà a riconoscere e regolare le proprie emozioni;
- difficoltà cognitive: a mantenere l’attenzione, nel problem solving, alterazioni della memoria;
- ansia, depressione;
- insonnia.
I DCA in età pediatrica e adolescenza: bulimia
I sintomi della bulimia comprendono:
- abbuffate frequenti con voracità e perdita del controllo;
- instaurazione di condotte compensatorie;
- ansia importante causata dal peso corporeo.
In particolare, le manifestazioni psicologiche della bulimia nervosa sono:
- diminuzione della propria autostima;
- abbassamento del tono dell’umore e/o depressione;
- evitamento dei momenti di aggregazione sociale (soprattutto quando comportano mangiare insieme);
- difficoltà a concentrarsi e nello studio;
- senso di colpa;
- deterioramento dei rapporti con i pari e familiari.
Le persone con bulimia nervosa provano spesso un sentimento di vergogna per la patologia, quindi attuano strategie per nascondere i propri sintomi agli altri. Le abbuffate vengono quindi condotte in solitudine e il desiderio intenso di dimagrimento porta a pensare ossessivamente e senza sosta alla dieta e al cibo.
Durante le abbuffate, chi è interessato da bulimia nervosa assume alimenti diversi, sia salati, sia dolci, con voracità e senza gustarli e provare piacere nell’atto, per poi fermarsi solo quando viene avvertito un senso di pienezza quasi doloroso.
I DCA in età pediatrica e adolescenza: disturbo da alimentazione incontrollata (Binge Eating)
I principali sintomi del binge eating sono:
- massiccia assunzione di cibo in un lasso di tempo breve;
- abbuffate condotte in solitaria per vergogna del proprio disturbo;
- consumo del cibo particolarmente rapido;
- tendenza a mangiare fino a sentirsi male anche in assenza di una sensazione di fame;
- assenza di controllo sul mangiare;
- sensazione di disgusto per se stessi e senso di colpa;
- depressione.
Chi dovesse riconoscere di avere un disturbo del comportamento alimentare o dovesse riconoscere la sintomatologia associata in uno dei suoi familiari, deve cercare aiuto professionale tempestivamente. Con un trattamento adeguato e tempestivo, infatti, i DCA possono essere gestiti efficacemente.
I DCA in età pediatrica e adolescenza: la diagnosi
I DCA si diagnosticano tramite una valutazione clinica multidisciplinare effettuata da un team di specialisti esperti in trattamento dei disturbi dell’alimentazione, quali, il neuropsichiatra infantile/psichiatra, lo psicologo, il medico internista (pediatra,endocrinologo) e il nutrizionista.
Negli ultimi anni inoltre l’età d’esordio dei disturbi alimentari si sta abbassando in maniera significativa. Presso Auxologico, attraverso il servizio ambulatoriale di Villa Caramora, di Day Hospital/Ricovero acuto e riabilitativo nell’Unità Operativa di Auxologia e Riabilitazione Auxologica dell’ospedale di Piancavallo è possibile fare diagnosi e impostare programmi riabilitativi già a partire dai 6 anni.
I DCA in età pediatrica e adolescenza: il trattamento
I disturbi del comportamento alimentare vengono trattati con un approccio multidisciplinare con interventi integrati dal punto di vista psicologico, medico e nutrizionale. Il supporto psicologico include nella maggior parte dei casi la terapia cognitivo-comportamentale e/o quella familiare; il supporto nutrizionale consente la pianificazione dei pasti con un professionista e un percorso di educazione all’alimentazione e, infine, può essere necessario un supporto medico per trattare eventuali complicanze provocate dal disturbo.
Auxologia e Riabilitazione Auxologica
L’ Unità Operativa di Auxologia e Riabilitazione Auxologica si rivolge a tutti i pazienti minori affetti da disturbi della condotta alimentare:
- Anoressia,
- Bulimia,
- Binge Eating Disorder (BED),
- Vigoressia,
- Ortoressia,
- Disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo (ARFID).
L'Unità Operativa tratta anche casi complessi in cui il disturbo dell’alimentazione si associa a condizioni neurodivergenti come i Disturbi dello Spettro Autistico (ASD) e il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD). Evidenze scientifiche degli ultimi dieci anni dimostrano la co-occorrenza di neurodivergenze in pazienti con DCA gravi, in particolare anoressia nervosa e bulimia nervosa e alimentazione incontrollata (Binge Eating). Gli studi confermano che avere una ADHD aumenta di circa 3-6 volte il rischio di sviluppare un disturbo alimentare, soprattutto bulimia nervosa e binge eating. Inoltre le evidenze indicano che circa il 4-5 % dei pazienti con DCA soddisfa i criteri per una diagnosi di ASD, una prevalenza circa 3-5 volte superiore a quella attesa nella popolazione generale.
L’Unità Operativa è inoltre riferimento nazionale per l’obesità grave, sindromi metaboliche e disordini della crescita, basse stature e le obesità genetiche, in particolare per la Sindrome di Prader Willi.
Auxologia e Riabilitazione Auxologica: i livelli di intervento
L’équipe è composta da medici neuropsichiatri, internisti, pediatri, genetisti, endocrinologi, psicologi, dietisti ed educatori. L’équipe lavora in sinergia con un team di fisioterapisti e laureati in Scienze Motorie che si occupano della riabilitazione motoria e in collaborazione con gli psicologi effettuano interventi rieducativi sull’immagine corporea.
Il personale infermieristico ed educativo , con formazione specifica sui disturbi dell’alimentazione in età pediatrica, collaborano attivamente così che il contesto di ricovero risulta strutturato globalmente in senso riabilitativo dando continuità e coerenza ai singoli trattamenti che coinvolgono ciascun paziente.
Il servizio prevede:
- Prestazioni ambulatoriali presso la sede di Auxologico Villa Caramora a Verbania con gli ambulatori per i Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) e il Servizio di Nutrizione e Dietetica Clinica;
- Ricoveri diagnostici e riabilitazione ospedaliera presso l'ospedale Auxologico Piancavallo
- Day Hospital diagnostico e terapeutico-riabilitativo presso Auxologico Piancavallo.
In fase diagnostica il paziente con disturbo alimentare o obesità viene sottoposto a check up completo per valutare lo stato di salute fisica; a visita neuropsichiatrica e valutazione psicologica e a valutazione dietetico-nutrizionale. Sono previsti inoltre approfondimenti specifici sulla base di quanto possa emergere in prima valutazione.
In fase riabilitativa, il progetto terapeutico riabilitativo è personalizzato e quindi strutturato sulle diverse esigenze emerse in fase di valutazione e in linea con gli obiettivi già individuati qualora il paziente giunga direttamente in ricovero riabilitativo, per esempio per trasferimento da altra struttura.
Obiettivi
Gli obiettivi del trattamento riabilitativo mirano al miglioramento dello stato psico-fisico del paziente, attraverso l’acquisizione di maggiore consapevolezza e criticità verso i comportamenti alimentari disfunzionali, riconoscimento dei fattori emozionali che li condizionano e delle dinamiche di mantenimento. Nel corso del ricovero si supporta il paziente nel ripristino di abitudini alimentari fisiologiche, potenziando le abilità di autogestione del comportamento alimentare e le strategie di autoregolazione finalizzate al maggiore controllo delle crisi compulsive, del rifiuto del cibo e dei comportamenti di compenso.
L'Unità Operativa di Auxologia e Riabilitazione Auxologica, inoltre, collabora alla stesura di protocolli di ricerca specifici per i disturbi alimentari e l'obesità.
Prosecuzione degli studi durante la degenza
Peculiarità di Auxologico Piancavallo è la presenza della Scuola in Ospedale, che garantisce il proseguo del percorso scolastico, in allineamento con il programma di studi. La Scuola interna infatti si interfaccia direttamente con la scuola di appartenenza del minore e in collaborazione con i clinici vengono definiti tempi, modalità e carico di lavoro, in base alle diverse possibilità e necessità del giovane studente.
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