L'umore: come prendersene cura

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APPROFONDIMENTI

A cura di

Dott.ssa Barbara Poletti

Responsabile Centro Neuropsicologia - U.O. Neurologia e Stroke Unit - Auxologico San Luca

L'UMORE: UNO STATO D'ANIMO MUTEVOLE

L’umore è una personale disposizione dell’animo, in grado di determinare particolari risposte/reazioni emotive che possono essere più o meno stabili: diciamo di essere di buono o cattivo umore in relazione a questa o quella cosa, persona o situazione.

I cambiamenti d’umore sono quindi fisiologici, in relazione agli eventi che affrontiamo nella nostra quotidianità e più in generale nell’arco della nostra vita.

L’umore quindi, inteso come stato mutevole dell’animo, fluttua da una condizione all’altra, a seconda dell’emozione che prevale in un dato momento.

Talvolta però questi cambiamenti e alterazioni possono concretizzarsi in veri e propri disturbi dell’umore, che condizionano la vita di chi ne è soggetto. L’umore, quindi, è pertanto determinante per il benessere mentale e fisico dell’individuo.

QUANDO LE ALTERAZIONI DELL’UMORE DIVENTANO UN DISTURBO?

La soglia clinica oltre la quale è plausibile parlare di veri e propri disturbi dell’umore, sia in senso depressivo (in cui si riscontra un appiattimento dell’umore verso il basso caratterizzato da uno stato di insoddisfazione e pessimismo), sia in senso ipomaniacale o maniacale (stato opposto alla depressione durante il quale l'umore è costantemente elevato/euforico e a cui spesso si associa iperattività fisica e mentale), dipende dal numero e dall’intensità dei sintomi manifestati.

Ci focalizziamo di seguito sulle caratteristiche cliniche dei disturbi dell’umore di natura depressiva.

QUALI SINTOMI RIVELANO UN DISTURBO DEPRESSIVO?

Si parla di disturbo dell’umore quando si verifica una compromissione del funzionamento in ambito sociale e lavorativo e/o nelle varie aree di vita importanti per l’individuo.

Il ritiro sociale, in particolare, è un importante campanello d’allarme, spesso sottovalutato.

Altri sintomi da tenere in considerazione sono, ad esempio:

  • insonnia o ipersonnia;
  • faticabilità o mancanza di energia;
  • significativa perdita di peso o aumento di peso;
  • marcata diminuzione di interesse/piacere per le attività quotidiane;
  • agitazione o rallentamento psico-motorio;
  • sentimenti di autosvalutazione o di colpa;
  • ridotta capacità di concentrarsi o indecisione;

Un sintomo spesso clinicamente presente è, inoltre, un’aumentata irritabilità.

Si tratta di condizioni molto comuni che tutti sperimentano almeno una volta nell’arco della vita: per questo motivo non è sempre facile riconoscere la presenza di un disturbo dell’umore.

Quando, tuttavia, sono presenti pensieri di morte e/o ideazione suicidale diventa fondamentale rivolgersi tempestivamente allo specialista psichiatra. 

Perfino quando i sintomi acquistano una certa persistenza o cronicità infatti, la tendenza comune è quella di minimizzare il problema o attribuirlo a cause esterne e transitorie.

LE CAUSE DEL DISTURBO

Tutti i cambiamenti richiedono una quota aggiuntiva di energie psico-fisiche, che talvolta la persona non è pronta a mobilitare: lutti e perdite, traumi fisici o psicologici, ma anche il parto e la maternità, o tappe obbligate della vita di ciascuno come l’adolescenza o il passaggio all’età adulta, l’andropausa e la menopausa. La rottura di un equilibrio richiede uno sforzo di compensazione.

Talvolta però la persona non è in grado da sola di far fronte all’emergenza e l’alterazione dell’umore, altrimenti fisiologica, si cronicizza diventando disturbo.

LA CHIMICA DELL’UMORE

L’umore, le sue alterazioni e le patologie ad esso correlate sono governate dalla neurochimica e dalla neurobiologia, ambiti in cui anche la minima variazione comporta differenze sensibili in termini di bisogni.

Oggi sempre più le neuroscienze sociali studiano la complessità delle reazioni del nostro cervello agli stimoli emotivi, arricchendo le nostre conoscenze sia sulla fisiologia che sulla fisiopatologia delle nostre emozioni.

Inoltre, le neuroscienze hanno sempre più evidenziato il ruolo cruciale svolto dai disturbi dell’umore, spesso riconosciuti quali prodromi di malattie neurodegenerative; in particolare, episodi depressivi sembrano antecedere la comparsa di sintomi della malattia di Alzheimer o della malattia di Parkinson.

Pertanto, un’accurata diagnosi differenziale può permettere di distinguere un episodio di disagio psicologico da un sintomo prodromico di malattia neurodegenerativa.

Infine, particolare attenzione deve essere posta nelle persone anziane che manifestano un disturbo depressivo, in quanto quest’ultimo può presentarsi con sintomi di declino cognitivo spesso identificati come una condizione di "pseudodemenza".

Si tratta in questo caso di una condizione molto differente da una vera e propria forma di demenza, in quanto reversibile, mediante l’utilizzo di un trattamento farmacologico mirato.

Le conoscenze acquisite suggeriscono, pertanto, che non esiste una singola medicina, un generico rimedio in grado di arginare questo tipo di patologie.

È invece opportuno parlare di terapia, da intendersi come un approccio multidisciplinare modellato sugli specifici bisogni del singolo paziente, che può includere la farmacologia o la psicoterapia o, meglio ancora, una combinazione sinergica di entrambe.

PRENDERSI CURA DEL PROPRIO UMORE

I cambiamenti d’umore sono la risposta naturale alle sfide di ogni giorno: non è possibile evitarli, neppure chiudendosi in casa: non è possibile fuggire da se stessi, ma è certamente possibile prendersi cura e favorire il nostro benessere.  

È possibile, attraverso un attento lavoro di osservazione e qualche piccolo accorgimento, evitare alcune condizioni “ad alto rischio”.

Ecco qualche suggerimento:

  1. Non vivere al limite: quando si è sotto pressione è più probabile che si verifichi una forte reazione emotiva. Il nostro corpo è progettato per affrontare periodi di stress anche intenso, ma ha sempre bisogno di far seguire intervalli di riposo;
  2. Evitare le situazioni mortificanti, per quanto possibile, nel lavoro come nella vita privata e nella sfera affettiva;
  3. Concedersi qualche gratificazione
  4. Trovare fattori di supporto solidi nella propria sfera familiare o relazionale/affettiva e non aver paura di chiedere aiuto.

IL CENTRO DI NEUROPSICOLOGIA DI AUXOLOGICO

L’attività clinica e di assistenza del Centro Neuropsicologia, afferente all'Unità Operativa di Neurologia e Stroke Unit dell'Ospedale San Luca, è mirata sia alla diagnosi che alla cura di un ampio spettro di alterazioni cognitive, emotive, comportamentali e personologiche.

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