Inverno in salute

Torna indietro

Sei in AUXOLOGICO

APPROFONDIMENTI

A cura di

Dott.ssa Cecilia Invitti

Direttore U.O. Endocrinologia e Malattie del Metabolismo - Ariosto - Auxologico Ariosto

Sonnolenza e mancanza di energia? Tutta colpa dell'inverno... o quasi. 

Nel periodo invernale infatti è frequente che si verifichino spossatezza, maggiore necessità di dormire e pigrizia: sta però a noi combattere queste condizioni con l'acquisizione di buone abitudini e un po' di forza di volontà!

LUCE E BUONUMORE

Sonnolenza e stanchezza sono in parte dovute alla carenza di luce tipica dei mesi invernali, che si traduce, specialmente negli individui più sensibili, in una riduzione dei livelli di serotonina: un ormone che regola la felicità, l'ansia e quindi l'umore.

Insorge infatti quella che viene definita “malinconia invernale”, condizione legata a un ritmo alterato di produzione circadiana della melatonina, che viene rilasciata più precocemente e più a lungo nella giornata, inducendo sonnolenza.

Per limitare questi fastidi, è consigliabile sfruttare ogni occasione per stare il più possibile alla luce del sole, preferibilmente facendo passeggiate per attenuare l’ansia e favorire il benessere psicofisico.

L'INVERNO IN TAVOLA

Durante la stagione invernale spesso tendiamo a cambiare le nostre abitudini alimentari: ciò anche a causa della “malinconia invernale”, che porta a consumare cibi ricchi di calorie per cercare di migliorare l'umore. 

Ma è anche vero che quando fa freddo si tende a mangiare cibi più calorici perché si crede erroneamente che il corpo abbia bisogno di più calorie per resistere alle basse temperature... questo concetto però non si applica alle nostre latitudini! 

In inverno (come in ogni stagione del resto) è consigliabile continuare a seguire una dieta sana ed evitare soprattutto a cena cibi troppo calorici, che rallentano la digestione e peggiorano la qualità del sonno. 
Soprattutto nel periodo natalizio poi, si è circondati da dolci tentazioni e bisogna porsi dei limiti.

Con la stagione fredda è necessario idratarsi bene per non perdere minerali, evitando gli alcolici che (contrariamente a quanto pensano in molti) non riscaldano, ma contribuiscono piuttosto a disperdere il calore corporeo.

Le temperature fredde invitano a cibi caldi e confortevoli. Ecco qualche suggerimento:

  • zuppe a base di crucifere (cavolo cappuccio, cavolo verza, cavolo nero, cavolo rosso, broccolo, cavolfiore) che sono un’ottima fonte di minerali quali potassio, magnesio, zolfo, calcio e vitamina A, C, K. Gli studi epidemiologici sull'alimentazione e il rischio di tumori (della mammella, del polmone, del colon-retto e della prostata) dimostrano che è al consumo di cavoli che va attribuita una gran parte delle proprietà protettive delle diete ricche di verdure e frutta. I cavoli infatti contengono sulforafano che ha attività anti cancro essendo antiangiogenico ed antiproliferativo. Altri meriti delle crucifere sono la ricchezza di fibre che regolano la funzionalità intestinale e l’apporto calorico modesto (25 Kcal per 100 g);
  • minestre a base di legumi che sono una fonte di proteine vegetali e uniti ai cereali nelle ricette tradizionali (pasta e fagioli, riso e lenticchie, pasta e ceci...) raggiungono una composizione apprezzabile di aminoacidi essenziali, paragonabile a quella della carne. I legumi sono un alimento importante anche perché poveri di grassi e ricchi di fibre, utili per l’intestino. Sono inoltre dotati di fosforo, calcio e ferro;
  • la vitamina C può aiutare a prevenire le malattie da raffreddamento e gli agrumi ne sono particolarmente ricchi. Le arance contengono infatti 50-60 mg di vitamina C per 100 g. Gli agrumi hanno anche proprietà antiossidanti e gli studi dimostrano che le arance sono particolarmente efficaci nel prevenire i tumori del tratto digestivo (esofago, stomaco). Inoltre questi frutti contengono flavonoidi, in particolare esperidina, che aumenta il colesterolo ‘buono’ HDL e riduce quello ‘cattivo’ LDL. Bere una limonata al mattino permette inoltre di alcalinizzare l’organismo combattendo l’acidità del corpo che favorisce la comparsa di malattie croniche degenerative.

RESTARE ATTIVI... ANCHE SE FA FREDDO

L’attività fisica deve essere praticata anche d’inverno. Le persone in buona salute possono allenarsi all'aperto anche con temperature basse, purché vestite in modo adeguato (per mantenere giusta temperatura del corpo senza sudare, guanti e cappello, scarpe antiscivolo per evitare cadute).

Al contrario, chi soffre di malattie cardiovascolari deve preferire un’attività in ambienti chiusi, ma ben illuminati e con temperatura fresca.

RISCALDAMENTO E SALUTE

In casa il calore secco dei caloriferi può facilmente far disidratare il corpo, e la disidratazione a sua volta altera la percezione di cibi e viene talvolta confusa con la fame portando a mangiare invece che a bere.

Per favorire il sonno, occorre mantenere costante la temperatura e l’umidità in camera da letto (<20° con umidità <55%) e arieggiare periodicamente, anche se l’aria fuori è fredda.