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Toxoplasmosi in Gravidanza

Pubblicato il 08/08/2017 - Aggiornato il 22/07/2021

CHE COS’È LA TOXOPLASMOSI?

La Toxoplasmosi è un’infezione causata dal Toxoplasma Gondii, un parassita capace di infettare sia l’uomo che gli animali.

COME AVVIENE L’INFEZIONE?

La trasmissione del parassita può avvenire attraverso il cibo, mangiando carni (soprattutto di agnello e maiale), verdure, latte o uova contaminate, oppure attraverso il contatto con animali domestici infetti (gatto).

QUALI SONO I SINTOMI DELLA TOXOPLASMOSI?

L’infezione di solito non presenta sintomi.

Eventuali sintomi, come una leggera febbre e l’ingrossamento dei linfonodi del collo o raramente dell’inguine e delle ascelle, generalmente si risolvono in modo benigno e non preoccupante.

TOXOPLASMOSI E GRAVIDANZA

In gravidanza però occorre prestare particolare attenzione, perché la toxoplasmosi può essere trasmessa dalla madre al feto, che può subire danni perché il suo sistema immunitario non è ancora in grado di reagire.

L’effetto e la gravità della Toxoplasmosi trasmessa al feto dipendono dal periodo in cui è avvenuta l’infezione.

Durante i primi tre mesi di gravidanza, c’è una probabilità del 15-25% che l’infezione venga trasmessa e può determinare aborto spontaneo, nascita di feto morto o gravi lesioni fetali.

Le infezioni del secondo trimestre si possono trasmettere nel 25-54% dei casi: possono causare idrocefalia e, anche a distanza di anni, forme tardive di corioretinite (infiammazione che colpisce la parte posteriore dell’occhio).

Dai sette ai nove mesi il rischio d’infezione al feto aumenta al 65% ma, di solito, si ha un’evoluzione priva di sintomi o una manifestazione meno grave, come l’ittero neonatale per la sofferenza del fegato e della milza.

La possibilità di trasmissione della toxoplasmosi attraverso la placenta (transplacentare), nel caso in cui la madre abbia subito l’infezione dai 2 ai 6 mesi prima del concepimento, è invece rarissima.

Infine, l’eventualità che madri che vanno incontro a immunodepressione per malattia o terapia trasmettano la toxoplasmosi al feto è molto rara, e in questi casi la trasmissione sarebbe successiva a una riattivazione.

COME PREVENIRE LA TOXOPLASMOSI

Durante la gravidanza è possibile prendere alcune precauzioni per minimizzare le possibilità di contrarre la toxoplasmosi:

  • cuocere sempre molto bene la carne;
  • evitare il consumo di carni crude o poco cotte, salumi crudi, frutti mare crudi, latte non pastorizzato, uova crude;
  • lavare bene frutta e verdura;
  • lavare sempre le mani prima di mangiare e dopo aver toccato carni crude, frutta e verdure non lavate, terra o altri materiali potenzialmente contaminati con le feci del gatto;
  • pulire a fondo le superfici della cucina e gli utensili venuti a contatto con carni crude, frutta e verdure non lavate;
  • usare sempre guanti di gomma in tutte le attività che possono comportare il contatto con materiali potenzialmente contaminati con le feci del gatto (giardinaggio, orticoltura, pulizia lettiera del gatto, ecc.);
  • evitare il contatto con il gatto e soprattutto con le sue feci;
  • in caso di presenza di un gatto in casa adottare le seguenti precauzioni: alimentare l’animale con cibi cotti o in scatola evitando che esca di casa, affidare ad altri la pulizia della sua cassetta, facendo sostituire frequentemente (meglio se quotidianamente) la lettiera e igienizzando il contenitore per almeno 5 minuti con acqua bollente;
  • non viaggiare al di fuori dell’Europa e del Nord America;
  • eliminare dalla propria abitazione mosche, scarafaggi, ecc.
  • Effettuare mensilmente il test per la toxoplasmosi.

COME SI CURA LA TOXOPLASMOSI

Il trattamento dell'infezione si effettua attraverso la somministrazione di antibiotici.  Anche nel caso in cui l'infezione sia già stata trasmessa al feto, una diagnosi precoce e la corretta terapia antibiotica possono evitare o comunque limitare danni al bambino.


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