Osteoporosi secondaria

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Osteoporosi secondaria

Prof. Iacopo Chiodini

Responsabile Centro Diabetologia

Responsabile Centro Osteoporosi

Responsabile Centro Malattie del Metabolismo Osseo e Diabete - U.O. Endocrinologia e Malattie del Metabolismo - Auxologico San Luca

COS’È L'OSTEOPOROSI SECONDARIA?

Si definisce “osteoporosi secondaria” la perdita di massa ossea da patologie specifiche o da farmaci. 

La prevalenza di osteoporosi secondaria è stimata attorno al 30% nelle donne in post-menopausa e maggiore del 50% nei maschi

QUALI SONO LE CAUSE DELL'OSTEOPOROSI SECONDARIA?

Le forme più comuni sono da steroidi e altri farmaci, malassorbimento, endocrinopatie, malattie gastro-intestinali, ematologiche, reumatologiche, renali e altre condizioni. 

Nelle osteoporosi secondarie le fratture possono avvenire per densità minerale ossea (misurata mediante densitometria ossea) più alta rispetto all’osteoporosi primitiva. 

Analogamente, anche il diabete mellito può essere secondario, ad alcune malattie (pancreatiti croniche, cirrosi epatica, insufficienza renale cronica, acromegalia, sindrome di Cushing) o farmaci che determinino alterazioni della secrezione o dell’efficacia dell’insulina. 

Recenti dati della letteratura suggeriscono ad esempio come un eccesso asintomatico di cortisolo sia presente nel 2% dei pazienti con osteoporosi e fino al 10% dei pazienti ospedalizzati con frattura da fragilità e nel 1% dei pazienti dei pazienti con diabete e fino al 10% dei pazienti ospedalizzati per scompenso glicemico. 

Generalmente questo eccesso di cortisolo è dovuto a piccoli tumori benigni del surrene. 

Il danno a carico del tessuto scheletrico e il diabete sono legati all’eccesso cronico di cortisolo che è spesso di lunga durata, poiché non viene diagnosticato. 

Infatti questa forma di ipersecrezione lieve di cortisolo non determina i classici segni e sintomi importanti tipici dell’eccesso di cortisolo (volto a luna piena, riduzione della massa muscolare, smagliature rossastre e facilità alle ecchimosi, eccesso di peluria) che generalmente ne consentono la diagnosi, e per tale motivo questa forma è spesso denominata “ipercortisolismo subclinico”. 

COME SI EFFETTUA LA DIAGNOSI?

La diagnosi e la terapia dell’ipercortisolismo subclinico può essere importante, perché dati recenti della letteratura sembrano suggerire come questa condizione aumenti non solo il rischio di frattura e di diabete, ma anche il rischio cardiovascolare e la mortalità. 

La presenza di ipercortisolismo subclinico va quindi ricercata con esami specifici nei soggetti osteoporotici e/o diabetici con sintomi e segni clinici suggestivi, ma anche in soggetti apparentemente asintomatici ma con densità minerale ossea molto ridotta per età, nei soggetti  fratturati malgrado una densità minerale ossea normale o suggestiva solo di osteopenia, nei maschi e nelle donne in premenopausa con frattura da fragilità, nei pazienti non responsivi alla terapia per osteoporosi, nei pazienti con diabete di difficile controllo, soprattutto se ipertesi. 

COME SI CURA L'OSTEOPOROSI SECONDARIA?

Il riscontro di una patologia sottostante l’osteoporosi e il diabete consente spesso di curare la patologia stessa e migliorare il problema scheletrico e il compenso glicemico e può consentire di scegliere il trattamento farmacologico di queste forme in modo più mirato. 

Inoltre, l’identificazione di una patologia di base consente di evitare le conseguenze della patologia stessa che spesso riguardano altri organi e apparati.

LA CURA DELL'OSTEOPOROSI SECONDARIA IN AUXOLOGICO

Auxologico dispone di due Centri Osteoporosi: il Centro Clinico e di Ricerca di Metabolismo Osseo e Diabetologia (con sedi a Milano in Auxologico Ariosto e Auxologico Pier Lombardo e a Meda, presso Auxologico Meda) e il Centro Osteoporosi di Auxologico Villa Caramora a Verbania.

Dedicati a soddisfare tutte le esigenze dei pazienti affetti da osteoporosi e da altre malattie metaboliche delle ossa, in termini di diagnosi, prevenzione, cura e riabilitazione, sono riconosciuti a livello internazionale come punto di riferimento in questo settore.

Ciascun Centro svolge infatti sia attività clinica, proponendo al paziente servizi sanitari di alta qualità e specializzazione, sia attività scientifica contribuendo al lavoro della comunità internazionale con un costante lavoro di aggiornamento e ricerca.

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