Mio figlio non cresce in altezza

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APPROFONDIMENTI

A cura di

Prof. Alessandro Sartorio

Direttore U.O. Auxologia - Auxologico Piancavallo

Direttore U.O. Recupero e Riabilitazione Funzionale - Auxologico Piancavallo

Responsabile Centro Disordini della Crescita e della Pubertà - Auxologico Ariosto

Dott.ssa Nicoletta Marazzi

Staff Centro Disordini della Crescita e della Pubertà - Auxologico Ariosto

Una delle frequenti preoccupazioni dei genitori riguarda la crescita in altezza dei propri figli: in questo approfondimento diamo risposta ad alcune delle domande più frequenti sulla crescita staturale di bambini e adolescenti.

NORMALE NON VUOL DIRE COSTANTE

I bambini alternano periodi di crescita rapida a periodi di crescita minore, più costante.

La velocità di crescita varia molto nelle diverse fasi dello sviluppo: è massima subito dopo la nascita (il bambino nato a termine aumenta la sua lunghezza del 30% nei primi 5 mesi) e durante il primo anno di vita (aumento del 50%).

La velocità di crescita nei primi due anni di vita cambia in relazione alla componente genetica: la lunghezza alla nascita è legata principalmente all’altezza della madre, l’influenza genetica del padre si manifesta in genere dopo i 2 anni.

Questo spiega perché alcuni bambini “piccoli” in relazione all’età possano recuperare in seguito, o perché la crescita di bambini “grandi” rallenti.

Ad ogni modo, la velocità di crescita diminuisce a partire dal 2° anno di età: da questo punto comincia una fase di crescita più regolare fino all’età puberale (10 - 14 anni), in cui si assiste allo scatto di crescita puberale (picco di velocità di crescita).

Dopo la pubertà, la crescita rallenta fortemente e si arresta con il raggiungimento della statura da adulto.

L’ALTEZZA DEI GENITORI CONDIZIONA QUELLA DEI FIGLI?

Il fattore ereditario è uno dei più importanti nel determinare l’altezza di un bambino o di una bambina.

La statura di un bambino è strettamente legata a quella dei genitori: genitori alti avranno con maggiore probabilità figli alti, viceversa quelli di bassa statura.

LA CRESCITA A TAVOLA

Il bambino deve essere alimentato in modo adeguato sia prima che dopo la nascita, sia qualitativamente che quantitativamente.

Una alimentazione scarsa e/o inadeguata ha effetti negativi più precocemente sul peso corporeo e, di conseguenza, anche sulla lunghezza o altezza.

Ma anche la tendenza a nutrire eccessivamente i bambini, con l’intento di farli crescere in fretta o meglio, in realtà potrebbe produrre l’effetto contrario: la crescita normale infatti risente negativamente anche degli stati di eccessiva nutrizione che portano all’obesità.

ALTEZZA E ORMONI

Il processo di crescita coinvolge numerosi ormoni che nei bambini sani sono prodotti in quantità adeguate. Alcune malattie endocrine, presenti alla nascita oppure acquisite successivamente, possono quindi influenzare negativamente la crescita staturale.

Tra queste troviamo ad esempio il deficit di ormone della crescita, l’ipotiroidismo, l’ipercortisolismo, i disordini del metabolismo della vitamina D, il diabete mellito di tipo 1 e altre ancora.

Poiché la crescita è un processo che si protrae nel tempo, gli effetti negativi di un eventuale squilibrio ormonale (in difetto o eccesso) si manifestano solo quando questo ha una durata relativamente lunga.

Generalmente, nei casi di squilibrio ormonale, il peso si modifica in senso opposto all’altezza: bambini di bassa statura per cause ormonali tendono quindi a essere in sovrappeso.

Uno sviluppo sessuale precoce può in fase iniziale determinare alta statura, ma una bassa statura finale. Gli ormoni sessuali infatti hanno un impatto differente sulla crescita a seconda di quando si manifesta la loro azione: essi determinano infatti un’iniziale accelerazione della crescita, seguita però da un arresto a seguito della saldatura anticipata delle cartilagini.

Viceversa, bambini con sviluppo puberale tardivo - all’inizio più bassi dei loro coetanei - possono crescere più a lungo, permettendo un recupero in età più avanzata.

LO STRESS FA MALE ALLA CRESCITA?

Non c’è dubbio che intensi stress psicologici o emotivi, come situazioni di abuso, deprivazione psicosociale o maltrattamenti, abbiano un impatto negativo sulla crescita.

I motivi di questa connessione non sono completamente noti, ma è certo che l’interazione tra mente e corpo può provocare una soppressione della produzione di ormoni della crescita.

L’effetto negativo scompare generalmente con l’allontanamento del bambino dall’ambiente e dagli agenti debilitanti.

Anche disturbi di natura psicologica meno gravi potrebbero influire sulla crescita causandone il rallentamento, seppur in modo meno evidente e più difficile da identificare: condizioni di infelicità, solitudine, paura o ansia che sorgono per esempio in situazioni di tensione familiare, insicurezza o anche difficoltà scolastiche.

La soglia della comparsa di questi effetti varia ovviamente da bambino a bambino.

L'AIUTO DEL MEDICO

In caso di dubbi sulla crescita dei bambini, è sempre consigliabile consultare il proprio pediatra e, se necessario, il medico specialista: l'auxologo.

L’Auxologia (dal greco auxo “accrescere”) è la disciplina che si occupa della crescita staturo-ponderale del bambino e dello sviluppo puberale e sessuale dell’adolescente.

L'UNITÀ OPERATIVA DI AUXOLOGIA

L'Unità Operativa di Auxologia dell'Istituto Auxologico Italiano rappresenta da oltre 30 anni un punto di riferimento per tutto il territorio nazionale.

Si occupa del trattamento integrato multidisciplinare di bambini e adolescenti affetti da obesità grave (inclusi pazienti con obesità genetica), diabete mellito, disturbi del comportamento alimentare (DCA), anoressia nervosa, bassa statura e disordini dello sviluppo puberale.

CENTRO DISORDINI DELLA CRESCITA E DELLA PUBERTÀ

Il Centro Disordini della Crescita e della Pubertà di Auxologico a Milano si avvale di un’equipe altamente specializzata in grado di accogliere e soddisfare tutte le richieste diagnostiche e terapeutiche relative ai problemi di crescita (in difetto e in eccesso) e di pubertà (precoce o ritardata) dei pazienti a partire dai 4-5 anni di età fino all’età giovane-adulta, ponendosi quindi come punto di riferimento per la famiglia e per il pediatra.

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