L'ormone della crescita: tutto quello che devi sapere

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APPROFONDIMENTI

A cura di

Prof. Alessandro Sartorio

Direttore U.O. Auxologia - Auxologico Piancavallo

Direttore U.O. Recupero e Riabilitazione Funzionale - Auxologico Piancavallo

Responsabile Centro Disordini della Crescita e della Pubertà - Auxologico Ariosto

COS’È L’ORMONE DELLA CRESCITA?

L’ormone della crescita, detto anche ormone somatotropo (GH, growth hormone), è un ormone proteico composto da una sequenza di 191 amminoacidi, cioè molecole aggregate in lunghe catene che servono appunto a formare le proteine.

Anche se la sua funzione primaria è quella di promuovere l’accrescimento (da cui il nome), l’effetto dell’ormone della crescita si definisce nel suo complesso “anabolico”, cioè di stimolo della costruzione dei tessuti, degli organi e dell’organismo nel suo insieme: questa azione si realizza sia in modo diretto che tramite un fattore di crescita insulino-simile di tipo I o somatomedina C, cioè un ormone che fa intermediario.

Oltre agli effetti sulla crescita staturale, l’ormone della crescita ha numerosi altri effetti che hanno portato a cambiare il suo nome in “ormone somatotropo” per meglio sottolineare la sua molto più complessa azione sistemica:

  • metabolismo delle proteine;
  • metabolismo dei glucidi (carboidrati);
  • metabolismo dei lipidi (grassi);
  • metabolismo osseo/minerale;
  • regolazione idrica e della funzione renale.

QUALE PARTE DEL CORPO LO PRODUCE E COME FUNZIONA L'ORMONE DELLA CRESCITA?

L’ormone della crescita è prodotto dal lobo anteriore dell’ipofisi - la cosiddetta adenoipofisi: una ghiandola endocrina che produce ormoni situata alla base del cranio, posta sotto il diretto controllo dell’ipotalamo.

La produzione di ormone della cresacita da parte dell’ipofisi è regolata dall’ipotalamo attraverso ormoni mediatori ad azione stimolatoria ed inibitoria.

I picchi maggiori di ormone della crescita si riscontrano nelle ore notturne, in particolare con l’inizio del sonno. Questi picchi si riducono con l’età, al punto che la secrezione di ormone della crescita nell’età adulta è circa il 15% di quella della pubertà.

Oltre al sonno, stimolano la secrezione di ormone della crescita:

  • esercizio fisico;
  • traumi;
  • stato nutrizionale.

L’ormone della crescita agisce su specifici recettori cellulari stimolando la sintesi delle proteine, la demolizione dei grassi (lipolisi) e ostacolando l’azione insulinica. È inoltre in grado di determinare ritenzione di sodio, potassio e acqua.

Gli effetti sull’accrescimento delle ossa sono il risultato di queste diverse azioni e della mediazione di fattori di crescita specifici.

CONSEGUENZE DELLA CARENZA DI ORMONE DELLA CRESCITA

La mancanza di ormone della crescita, condizione peraltro rara rispetto alle forme più frequenti di bassa statura, si caratterizza per un ridotto accrescimento staturale nei bambini.

Il deficit di ormone della crescita può presentarsi in forma molto variabile e il quadro clinico è condizionato dalla gravità del deficit ormonale (isolato o associato a quello di altri ormoni ipofisari) e dall’età di insorgenza.

La maggior parte dei casi di deficit di ormone della crescita non riconosce una trasmissione ereditaria e non si associa a processi patologici dell’ipofisi o dell’ipotalamo. Si tratta di un deficit idiopatico, ossia non correlato a una malattia ben definita.

La carenza di questo ormone può essere più raramente congenita, con forme familiari di alterazioni della sintesi o della funzione dell’ormone della crescita o del recettore per gli ormoni che ne stimolano il rilascio, oppure di insensibilità dei tessuti periferici per difetti del recettore dell’ormone della crescita o del segnale intracellulare.

La diagnosi di deficit di ormone della crescita si basa su criteri:

  • auxologici, come deficit staturale associato a ridotta velocità di crescita;
  • clinici;
  • ormonali, come alterata risposta dell’ormone della crescita ai test farmacologici di stimolo;
  • eventualmente neuro-radiologici come anomalie della regione ipotalamo-ipofisaria.

Bisogna tenere presente però che la risposta insufficiente ai test di stimolo, in presenza di normali reperti auxologici e clinici, non prova da sola la presenza di un deficit di ormone della crescita.

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QUANDO FARE GLI ESAMI PER UN SOSPETTO DI DEFICIT DI ORMONE DELLA CRESCITA?

La diagnosi prevede la valutazione della riserva ipofisaria di ormone della crescita in quei bambini e bambine con una storia clinica e un esame obiettivo compatibili con un deficit di questo ormone. 

Quindi - in assenza di malattie sistemiche, endocrine, nutrizionali o cromosomiche: 

  • statura inferiore al 3° centile usando le carte di crescita;
  • ritardo di età ossea;
  • bassi livelli di fattori di crescita insulino-simili;
  • velocità di crescita staturale inferiore al 25° centile.

Un picco di ormone della crescita inferiore a una determinata soglia (8 ng/ml) a due differenti test di stimolo, eseguiti in due giornate differenti, consente di porre diagnosi di deficit di ormone della crescita.

La diagnosi viene posta dai Centri di riferimento, individuati dalle singole regioni, secondo criteri ben standardizzati.

In ogni bambino con diagnosi di deficit di ormone della crescita, prima di iniziare il trattamento, è indicato eseguire una risonanza magnetica cerebrale, ponendo una particolare attenzione alla regione ipotalamo-ipofisaria.

COME VIENE FATTA LA TERAPIA CON QUESTO ORMONE E QUALI RISULTATI SI POSSONO AVERE?

La terapia sostitutiva con ormone della crescita, una “fotocopia” di quello naturale prodotto dall’ipofisi ottenuta attraverso il DNA, è in grado di migliorare sensibilmente la statura finale dei bambini con deficit di questo ormone.

La dose di farmaco viene distribuita in somministrazioni giornaliere, meglio se serali per mimare la normale produzione di ormone della crescita.

Le iniezioni sono effettuate con siringhe già pronte all’uso, con particolari penne o con dispositivi senza ago in sede sottocutanea, che sono facili da usare anche per il bambino che può quindi autosomministrarsi il farmaco, sempre sotto la supervisione di un adulto.

Il trattamento, che va attentamente monitorato, produce un sensibile aumento della velocità di crescita staturale e può consentire il raggiungimento di una statura normale.

Oltre all’effetto sulla crescita staturale, la terapia migliora la composizione corporea (aumento della massa magra a scapito di quella grassa) e l’assetto lipidico, riducendo così il rischio cardiovascolare; migliora la mineralizzazione ossea e incide notevolmente sul benessere psicofisico.

CHI  È IDONEO PER LA TERAPIA CON ORMONE DELLA CRESCITA E FINO A CHE ETÀ?

Il trattamento sostitutivo è indicato solo in quei bambini con bassa statura in cui sia stato correttamente documentato un deficit di ormone della crescita.

La cura del deficit dovrebbe iniziare il più precocemente possibile, in quanto permette di prevenire l’instaurarsi di uno scarto staturale importante. Maggiore è l'età del bambino, minore è il tempo disponibile per la cura in quanto si riduce l’apertura delle cartilagini di accrescimento.

Il trattamento viene continuato fino al raggiungimento di un’altezza accettabile o a fronte di un significativo rallentamento della velocità di crescita (che coincide con la saldatura delle cartilagini di crescita).

Nei casi più gravi di deficit, il trattamento sostitutivo deve essere invece protratto per tutta la vita, posti gli importanti effetti metabolici controllati dall’ormone oltre la crescita staturale.

LA TERAPIA CON ORMONE DELLA CRESCITA PUÒ DARE DEGLI EFFETTI NEGATIVI?

Quando il bambino ha effettivamente un deficit di ormone della crescita ben dimostrato, i dosaggi sono adeguati e monitorati periodicamente, gli effetti collaterali sono pochi, quasi sempre transitori e risolvibili.

Pertanto, l’utilizzo dell’ormone in queste condizioni è considerato sicuro. Indubbiamente i bambini sottoposti a trattamento con ormone della crescita devono essere seguiti periodicamente dagli appositi Centri di riferimento, come quello di Auxologico, e per qualche periodo anche dopo la sospensione della terapia.

QUALI ALTRI FATTORI POSSONO CONDIZIONARE LA PRODUZIONE DI ORMONE DELLA CRESCITA?

Per una crescita normale sono necessari numerosi fattori.

ALIMENTAZIONE

La necessità più ovvia è una nutrizione adeguata, sia in termini di quantità ma anche di qualità degli alimenti, sia prima che dopo la nascita. Anche se la denutrizione rallenta ovviamente la crescita, occorre ricordare che la crescita “normale” risente negativamente anche degli stati di eccessiva nutrizione che portano all’obesità.

Le richieste nutritive per una crescita normale variano in rapporto all’età, al sesso, al grado di attività e a numerosi altri fattori. Il cibo deve essere non solo mangiato, ma anche assorbito e utilizzato in modo adeguato dall’organismo.

Malattie croniche o recidivanti, e talvolta gli effetti collaterali dei trattamenti richiesti per la cura, possono influenzare negativamente anche la crescita, visto che un buono stato di salute è necessario per una crescita ottimale.

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ANSIA E STRESS

Inoltre, per una buona crescita è importante che il bambino non abbia eccessivi stress psicologici o emotivi. Esiste infatti un rapporto evidente tra le condizioni psicologiche di un bambino, lo sviluppo mentale e intellettivo e la sua crescita staturo-ponderale.

È ben documentato che l’interazione tra mente e corpo può portare ad una soppressione della produzione e azione dell’ormone della crescita, che può essere rimossa dopo aver allontanato il bambino dall’ambiente e dagli agenti negativi. Situazioni di infelicità, solitudine, paura o ansia che sorgono per esempio in rapporto a stati di tensione familiare, insicurezza, difficoltà scolastiche, ecc. possono determinare stress responsabili di un rallentamento della crescita corporea.

SEDENTARIETÀ E RIPOSO

Da ultimo, visto che i picchi maggiori di ormone della crescita sono notturni e in risposta all’esercizio fisico (con incrementi tanto più pronunciati quanto maggiore è l’intensità dell’esercizio stesso), particolare attenzione deve essere rivolta a favorire, da un lato, un sonno riposato del bambino (evitando l’uso di videogiochi e cellulari fino a tarda ora) e a combattere la sedentarietà sempre più diffusa in età pediatrica.

La mancanza di un livello base di attività fisica può essere infatti dannosa per lo sviluppo staturale, mentale e intellettuale e per la crescita normale di ossa e muscoli di un bambino o ragazzo.

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LA U.O. DI AUXOLOGIA

L’Auxologia (dal greco auxo “accrescere”) è la disciplina che si occupa della crescita staturo-ponderale del bambino e dello sviluppo puberale e sessuale dell’adolescente.

L’attività dell'Unità Operativa Auxologia dell'Ospedale di Piancavallo è rivolta anche al trattamento integrato multidisciplinare di bambini e adolescenti affetti bassa statura e disordini dello sviluppo puberale.

Per queste patologie l'Unità Operativa di Auxologia rappresenta da oltre 30 anni un punto di riferimento per tutto il territorio nazionale.

CENTRO DISORDINI DELLA CRESCITA E DELLA PUBERTÀ

Il Centro Disordini della Crescita e della Pubertà di Auxologico a Milano si avvale di un’equipe altamente specializzata in grado di accogliere e soddisfare tutte le richieste diagnostiche e terapeutiche relative ai problemi di crescita (in difetto e in eccesso) e di pubertà (precoce o ritardata) dei pazienti a partire dai 4-5 anni di età fino all’età giovane-adulta, ponendosi quindi come punto di riferimento per la famiglia e per il pediatra.

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