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Covid-19: la variante Omicron

Pubblicato il 28/12/2021 - Aggiornato il 17/01/2022

Queste informazioni non sostituiscono in alcun modo il colloquio con il tuo medico di fiducia.

La variante Omicron è in rapida diffusione in italia. Che differenti caratteristiche presenta rispetto alle precedenti varianti?

Variante omicron: una nuova mutazione

La variante Omicron è una variante del Coronavirus SARS-CoV.2, identificata per la prima volta nel novembre 2021 in Botswana e successivamente in Sud Africa. È stata denominata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) come B.1.1.529 e classificata “VOC” ovvero variante preoccupante.
Da un punto di vista molecolare si differenzia dalla Delta perché il virus ha subito 50 mutazioni e quindi è molto differente dagli altri ceppi di SARS-CoV-2 fino ad ora emersi: Alfa (ceppo cinese originale), Beta (Sud Africa), Gamma (Brasile) e Delta (India).
Omicron appartiene pertanto ad un diverso lignaggio (una specie di albero genealogico) rispetto alle altre varianti.

Contagiosità

Secondo gli studi epidemiologici fino ad ora pubblicati sulle riviste scientifiche internazionali (report inglesi, sudafricani e israeliani soprattutto) sembra accertato che Omicron è molto più trasmissibile della variante Delta. Questo avviene perché Omicron aderisce meglio al recettore Ace 2, sito sulla trachea e bronchi, penetra più rapidamente nelle cellule dell’ospite e si replica 70 volte più velocemente rispetto ad altre varianti di SARS-CoV-2.
Attraverso questa elevata replicazione di Omicron nelle prime vie respiratorie, nelle persone contagiate la trasmissione interumana è più facile. Infatti, si produce un aerosol molto più carico di particelle virali infettanti emesse durante la respirazione o mentre si parla a poca distanza da altri. Il virus si diffonde meglio soprattutto nei luoghi chiusi senza ventilazione.

Diffusione

La variante Omicron in Italia è in rapidissima ascesa in termini di diffusibilità.

In Lombardia, a Milano in particolare, in data 17 gennaio 2022 è già al 81% ed è molto probabile che entro poche settimane rimpiazzerà completamente la Delta diventando prevalente in tutta Italia al 100%.  

Pericolosità

La buona notizia è che Omicron sembra “attaccare” meno i polmoni non provocando un elevato numero di forme gravi respiratorie che necessitano il ricovero nei reparti di medicina o in terapia intensiva. Ciò avviene in particolar modo nei vaccinati dove quasi nel 90% dei casi, se si viene infettati da Omicron, o si rimane totalmente asintomatici oppure si può avere mal di gola, raffreddore e un po' di febbre.
Tutto di solito si risolve in pochi giorni senza conseguenze. Questo dato è fondamentale se si considera l’enorme differenza tra le altre ondate e l’attuale dove se si raffronta il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva al 57% di un anno fa in Lombardia,  oggi siamo al 15% circa. La maggioranza dei ricoveri è di pazienti non vaccinati.

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La protezione vaccinale

La protezione vaccinale, dopo due dosi, conferisce ancora una certa protezione anche se ridotta nei confronti di Omicron. Per avere una protezione ottimale bisogna assolutamente fare la terza dose nei tempi indicati dal Ministero della Salute (si va ormai, a livello europeo, verso la somministrazione della terza dose anche dopo 3-4 mesi dalla seconda).
Non è da escludere che si possa arrivare il prossimo anno a somministrare una quarta dose, auspicabilmente con un vaccino aggiornato con le nuove varianti (Pfizer e Moderna lo stanno già approntando).  

E chi non è vaccinato?

Molto diversa è la situazione per i non vaccinati dove invece il rischio di finire in ospedale (o peggio in rianimazione) è, come già detto, molto alto. In Italia, purtroppo, gli over 50 non vaccinati sono ancora molti: 3 milioni circa.
I dati statistici confermano che l’80% di tutti i ricoveri ospedalieri è costituito da persone non vaccinate.
I non vaccinati contribuiscono anche a diffondere ulteriormente il virus, oltre che nei non vaccinati anche nei vaccinati, rendendo pertanto difficile un’efficacie contenimento della circolazione del virus al 100%.
I recenti provvedimenti legislativi del Governo sono infatti orientati ad un’azione tendente a ridurre al minimo la trasmissibilità attraverso l’aumento delle terze dosi, delle misure di protezione individuale (mascherine chirurgiche ed FFP2 nei locali chiusi) e del distanziamento sociale, oltre che a eventuali lockdown o altre misure restrittive per i non vaccinati.

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