Gli energy drink fanno male al cuore? I rischi secondo il Prof. Schwartz
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Visita Cardiologica - Aritmia GeneticaPubblicato il 05/11/2026
Il Prof. Peter Schwartz commenta i dati AHA su arresto cardiaco e morte improvvisa, soprattutto nei giovani.
I dati presentati al Congresso dell’American Heart Association indicano una forte associazione tra consumo di energy drink e rischio di arresto cardiaco, morte improvvisa e infarto.
Gli energy drink fanno male al cuore? Lo abbiamo chiesto al Prof. Peter J. Schwartz, Direttore del Centro per lo Studio e la Cura delle Aritmie di Origine Genetica dell'Istituto Auxologico di Milano, tra i massimi esperti di morte cardiaca improvvisa.
Il Centro Specialistico di Auxologico
L’intervista al Prof. Peter J. Schwartz

Ha suscitato grande interesse la presentazione al Congresso dell’American Heart Association di dati indicanti una forte, e statisticamente significativa, associazione tra il consumo di “energy drinks” (bevande energetiche, BE) e rischio di arresto cardiaco e morte improvvisa, oltre che a infarto. Il problema è reale o si tratta di una delle tante associazioni casuali che non dovrebbero spaventare più di tanto? Lo abbiamo chiesto ad una delle massime autorità nel campo della morte cardiaca improvvisa, il Professor Peter J. Schwartz, Direttore del Centro per lo Studio e la Cura delle Aritmie di Origine Genetica dell’IRCCS Istituto Auxologico di Milano.
La nostra prima domanda è stata “ma questa notizia è una vera sorpresa, ed è davvero importante?”
“Sì, è davvero importante, e no, non è affatto una sorpresa. È importante sia perché si è trattato di un grande studio che fornisce dei numeri reali tra i quali il più importante è il rischio tra 7 e 20 volte maggiore tra chi fa uso di BE rispetto a chi non le prende di avere un arresto cardiaco sia perché questo rischio è particolarmente elevato tra i giovani sotto i 34 anni. Conosciamo il problema da molto tempo. Oltre 20 anni fa sono stato coinvolto, come esperto, in una causa medico-legale negli Stati Uniti per l’arresto cardiaco con danni cerebrali irreversibili in una ragazza di 26 anni che aveva assunto una di queste BE per 8 giorni consecutivi".
“Lo studio americano riguarda la popolazione generale. Lei è considerato uno dei massimi esperti delle malattie genetiche associate a rischio di morte cardiaca improvvisa ed in particolare della sindrome del QT lungo, che è la prima causa di morte improvvisa sotto i 20 anni. Ha incontrato casi del genere tra i suoi pazienti?”
“Ricordo due casi di arresto cardiaco, di cui uno fatale, avvenuti diversi anni fa in due ragazzi affetti da sindrome del QT lungo. Uno era un giovane ciclista che aveva preso tre di queste BE mentre si allenava correndo in salita. Questi eventi sono quasi sempre associati alla combinazione tra BE e intensi sforzi fisici, specialmente se associati anche a stress mentale. È per questa ragione che da 10-15 anni noi raccomandiamo ai nostri pazienti, specialmente ai teenagers, con grande chiarezza, di non prendere MAI una di queste BE".
“Ma i cardiologi queste cose le sanno?”
“Dovrebbero. Si è già scritto molto sull’argomento, con contributi importanti anche dei nostri partner alla Mayo Clinic, negli USA. Io ho pubblicato diversi lavori sull’argomento già dal 2017 indicando chiaramente che, anche nell’assenza di dati specifici, l’evidenza per noi esperti era tale che con il solo buon senso (che ai medici non dovrebbe mai mancare!) era imperativo scoraggiare l’uso di BE in tutti i giovani e specialmente in quelli con malattie genetiche che già predispongono ad aritmie pericolose".
“Qual è il meccanismo coinvolto in questo rischio di arresto cardiaco?”
“Nelle malattie come la sindrome del QT lungo, che aumentano l’instabilità elettrica del cuore, quello che solitamente scatena l’aritmia cardiaca pericolosa è la liberazione di catecolamine come avviene normalmente durante stress fisici o psicologici. La caffeina e la taurina contenute nelle BE agiscono come le catecolamine e ne raddoppiano l’effetto e le conseguenze: è come moltiplicare la dose di stress e questo può avere conseguenze fatali soprattutto in soggetti predisposti, ma anche in soggetti normali o “ritenuti normali”.
“Perché crede che si parli così poco di questo drammatico pericolo?”
“Ci sono due ragioni principali. Una riguarda il fatto che le BE sono classificate in tutto il mondo come “supplementi dietetici” e non come farmaci. In questo modo sfuggono completamente a tutti gli studi di sicurezza cui sono sottoposti i farmaci. La seconda riguarda l’economia o, per dirla semplicemente, i soldi. Nel 2022 nei soli Stati Uniti le vendite di BE hanno fruttato 58 miliardi di dollari e le industrie che le producono non esitano a difendere i propri interessi. Questo implica che dichiarazioni sui pericoli associati a queste sostanze, se non supportate da studi e dati specifici, farebbero facilmente scatenare cause legali milionarie. Quello che io e i miei colleghi abbiamo fatto non è stato di fare denunce (non c’era l’evidenza necessaria), ma di suonare l’allarme. Mi tranquillizza sapere che tutti i miei pazienti abbiano capito che da queste sostanze bisogna stare alla larga, sempre”.
Grazie, Professor Schwartz.
Energy drink e cuore: cosa ricordare
Secondo il Prof. Schwartz, il rischio di arresto cardiaco legato agli energy drink è particolarmente elevato nei giovani ed è associato soprattutto alla combinazione con sforzo fisico intenso e stress. Nei pazienti con malattie aritmiche genetiche, come la sindrome del QT lungo, il suo centro raccomanda di non assumerle mai. In presenza di cardiopatie note o di dubbi, è opportuno parlarne con il proprio cardiologo.
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