Ecografia Paratiroidi
Tariffe Smart, Plus, Convenzioni
Ecografia Tiroide e Paratiroidi Visita Endocrinologica Visita EndocrinochirurgicaPubblicato il 15/09/2026
- Ecografia delle paratiroidi: cos'è, quando è indicata e come si svolge
- Che cos’è l’ecografia delle paratiroidi
- Quando è indicata
- Come si svolge l’esame
- Come prepararsi
- Rischi e controindicazioni
- Cosa può evidenziare
- Ecografia e altri esami
- Auxologico e patologie paratiroidee
- Prenota Online
- Ecografia paratiroidi: domande frequenti
- Ecografia Tiroide: Contenuti Correlati
Ecografia delle paratiroidi: cos'è, quando è indicata e come si svolge
L’ecografia delle paratiroidi è un esame non invasivo e privo di radiazioni che studia il collo per individuare eventuali paratiroidi aumentate di volume o alterate. È soprattutto un esame di localizzazione: viene utilizzato dopo che gli esami del sangue hanno evidenziato un possibile disturbo della funzione paratiroidea, in particolare un aumento del paratormone (PTH) associato o meno ad alterazioni della calcemia.
In Auxologico l’ecografia delle paratiroidi rientra in un percorso multidisciplinare dedicato alle patologie endocrine e del metabolismo minerale, con il coinvolgimento, quando necessario, di endocrinologi, specialisti in diagnostica ecografica, medici nucleari, chirurghi endocrini, nefrologi e anatomo-patologi. L’obiettivo è definire in modo accurato la causa dell’alterazione biochimica e individuare il percorso diagnostico-terapeutico più appropriato.
Che cos’è l’ecografia delle paratiroidi
Le paratiroidi sono in genere quattro piccole ghiandole endocrine localizzate nella parte posteriore della tiroide. Producono il paratormone o PTH, un ormone essenziale per il mantenimento dell’equilibrio di calcio e fosforo nell’organismo e per la salute delle ossa, dei reni e del sistema neuromuscolare.
In condizioni normali, le paratiroidi sono molto piccole e spesso non sono visibili con l’ecografia. L’esame può invece identificare una ghiandola quando è aumentata di volume, ad esempio in presenza di adenoma paratiroideo o iperplasia paratiroidea.
L’ecografia utilizza ultrasuoni ad alta frequenza, emessi da una sonda appoggiata sul collo, per ottenere immagini in tempo reale delle strutture cervicali. Permette di valutare:
- La sede e le caratteristiche di un’eventuale paratiroide aumentata di volume.
- I rapporti della lesione con tiroide, trachea, esofago, vasi sanguigni e nervi del collo.
- La tiroide, per identificare noduli o altre patologie associate.
- I linfonodi del collo, quando opportuno.
- La presenza di reperti che richiedono ulteriori approfondimenti con altre metodiche.
L’ecografia non è sufficiente, da sola, per diagnosticare un iperparatiroidismo. La diagnosi si basa soprattutto sulla valutazione clinica e sugli esami ematici, in particolare PTH, calcio totale o ionizzato, albumina, fosforo, vitamina D e funzionalità renale. Le tecniche di imaging servono principalmente a localizzare una ghiandola patologica, soprattutto quando si sta pianificando un eventuale intervento chirurgico.
Quando è indicata
L’ecografia delle paratiroidi viene richiesta quando vi sia il sospetto di una patologia paratiroidea sulla base di esami del sangue, sintomi, storia clinica o di un precedente intervento al collo.
Le indicazioni più frequenti comprendono:
- Aumento del PTH riscontrato agli esami del sangue.
- Calcio nel sangue elevato, soprattutto se associato a PTH non ridotto o aumentato.
- Sospetto di iperparatiroidismo primario.
- Iperparatiroidismo secondario, ad esempio in alcune persone con malattia renale cronica o carenza persistente di vitamina D.
- Iperparatiroidismo persistente o ricorrente dopo un precedente intervento alle paratiroidi.
- Calcolosi renale ricorrente o nefrocalcinosi in presenza di alterazioni del metabolismo calcio-fosforo.
- Osteoporosi, fragilità ossea o fratture da fragilità associate a possibile iperparatiroidismo.
- Riduzione della funzione renale correlata a ipercalcemia o iperparatiroidismo.
- Programmazione di un intervento chirurgico per iperparatiroidismo.
- Necessità di distinguere una possibile lesione paratiroidea da un nodulo tiroideo o da un linfonodo.
- Valutazione ecografica del collo in persone con patologia tiroidea associata.
L’ecografia viene spesso eseguita insieme alla scintigrafia paratiroidea con sestamibi, con o senza SPECT/TC. Le due metodiche sono complementari: l’ecografia è molto utile per le ghiandole localizzate nel collo e per studiare contemporaneamente la tiroide; la medicina nucleare può contribuire a localizzare ghiandole ectopiche, profonde o non chiaramente identificabili all’ecografia.
L’impiego combinato di ecografia cervicale e imaging nucleare rappresenta una strategia di prima linea nella localizzazione preoperatoria dell’iperparatiroidismo primario.
L'Unità Operativa di Endocrinologia
Come si svolge l’esame
L’ecografia delle paratiroidi si esegue in ambulatorio, è indolore e dura generalmente 15-30 minuti. Il tempo può variare in base alla complessità del caso, alla presenza di noduli tiroidei associati o alla necessità di studiare più accuratamente le strutture laterocervicali.
La persona viene fatta sdraiare sul lettino in posizione supina, con il capo lievemente esteso all’indietro. Il medico applica un gel trasparente sulla pelle del collo e fa scorrere delicatamente la sonda ecografica sopra la tiroide, lungo i suoi margini posteriori e nelle regioni laterali del collo.
Durante l’esame vengono valutate le sedi più frequenti delle paratiroidi, ma anche eventuali localizzazioni meno comuni. Possono essere richiesti piccoli movimenti del capo o la deglutizione. Non vengono praticate iniezioni, non viene somministrato mezzo di contrasto e non sono necessari aghi.
Il medico può eseguire anche l’ecocolordoppler, una modalità che consente di osservare il flusso sanguigno nei vasi e all’interno della lesione individuata. Questo può contribuire alla caratterizzazione del reperto e alla pianificazione dell’eventuale percorso successivo.
Al termine dell’esame, la persona può riprendere subito tutte le normali attività.
Come prepararsi
Non è richiesta una preparazione specifica. Non è necessario il digiuno e, salvo diversa indicazione medica, non occorre sospendere i farmaci in uso. È consigliabile portare con sé la documentazione clinica più utile per interpretare il risultato nel modo corretto:
- Richiesta medica o impegnativa, se prevista.
- Esami del sangue recenti: PTH, calcio totale e/o calcio ionizzato, albumina, fosforo, creatinina o eGFR, vitamina D e calciuria delle 24 ore se disponibile.
- Eventuali precedenti ecografie del collo, della tiroide o delle paratiroidi.
- Risultati di scintigrafia paratiroidea, SPECT/TC, TC, risonanza magnetica o PET/TC, se già eseguite.
- Referti di interventi chirurgici al collo o alle paratiroidi.
- Elenco dei farmaci e degli integratori assunti, in particolare calcio, vitamina D, diuretici tiazidici, litio o farmaci per l’osteoporosi.
Per rendere più agevole l’esame è utile indossare abiti comodi e con il collo facilmente accessibile, evitando collane, foulard o altri accessori nella regione cervicale.
Rischi e controindicazioni
L’ecografia delle paratiroidi è un esame sicuro. Utilizza ultrasuoni e non radiazioni ionizzanti; non richiede mezzo di contrasto né somministrazione di farmaci.
Non sono noti rischi specifici connessi alla normale esecuzione dell’ecografia diagnostica. Può essere effettuata, quando indicata, anche in gravidanza, durante l’allattamento, nei bambini e nelle persone anziane.
Non vi sono controindicazioni assolute. In caso di dolore, ferite, medicazioni, ustioni o cicatrici recenti del collo, il medico adotterà gli accorgimenti necessari per limitare il fastidio durante la scansione.
È importante distinguere l’ecografia dall’agoaspirato: l’ecografia è un esame esterno e non invasivo. Un eventuale prelievo con ago viene eseguito solo in situazioni selezionate, con un’indicazione specialistica precisa, e costituisce una procedura differente.
Cosa può evidenziare
L’ecografia può individuare una o più strutture compatibili con paratiroidi aumentate di volume, ma il risultato deve sempre essere interpretato insieme ai dati clinici e biochimici.
I reperti che possono essere osservati comprendono:
- Adenoma paratiroideo: una lesione in genere singola, benigna e responsabile di una produzione eccessiva di PTH in molti casi di iperparatiroidismo primario.
- Iperplasia paratiroidea: aumento di volume di più ghiandole, più frequentemente osservato in alcune forme secondarie o terziarie di iperparatiroidismo.
- Paratiroide ectopica: ghiandola situata in una sede meno comune, talvolta più profonda nel collo o al di sotto della clavicola.
- Patologia tiroidea associata: noduli, gozzo o tiroidite possono essere rilevati durante lo studio del collo e possono influenzare il percorso diagnostico o chirurgico.
- Reperti non conclusivi: l’ecografia può non identificare una paratiroide patologica, soprattutto se molto piccola, profonda, ectopica, localizzata nel mediastino, dietro trachea o esofago, oppure in caso di coinvolgimento di più ghiandole.
Un’ecografia negativa non esclude l’iperparatiroidismo e non invalida una diagnosi già definita dagli esami del sangue. Analogamente, un reperto ecografico suggestivo non conferma da solo la diagnosi: l’imaging localizza una possibile ghiandola patologica, mentre la diagnosi di iperparatiroidismo è biochimica.
Il Centro di Endocrinochirurgia
Ecografia e altri esami
L’ecografia si integra con gli esami di laboratorio e, nei casi appropriati, con altre metodiche di imaging. La scelta dipende dal tipo di iperparatiroidismo, dalla necessità di programmare un intervento e dalla presenza di esami precedenti non conclusivi.
Esami del sangue
A cosa servono: confermano o escludono l’alterazione del metabolismo calcio-fosforo e del PTH.
Quando possono essere utili: nel primo inquadramento di un sospetto iperparatiroidismo.
Ecografia del collo e delle paratiroidi
A cosa serve: identifica e localizza eventuali ghiandole paratiroidee aumentate di volume e studia la tiroide.
Quando può essere utile: per la localizzazione iniziale, la valutazione tiroidea associata e la pianificazione chirurgica.
Scintigrafia con sestamibi/SPECT-TC
A cosa serve: localizza tessuto paratiroideo iperfunzionante, anche in sede profonda o ectopica.
Quando può essere utile: in associazione all’ecografia, soprattutto prima dell’intervento.
TC 4D o TC del collo-mediastino
A cosa serve: fornisce informazioni anatomiche dettagliate e può localizzare lesioni non identificate con metodiche di primo livello.
Quando può essere utile: in caso di esami discordanti o negativi, sede ectopica, malattia persistente o recidiva.
Risonanza magnetica
A cosa serve: approfondisce il collo e il mediastino senza radiazioni ionizzanti.
Quando può essere utile: in casi selezionati, per localizzazioni non definite o quando è necessario limitare le radiazioni.
PET/TC con radiofarmaci dedicati
A cosa serve: può localizzare lesioni difficili da identificare.
Quando può essere utile: nei casi complessi, soprattutto dopo chirurgia o con imaging convenzionale inconclusivo.
La scelta di esami aggiuntivi è personalizzata. Quando ecografia e scintigrafia non sono concordanti o non localizzano con chiarezza una ghiandola patologica, lo specialista può indicare metodiche di secondo livello, come TC 4D, risonanza magnetica o, in casi selezionati, PET/TC.
Auxologico e patologie paratiroidee
Auxologico rappresenta un punto di riferimento per la diagnosi e la cura delle patologie delle paratiroidi e del metabolismo calcio-fosforo. Un percorso integrato è particolarmente importante perché un aumento del PTH può avere cause differenti e richiede una valutazione completa prima di qualsiasi decisione terapeutica.
La presa in carico può includere:
- Endocrinologi esperti nella valutazione dell’iperparatiroidismo, dell’osteoporosi e dei disturbi del metabolismo minerale.
- Specialisti in ecografia e diagnostica per immagini del collo.
- Medici nucleari per scintigrafia paratiroidea, SPECT/TC e altre metodiche di localizzazione.
- Chirurghi endocrini con esperienza nella chirurgia delle paratiroidi e nella gestione dei casi complessi o già operati.
- Nefrologi, quando l’iperparatiroidismo è associato a malattia renale cronica.
- Specialisti nella salute ossea per l’inquadramento di osteoporosi e rischio di frattura.
- Anatomo-patologi per l’analisi del tessuto rimosso chirurgicamente.
Il percorso Auxologico consente di integrare valutazione endocrinologica, dati di laboratorio, ecografia e imaging avanzato. Questo approccio aiuta a distinguere le persone che necessitano di osservazione e monitoraggio da quelle che possono beneficiare di una terapia medica o di un intervento chirurgico mirato.
Quando indicata, la localizzazione preoperatoria accurata può favorire una pianificazione chirurgica più precisa e, in casi selezionati, un approccio mini-invasivo. L’imaging, tuttavia, non determina da solo l’indicazione all’intervento: tale decisione viene definita nel contesto di una valutazione specialistica completa.
Prenota Online
Ecografia Tiroide e Paratiroidi Visita Endocrinologica Visita Endocrinochirurgica
Ecografia paratiroidi: domande frequenti
- Che differenza c’è tra tiroide e paratiroidi? La tiroide è una ghiandola situata nella parte anteriore del collo e produce ormoni che regolano il metabolismo. Le paratiroidi sono piccole ghiandole generalmente poste dietro la tiroide e producono PTH, l’ormone che contribuisce a regolare calcio e fosforo nel sangue.
- L’ecografia delle paratiroidi è dolorosa? No. È un esame esterno, non invasivo e generalmente indolore. Si può avvertire solo una lieve pressione della sonda sul collo.
- Devo essere a digiuno? No. Non è necessario il digiuno per eseguire l’ecografia delle paratiroidi.
- L’ecografia usa radiazioni? No. L’ecografia utilizza ultrasuoni, non raggi X, e non espone a radiazioni ionizzanti.
- Posso fare l’esame in gravidanza? Sì. Se clinicamente indicata, l’ecografia delle paratiroidi può essere effettuata in gravidanza e durante l’allattamento perché non utilizza radiazioni né mezzo di contrasto.
- Perché il medico mi richiede PTH e calcio prima dell’ecografia? PTH e calcio sono fondamentali per capire se esiste un’alterazione della funzione paratiroidea. L’ecografia può contribuire a localizzare una ghiandola aumentata di volume, ma non sostituisce gli esami del sangue nella diagnosi di iperparatiroidismo.
- Che cosa significa avere il PTH alto? Un PTH elevato può dipendere da diverse condizioni. Può essere associato a iperparatiroidismo primario, ma anche a carenza di vitamina D, ridotta funzione renale, ridotto apporto o assorbimento di calcio e altre cause. L’interpretazione richiede la valutazione integrata di calcio, vitamina D, funzione renale e quadro clinico.
- Che cosa significa avere il calcio alto nel sangue? Un aumento della calcemia può avere diverse cause. Se il calcio è elevato e il PTH risulta aumentato o non adeguatamente ridotto, il medico può sospettare un iperparatiroidismo primario e indicare ulteriori approfondimenti.
- L’ecografia può confermare l’iperparatiroidismo? No. L’iperparatiroidismo viene diagnosticato principalmente con gli esami del sangue. L’ecografia è utile per localizzare una possibile paratiroide patologica, soprattutto in vista di un eventuale trattamento chirurgico.
- Se l’ecografia è negativa, posso escludere una malattia delle paratiroidi? No. Una paratiroide patologica può non essere visualizzabile per dimensioni ridotte, sede profonda o ectopica, presenza di più ghiandole coinvolte o caratteristiche anatomiche individuali. In presenza di una diagnosi biochimica, il medico può indicare altre metodiche di imaging.
- Perché può essere necessaria anche una scintigrafia paratiroidea? La scintigrafia, spesso integrata con SPECT/TC, può fornire informazioni complementari all’ecografia e può risultare utile per localizzare ghiandole profonde, ectopiche o non chiaramente visibili nel collo.
- L’ecografia individua sempre tutte e quattro le paratiroidi? No. Le paratiroidi normali sono spesso troppo piccole per essere visualizzate. L’ecografia mira soprattutto a identificare le ghiandole aumentate di volume o sospette, non a dimostrare sistematicamente tutte le paratiroidi normali.
- L’ecografia può distinguere un adenoma paratiroideo da un nodulo della tiroide? In molti casi l’ecografia, integrata con ecocolordoppler e con la valutazione della sede anatomica, può suggerire l’origine paratiroidea della lesione. In situazioni dubbie, lo specialista può integrare il dato con altri esami di imaging o, in casi selezionati, con procedure mirate.
- Posso fare l’ecografia se sono già stato operato alle paratiroidi? Sì. L’ecografia può essere utile in caso di iperparatiroidismo persistente o ricorrente dopo chirurgia. Tuttavia, dopo un intervento la localizzazione può essere più complessa e possono essere necessari esami complementari.
- Cosa devo fare dopo l’ecografia? Il referto va discusso con il medico che ha richiesto l’esame o con l’endocrinologo. Presso Auxologico, la valutazione integrata dei risultati ecografici, degli esami di laboratorio e dell’eventuale imaging di secondo livello permette di definire un percorso personalizzato di controllo, terapia medica o valutazione chirurgica.
Ecografia Tiroide: Contenuti Correlati
- Ecografia tiroide e paratiroide
- Ecografia della tiroide
- Disfunzioni Tiroidee: Sintomi, Diagnosi, Cura e Intervento
- Tiroide e ipotiroidismo, sintomi nelle donne
- Esami del Sangue per la Tiroide
- Ipotiroidismo
- Centro Tiroide
- Tiroide: come influenza il nostro benessere
- Tiroide: sintomi, disturbi, cos'è, cura - Auxolive - Video
- Ipotiroidismo centrale: pronte le linee guida
- Tiroide: la chiave del benessere a tutte le età
- Tiroidite di Hashimoto: Sintomi, Cure e Fertilità
- Iperparatiroidismo Primitivo: Ossa più Fragili dopo la Menopausa
- Tiroide: il percorso multidisciplinare in Auxologico
