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Una cicatrice a forma di sorriso: la storia di Francesca e del suo tumore alla tiroide

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Visita Endocrinologica

Pubblicato il 16/09/2026

Sono grata del fatto che il carcinoma maligno che si trovava nella mia tiroide sia stato individuato in tempo, che l’abbiano rimosso e che tutto si sia risolto nel migliore dei modi possibile. L’unica cosa che mi ricorda l’operazione è la piccola cicatrice a forma di sorriso che ho alla base del collo. Lo considero un promemoria. Nei momenti di difficoltà mi ricorda che ho attraversato questo evento e che ne sono uscita.

La storia di Francesca inizia con la routine di bellezza della sera. Mentre applica la crema sul collo si accorge di un piccolo rigonfiamento a cui, però, non dà molto peso. È il suo medico di base a invitarla a fare un’ecografia di controllo, preoccupato dalla vicinanza del gonfiore alla tiroide. Il monitoraggio dura quasi due anni, fino a quando un ecografista, specializzato in endocrinologia, convince Francesca a sottoporsi all’esame dell’ago aspirato. L’Ago aspirato è un esame che indaga le protuberanze della tiroide: il medico preleva un piccolo campione di cellule e liquido dal nodulo, che viene poi inviato al laboratorio per essere analizzato. L’esame di Francesca le restituisce una triste diagnosi, il nodulo infatti è un carcinoma.

Il 90% dei tumori tiroidei è di tipo papillare, a crescita lenta e con ottima prognosi. Il restante 10-15% può avere caratteristiche più aggressive e richiedere trattamenti più intensivi. Il tumore alla tiroide colpisce più spesso le donne tra i 40 e i 60 anni e rappresenta uno dei tumori più frequenti in questa fascia d'età. Circa il 90% dei pazienti guarisce; anche il carcinoma follicolare ha buone percentuali di guarigione, mentre nel carcinoma midollare circa il 70% dei pazienti resta libero da malattia a distanza di 10 anni.

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Era un nodulo che con il tempo non era cresciuto di dimensioni e la forma aveva lasciato pensare che fosse innocuo. Quando è arrivato il momento dell’operazione il chirurgo mi ha dato due alternative: potevo scegliere l’asportazione della massa tumorale e di una parte della tiroide, con la speranza che la successiva biopsia confermasse il reale esito positivo dell’operazione; oppure potevo scegliere l’asportazione completa della tiroide, per eliminare la possibilità di avere delle recidive. E io ho scelto l’asportazione completa.

Francesca è una piccola imprenditrice, possiede una gelateria ben avviata che nel periodo della convalescenza viene portata avanti da suo marito, dal socio in affari di Francesca e dal loro personale. Ciò che invece subisce un brusco arresto è la ricerca di una gravidanza, un desiderio che si avvererà tre anni dopo. Durante la gestazione Francesca viene accompagnata passo dopo passo dalla Prof.ssa Carla Colombo, Responsabile del Centro Tiroide di Auxologico, per monitorare lo stato della terapia sostitutiva della tiroide e la somministrazione del farmaco Eutirox; ma questo sarà l’unico inconveniente di una gravidanza serena e andata a buon fine. Francesca ha da poco festeggiato il suo 45° compleanno e ha una figlia di due anni.

Per stare bene devo solo prendere una pastiglia microscopica al mattino e devo restare a digiuno per mezz’ora. Siccome sono un po’ sbadata, la domenica sera preparo la scatolata delle medicine con i giorni della settimana, per essere sicura di non saltare la terapia e neanche di prenderla doppia.

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Abbiamo chiesto a Francesca come ha maturato la serenità con cui racconta la storia del suo tumore e ci ha risposto che all’inizio la sua attenzione si era concentrata sull’esito dell’operazione chirurgica e sul rischio di perdere la voce. La paura per il carcinoma aveva bloccato il processo di accettazione della malattia e aveva spostato il focus sugli effetti collaterali della cura. Dopo l’intervento, alcuni pesanti attacchi di panico convincono Francesca che sia arrivato il momento di affrontare la malattia nella sua interezza, con un sostegno psicologico. La terapia le permette di acquisire più consapevolezza degli eventi che ha attraversato e oggi racconta il cammino che ha percorso con la fiducia che possa essere di esempio per chi sta affrontando una situazione simile o non sia convinto dell’importanza di praticare la prevenzione.

Durante il mio percorso di cura ho conosciuto altre persone nella mia stessa condizione, cioè con le idee poco chiare sul valore centrale che la tiroide ha per il nostro corpo. A proposito del tumore al seno, per esempio, sappiamo quali sono gli esami di screening da fare e conosciamo la loro importanza. In ambito tiroideo, invece, una persona scopre di avere la tiroide solo nel momento in cui la tiroide ha qualcosa che non va.


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