Cura dell'anoressia a Piancavallo: la storia di Maria Beatrice raccontata da mamma Arianna
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Visita Psichiatrica DCAPubblicato il 23/03/2026
Quello che direi a una mamma, come me, è di non sottovalutare i piccoli segnali di un disturbo alimentare. Quelli che ci fanno impensierire, che le persone accanto a noi tendono a sminuire. Mi hanno detto che esageravo, che ero diventata apprensiva. Io mi sentivo una pazza, ma negli occhi di mia figlia non c’era più quella luce vitale che la caratterizzava. L’anoressia e la perdita di peso sono il risultato di un processo mentale che inizia molto prima. Alla luce dei miei errori, vorrei dire a tutte le mamme e a tutti i papà di non sottovalutare neanche i piccoli cambiamenti e di andare subito da uno specialista”.
Arianna Gnutti è l’autrice del libro Se bastasse l’amore, edito da Edizioni Piemme. Sua figlia Maria Beatrice è stata ricoverata in Auxologico Piancavallo per anoressia nervosa quando aveva 13 anni e, ora che ne ha 18, festeggia la maggiore età pronunciando queste parole:
“Nessuno si sarebbe mai aspettato che sarei arrivata a 18 anni, per tutte le cose che sono successe”.
“Le cose che sono successe” sono proprio nel libro della madre Arianna, che ha deciso di ripercorrere gli anni della malattia di Maria Beatrice affinché altre famiglie possano trovare gli strumenti per affrontare i disturbi alimentari, malattie multifattoriali con una componente psichiatrica rilevante.
Arianna è giornalista pubblicista e docente, con una prima laurea in Lingue e Scienze della Comunicazione; una seconda in Scienze e Tecniche delle Arti e dello Spettacolo; una terza laurea in Pedagogia e ora un dottorato all’attivo. Un marito, una seconda figlia, due genitori presenti; una rete di amicizie affettuose. Una vita apparentemente perfetta viene squarciata dall’anoressia e, come racconta Arianna, è proprio la sua eterogenea formazione che le viene in aiuto perché Arianna decide di rispondere con la gratitudine: per gli strumenti che i medici le danno per comprendere l’anoressia; per i mezzi, anche economici, che le permettono di offrire le cure migliori alla figlia; per la famiglia allargata, fatta di amici e conoscenti, che si attiva per aiutarla.
L’anoressia di sua figlia Maria Beatrice è la “situazione limite” di Arianna, che cita il filosofo Karl Jaspers: Arianna può scegliere se abbandonarsi alla disperazione oppure reagire, guardando l’anoressia come un’occasione per amare di più la vita.
Ho avuto grandi momenti di disperazione, ma se sei in grado di allontanarti dal dolore e guardare gli eventi con distacco, allora capisci che il tuo compito è quello di aiutare tuo figlio affinché scelga di tornare alla vita da vivere e non da subire.
Abbiamo chiesto ad Arianna di spiegare il significato del titolo del suo libro, Se bastasse l’amore:
Il titolo l'ha suggerito mia madre, la nonna di Maria Beatrice, perché è vero che quando un figlio si ammala di un disturbo alimentare il tuo amore non basta per guarirlo. Noi genitori abbiamo l’amore ma non le competenze mediche, ed è per questo che ripeto che è necessario l’intervento degli specialisti, del lavoro sistemico di un’ équipe. Quello che abbiamo trovato in Auxologico.
Auxologico Piancavallo riesce a fare la differenza nell’esperienza di Arianna e Maria Beatrice in due modi. Il primo evento: Maria Beatrice chiede espressamente di essere ricoverata all’ospedale di Piancavallo perché una paziente, vicina di camera in un altro ricovero, le racconta la sua esperienza positiva. Il secondo evento è un’emozione che sarà in grado di condizionare positivamente il destino della bambina, allora tredicenne: il personale sanitario di Piancavallo non la fa sentire in colpa per aver ceduto all’anoressia. Su questa nuova consapevolezza, di Maria Beatrice e di Arianna, poggia tutta la loro esperienza ed è il filo conduttore del libro. Arianna ricorda che:
Quell’approccio unico di far vivere le ragazze tutte insieme. Il controllo sanitario, ma senza giudizio. Il personale tutto, compresi infermieri e operatori socio sanitari, così competente. La possibilità di frequentare una cucina con la sua dietista e cucinare un piatto di ravioli, quando da un anno Maria Beatrice non mangiava più… Tutto il percorso di cura ha fatto la differenza e l’ha portata a oggi. Oggi Maria Beatrice ha 18 anni e parla in prima persona della sua esperienza con l’anoressia. Sappiamo che si tratta di un disturbo dall’andamento fluttuante ma noi siamo qui e ora guardiamo avanti.
La cura dei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) in Auxologico
Auxologico offre la possibilità di fare diagnosi rapida e precoce dei disturbi del comportamento alimentare grazie alla sua rete ambulatoriale presente a Verbania presso Auxologico Villa Caramora, a Milano presso Auxologico San Luca e negli ambulatori di Auxologico Meda. La malattia viene affrontata a livello ambulatoriale, di Day Hospital e anche di ricovero - presso Auxologico Piancavallo, a seconda della gravità e della complessità del caso.
Il Centro per i Disturbi del Comportamento Alimentare di Auxologico è specializzato nel trattamento di disturbi alimentari come anoressia, bulimia, disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating) e altri DCA, malattie che riguardano il rapporto con il cibo, l’ossessione per il peso e la propria immagine corporea.
Tutti i contenuti di Auxologico sui disturbi alimentari
Le testimonianze dei pazienti di Auxologico
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