Lo studio di Auxologico pubblicato sulla rivista CHEST

È stato recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale CHEST uno studio guidato dalla Dr.ssa Elisa Perger, ricercatrice in Malattie Apparato Respiratorio all’Università di Milano-Bicocca e dirigente medico presso il Centro di Medicina del Sonno di Auxologico con il supporto del direttore scientifico, Prof. Gianfranco Parati.
Il lavoro nasce da una stretta collaborazione multidisciplinare tra il Centro di Medicina del Sonno, diretto dalla Prof.ssa Carolina Lombardi, e il Centro di Endocrinologia e Obesità, con referente la Prof.ssa Simona Bertoli, evidenziando l’importanza di un approccio integrato nella gestione dei pazienti con obesità e disturbi respiratori del sonno.
I risultati dello studio, insieme ad analisi ancillari, sono stati inoltre presentati in occasione di importanti congressi scientifici internazionali, tra cui il congresso CHEST dell’American College of Chest Physicians, svoltosi a Boston (USA).
Cos'è la Sindrome Obesità-Ipoventilazione (OHS)
La ricerca ha valutato l’efficacia di una nuova strategia farmacologica per la sindrome da obesità ipoventilazione (Obesity Hypoventilation Syndrome, OHS), una condizione respiratoria associata all’obesità, caratterizzata da respirazione inadeguata durante il sonno che determina accumulo di anidride carbonica che, col tempo può presentarsi anche durante il giorno.
Se non trattata adeguatamente, l’OHS è associata a un aumentato rischio di:
- complicanze cardiovascolari;
- ricoveri ospedalieri;
- mortalità.
Attualmente la terapia principale è rappresentata dalla ventilazione a pressione positiva, che tuttavia non sempre è ben tollerata dai pazienti.
Lo studio: una nuova combinazione farmacologica
Attraverso uno studio clinico randomizzato, i ricercatori, in uno studio pilota hanno testato la combinazione di due farmaci con meccanismi complementari:
- acetazolamide, in grado di stimolare il drive respiratorio;
- atomoxetina, che aumenta il tono dei muscoli delle vie aeree superiori durante il sonno.
Dopo due settimane di trattamento, i pazienti hanno mostrato:
- una significativa riduzione dei livelli di anidride carbonica notturna;
- una diminuzione delle apnee durante il sonno;
- un miglioramento dell’ossigenazione notturna, senza eventi avversi gravi.
Prospettive terapeutiche
Questi risultati sono molto promettenti per lo sviluppo di nuove terapie farmacologiche per l’OHS necessitando di conferme su una popolazione più grande.
Agendo contemporaneamente su due meccanismi chiave della malattia - il controllo centrale della respirazione e il collasso delle vie aeree durante il sonno - la combinazione dei due farmaci potrebbe offrire una nuova opzione terapeutica per i pazienti che non tollerano la ventilazione notturna, aprendo nuove prospettive nella gestione clinica di questa complessa condizione.