Fibrillazione atriale: nuovi traguardi nella ricerca e nella cura

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Fibrillazione atriale: nuovi traguardi nella ricerca e nella cura

L’Unità di Cardiologia dell’Ospedale S.Luca, IRCCS, Istituto Auxologico Italiano, diretta dal Prof. Gianfranco Parati, ha recentemente raggiunto alcuni importanti traguardi nella ricerca su come migliorare ulteriormente la cura dei pazienti con cardiopatie.

In particolare, i ricercatori del Servizio di Ecocardiografia di Base e Avanzata diretto dal Prof. Luigi Badano hanno recentemente descritto una complicanza finora sottovalutata della fibrillazione atriale: l'insufficienza della valvola tricuspide che può essere così severa da creare scompenso del cuore destro.

In due serie di casi, pubblicati sulla rivista CASE e sul Journal of American College of Cardiology Cardiovascular Imaging, i ricercatori hanno dimostrato che la fibrillazione atriale è causa diretta dell’insorgenza dell'insufficienza tricuspidale attraverso la dilatazione dell’atrio destro e che, in molti casi, il pronto ripristino del ritmo sinusale attraverso la cardioversione farmacologica o elettrica è in grado di ridurre le dimensioni dell’atrio destro e ridurre o far scomparire l’insufficienza tricuspidalica.

La scoperta è stata resa possibile dallo studio della morfologia e della funzione delle strutture del cuore destro di pazienti con insufficienza tricuspidale e fibrillazione atriale con tecniche di ecocardiografia tridimensionale.

LE CONSEGUENZE CLINICHE DELLA SCOPERTA

Questa scoperta permette quindi di dare preziose indicazioni al clinico per l'inquadramento diagnostico e la cura dei pazienti che soffrono di fibrillazione atriale:

  1. è importante cercare di ripristinare aggressivamente il ritmo sinusale in tutti i pazienti con fibrillazione atriale persistente anche se di lunga durata per evitare, tra le altre complicanze, l’insorgenza di insufficienza tricuspidale che può portare a scompenso cardiaco destro; 
  2. la presenza di insufficienza tricuspidale severa e dilatazione atriale destra non sono una controindicazione al tentativo di ripristino del ritmo sinusale anche in pazienti con sintomi di scompenso;
  3. nei referti ecocardiografici del pazienti affetti da fibrillazione atriale è cruciale riportare le dimensioni (i volumi) dell'atrio destro (un dato spesso trascurato da quasi tutti i laboratori).

In un lavoro successivo (attualmente in revisione dal Journal of the American Society of Echocardiography), gli stessi ricercatori hanno evidenziato come sia il volume minimo dell'atrio sinistro (che esprime la funzione di questa camera cardiaca) il parametro più importante per predire il grado di severità dell'insufficienza tricuspidalica. Questo dato era finora sconosciuto e veniva sempre riportato nei referti il volume massimo dell'atrio destro.

Tuttavia, non tutti i pazienti hanno risposte così favorevoli alla cardioversione elettrica e molti pazienti con fibrillazione atriale dilatano di più l’atrio sinistro che non il destro.

È importante capire quali sono i fattori che determinano la dilatazione di un atrio piuttosto che l’altro e in quali casi, dopo il ripristino del ritmo, la dilatazione atriale e l’insufficienza tricuspidale regrediscano.

Questo ci consentirebbe di personalizzare l’approccio alla fibrillazione atriale e di decidere quanto sia importante riportare alla norma il ritmo, anche ripetendo più volte la cardioversione o ricorrendo a  procedure invasive.

Per questo motivo, i ricercatori hanno iniziato un protocollo di ricerca congiunto con il Laboratorio di Elettrofisiologia diretto dal Dott. Giovanni Perego che si prefigge di applicare l’ecocardiografia tridimensionale a tutti i pazienti con fibrillazione atriale candidati alla cardioversione in ritmo sinusale o all’ablazione trabnscatetere dell’aritmia.

Articolo su CASE

articolo su JACC Cardiovasc Imaging

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