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Obesità, l'opinione degli specialisti sui dati preoccupanti dell’OMS

Pubblicato il 06/05/2022 - Aggiornato il 09/05/2022

I dati relativi all’obesità in Europa diffusi il 3 maggio 2022 dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) non sorprendono i medici e i ricercatori italiani che si occupano ormai da molti decenni del fenomeno dell'obesità e di tutte le sue conseguenze cliniche e sociali.
È il caso dell’Auxologico che del problema obesità ha fatto uno dei suoi punti di forza da oltre mezzo secolo, tanto da essere tra l’altro ideatore e realizzatore del periodico Rapporto sull’obesità in italia di cuiproprio lo scorso anno, è uscita la nona edizione dedicata allo stato dell’arte nella ricerca, nella clinica e nella terapia dell’obesità, curata da oltre 40 autori tra i maggiori specialisti nazionali e internazionali del settore.

Spiega la prof. Simona Bertoli, direttore del Centro ambulatoriale obesità di Auxologico e professore ordinario di scienze dietetiche all’Università di Milano:

I dati OMS sulla prevalenza dell’obesità sono molto preoccupanti ma non stupiscono gli esperti. Da ormai molti anni si parla di pandemia dell’ obesità con profonde ricadute sulla qualità e sull’aspettativa di vita. La più recente pandemia da Covid 19, ha fatto emergere quanto  il soggetto obeso sia più fragile e vulnerabile rispetto ai soggetti normopeso. Come riportato nel rapporto obesità 2021 pubblicato da Auxologico, i dati Istat italiani sono solo poco più confortanti rispetto a quelli generali europei mostrando una prevalenza media di obesità dell’11%, con un marcato gradiente Nord-Sud e un significativo aumento della prevalenza nel sesso maschile e nei soggetti più anziani. Intorno ai 50 anni, infatti, almeno la metà della popolazione adulta risulta in eccesso di peso, e nella fascia di età 65-74 anni questa supera il 60%, con la stima più elevata di obesità pari al 15,6%.  

Prosegue la prof. ssa  Bertoli sottolineando come prevenzione e terapia siano le parole chiave per sconfiggere l’obesità. Nel 2019 L'Aula della Camera ha approvato una mozione volta a riconoscere l'obesità come vera e propria patologia cronica e questo passaggio probabilmente favorirà la svolta. Non siamo di fronte alla sconfitta della “dieta”, essa insieme all’esercizio fisico continua a rappresentare una valida strategia d’intervento ma non da sola. L’obesità è una patologia complessa e multifattoriale e per sconfiggerla serve una terapia integrata nutrizionale, psico-comportamentale e motoria che può avvalersi anche di trattamenti farmacologici e approcci chirurgici quando necessario. La nostra esperienza clinica nella cura dell’obesità e le numerose evidenze scientifiche raccolte negli ultimi decenni dimostrano che stiamo andando “dall’obesità “alle obesità” ossia forme di obesità diverse per cause e conseguenze, per ciascuna delle quale è necessario un percorso diagnostico e terapeutico altamente specializzato.

Come se non bastasse, ma è facilmente intuibile essendo l’obesità grave una malattia cronica che necessita di essere seguita per tutto l’arco della vita dei pazienti, essa ha rilevanti costi sia personali che sociali.

L'impatto dell'obesità sulla Sanità

Risponde il prof. Giovanni Fattore, professore ordinario di Health Policy presso SDA Bocconi School of Management e Università Bocconi, tra gli autori del Rapporto Obesità.

Per l’Italia si può stimare che i costi sociali dell’obesità rappresentino almeno il 4% della spesa sanitaria italiana e che il complesso dei costi sociali valga qualche punto percentuale di Pil. Pertanto, non solo l’obesità causa una drammatica perdita di anni di vita attesa e di qualità di vita, ma impoverisce le persone interessate e la società in generale sia a causa dei maggiori costi sanitari (principalmente per i rischi correlati all’obesità) sia a causa dei suoi effetti sulla capacità delle persone obese di produrre economicamente. Infatti l’obesità, essendo fattore di rischio di numerose patologie, impatta sulla perdita di giornate lavorative, sulla produttività per ora lavorata e sul prepensionamento. Dal punto di vista delle attività di ricerca è però fondamentale andare oltre. Anche rispetto alla dimensione economica, occorre individuare e testare gli interventi che funzionano, che effettivamente permettono una riduzione dell’incidenza e della prevalenza dell’obesità. Dati gli straordinari costi sanitari e sociali dell’obesità è sconvolgente la scarsa quantità di risorse destinata a contrastarla. E’ veramente irrazionale investire così poco per una condizione, l’obesità appunto, che è così importante per la salute e l’economia.

CENTRO OBESITÀ DI AUXOLOGICO

Auxologico affronta il problema dell'obesità di adulti e minori con un intervento completo, che, a seconda del grado di obesità e delle complicanze associate, può consistere in:

In casi complessi e selezionati, il percorso di cura dell'obesità può continuare con i seguenti interventi riabilitativi o chirurgici, realizzati in sedi ospedaliere:

  • ricoveri per problemi acuti o per riabilitazione presso il Centro Ospedaliero Obesità dell’Ospedale  di Piancavallo (VB);
  • interventi di chirurgia bariatrica presso l’Ospedale Capitanio di Milano. Per accedere è necessaria la valutazione a cura di uno specialista di Auxologico del Centro Chirurgia Bariatrica di Auxologico.

Oltre 60 anni di
ricerca e cura
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Dal 1958 Auxologico opera nei settori della ricerca biomedica e dell'assistenza sanitaria di alta specializzazione per assicurare ai pazienti le cure più aggiornate ed efficaci.

17 sedi in
Lombardia, Piemonte, Lazio e Romania
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Una rete integrata di strutture ospedaliere, ambulatoriali e di ricerca dedicata ai pazienti, dai più giovani agli anziani.

1.300.000
Persone/Anno
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La fiducia dei pazienti si traduce ogni anno in 4 milioni di prestazioni ambulatoriali e in 178.000 giornate di ricovero erogate da oltre 1800 professionisti sanitari.

Salute
accessibile
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