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Gruppi sanguigni e fattore Rh

Pubblicato il 30/08/2021 - Aggiornato il 05/10/2021

CHE COSA SONO I GRUPPI SANGUIGNI E IL FATTORE RH?

Il gruppo sanguigno è una caratteristica dell’individuo determinata geneticamente e non modificabile; viene classificata in base alla presenza o assenza di antigeni sulla superficie del globulo rosso.

Secondo il sistema AB0, esistono quattro gruppi sanguigni, catalogati in base alla presenza o assenza di due antigeni, chiamati A e B.

A seconda che sia presente solo uno dei due antigeni, entrambi o nessuno dei due il gruppo sanguigno verrà denominato rispettivamente ABAB o 0.

Inoltre, i gruppi sanguigni vengono classificati in base alla presenza (+) o all’assenza (-) dell’antigene Rhesus, chiamato fattore Rh: si parlerà quindi di gruppi sanguigni “Rh positivi” o “Rh negativi”. Considerando il sistema AB0 e il fattore Rh si possono individuare otto gruppi sanguigni: 0+0-A+A-B+B-AB+AB-.

DIFFUSIONE DEI GRUPPI SANGUIGNI IN ITALIA

Si riconoscono ad oggi 30 diversi sistemi di classificazione dei gruppi sanguigni, oltre agli antigeni ABO e agli antigeni Rh, che rappresentano il sistema di classificazione più diffuso, sono presenti molti altri antigeni detti anticorpi eritrocitari irregolari; come per esempio il fattore Kell, Duffy e altri antigeni di tipo Rh. Generalmente il sistema immunitario non reagisce a questi antigeni, a meno che non venga a contatto con loro a causa di trasfusioni o durante la gravidanza.

Nel nostro Paese, secondo l’Istituto superiore di sanità, la percentuale dei gruppi sanguigni è così suddivisa:

  • 0+: 39%;
  • A+: 36%;
  • B+: 7,5%;
  • AB+: 2,5%;
  • 0-: 7%;
  • A-: 6%;
  • B-: 1,5%;
  • AB-: 0,5%.

Pertanto, se il gruppo 0+ è il più diffuso, il gruppo sanguigno più raro in Italia è l’AB-.

COME SAPERE QUAL È IL PROPRIO GRUPPO SANGUIGNO?

Il gruppo sanguigno viene rilevato con un semplice esame del sangue: i globuli rossi vengono messi a contatto con anticorpi (anti-A, anti-B e anti-Rh) per verificare la presenza dei diversi antigeni e del fattore Rh..

Conoscere il proprio gruppo sanguigno è importante prima di una trasfusione o una donazione di sangue, di un trapianto d’organo o di midollo osseo. Inoltre, come verrà spiegato più avanti, è bene conoscere in particolare la presenza o assenza del fattore Rh in caso di gravidanza.

Al momento non vi sono invece evidenze scientifiche a supporto della cosiddetta dieta del gruppo sanguigno, un regime alimentare secondo il quale gli alimenti consigliati o da evitare per perdere peso dipendono dal proprio gruppo sanguigno.

COMPATIBILITÀ DEI GRUPPI SANGUIGNI

Prima di eseguire una trasfusione o una donazione di sangue, le banche del sangue effettuano un test chiamato “tipizzazione” e prove di compatibilità crociata del sangue del donatore e di quello del ricevente (nel caso di trasfusione). Questo test minimizza la possibilità di una reazione pericolosa e a volte fatale. Per esempio, se un individuo con gruppo sanguigno B riceve sangue di gruppo A, le cellule del suo sistema immunitario riconosceranno come estraneo l’antigene A e attaccheranno i globuli rossi presenti nel sangue trasfuso.

Al contrario, non contenendo antigeni A e B né il fattore Rh, il gruppo 0 Rh negativo è definito donatore universale in quanto il sangue di questo gruppo sanguigno può essere donato a qualunque individuo. Il gruppo AB Rh positivo, invece, è un recettore universale, può ricevere cioè donazioni di sangue da tutti i gruppi.

Di seguito vengono elencate nel dettaglio le compatibilità tra i diversi gruppi sanguigni:

  • A positivo può ricevere sangue di tipo A+, A-, O+, O-;
  • A negativo può ricevere sangue di tipo A-, O-;
  • B positivo può ricevere sangue di tipo B+, B-, O+, O-;
  • B negativo può ricevere sangue di tipo B-, O-;
  • AB positivo può ricevere sangue di tipo AB+, AB-, A+, A-, B+, B-, O+, O-;
  • AB negativo può ricevere sangue di tipo AB-, A-, B-, O-;
  • O positivo può ricevere sangue di tipo O+, O-;
  • O negativo può ricevere sangue di tipo O-.

COSA DETERMINA IL PROPRIO GRUPPO SANGUIGNO?

Il gruppo sanguigno dei figli è determinato da quello dei genitori. In gravidanza possono però verificarsi problemi di compatibilità dei gruppi sanguigni se la madre è Rh- e il bambino Rh+. In questo caso, l’organismo della madre potrebbe sviluppare anticorpi contro l’antigene Rh che, attraverso la placenta, possono danneggiare i globuli rossi del bambino e causare la malattia emolitica del neonato, una patologia che nei casi più gravi può portare alla morte intrauterina del feto.

GRUPPI SANGUIGNI E GRAVIDANZA

Per valutare il rischio di insorgenza di un’anemia emolitica feto-neonatale, viene effettuato il test di Coombs indiretto, un semplice esame del sangue che permette di individuare la presenza di anticorpi anti-Rh (o anti-D) nella madre. Se sono assenti, il risultato del test di Coombs indiretto sarà considerato negativo e la gestante sarà sottoposta alla cosiddetta immunoprofilassi anti D, che consiste nella somministrazione di immunoglobuline umane anti-D, ossia un particolare derivato del sangue che previene la formazione di anticorpi materni contro i globuli rossi del bambino Rh positivo. Generalmente le immunoglobuline Rh vengono somministrate alla mamma intorno alla 28° settimana di gravidanza e poi nuovamente circa 72 ore prima del parto.

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