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Studio Elettrofisiologico

Tariffe Smart, Plus, Convenzioni

Visita Cardiologica - Aritmia

Pubblicato il 05/05/2017 - Aggiornato il 26/01/2026

Dott. Giovanni Battista Perego

Direttore U.O. Unità di Terapia Intensiva Coronarica (UTIC) - Auxologico San Luca

Direttore U.O. Pronto Soccorso ad indirizzo cardiologico - Auxologico San Luca

Direttore Centro Aritmie

Studio elettrofisiologico: cos’è e a cosa serve

Lo studio elettrofisiologico (SEF) è un esame invasivo che permette di analizzare in modo dettagliato il funzionamento elettrico del cuore. Attraverso l’introduzione di sottili cateteri all’interno delle cavità cardiache, il cardiologo-elettrofisiologo può registrare i segnali elettrici “dall’interno” e valutare come l’impulso si genera e si propaga, identificando eventuali anomalie responsabili di aritmie.

Cono sono le aritmie cardiache


Che cosa si intende per studio elettrofisiologico

Lo studio elettrofisiologico è una procedura eseguita in sala di elettrofisiologia, in anestesia locale e, quando necessario, con sedazione. I cateteri vengono inseriti generalmente attraverso una vena (più spesso a livello inguinale) e guidati fino al cuore, dove registrano l’attività elettrica con elevata precisione.

In alcuni casi l’accesso vascolare può avvenire anche a livello giugulare. La procedura viene solitamente eseguita sotto guida radioscopica, ma in centri con esperienza e dotati di tecnologie dedicate può essere effettuata anche con tecnica a raggi zero.

Durante l’esame è possibile:

  • misurare i tempi di conduzione tra le diverse strutture cardiache;
  • valutare la funzione del nodo del seno e del nodo atrioventricolare;
  • ricercare vie anomale o circuiti responsabili di tachicardie.

Quando può essere utile

Lo studio elettrofisiologico può avere finalità diverse, in base al problema clinico.

  • Strumento diagnostico in caso di sintomi senza diagnosi chiara: in alcuni pazienti sono presenti sintomi come svenimenti, capogiri, palpitazioni o episodi di battito improvvisamente accelerato, ma gli esami standard (ECG, Holter, ecocardiogramma) non consentono di arrivare a una diagnosi definitiva. In questi casi lo studio elettrofisiologico può aiutare a chiarire l’origine del disturbo e a identificare eventuali alterazioni della conduzione o aritmie non documentate;
     
  • Procedura propedeutica all’ablazione delle aritmie: lo studio elettrofisiologico è spesso il primo passo per trattare molte aritmie con ablazione transcatetere. Durante l’esame, infatti, è possibile riprodurre in modo controllato l’aritmia e comprenderne il meccanismo, così da localizzare con precisione il punto o il circuito da trattare. In numerosi casi, studio elettrofisiologico e ablazione vengono eseguiti nella stessa seduta;
     
  • Stratificazione del rischio in alcune patologie: in specifiche condizioni cardiologiche, lo studio elettrofisiologico può essere utilizzato per valutare il rischio di aritmie potenzialmente pericolose e guidare le decisioni terapeutiche, ad esempio l’indicazione a impianto di defibrillatore o altre strategie di prevenzione.

L'Ablazione Transcatetere delle Aritmie


Dove viene eseguito

Lo studio elettrofisiologico è una procedura specialistica che viene eseguita presso il Laboratorio di Cateterismo dell’ospedale Auxologico San Luca di Milano, che dispone di tecnologie avanzate per la registrazione dei segnali elettrici e la valutazione accurata dei meccanismi aritmici.

L'Unità Operativa di Elettrofisiologia


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