Terapia di Resincronizzazione Cardiaca (CRT)
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Visita Cardiologica con ECG - AritmiaPubblicato il 09/06/2017 - Aggiornato il 26/06/2026
Cos’è la Terapia di Resincronizzazione Cardiaca (CRT)
La Terapia di Resincronizzazione Cardiaca (CRT) utilizza un pacemaker o un defibrillatore biventricolare per ripristinare la contrazione coordinata dei ventricoli nei pazienti con scompenso cardiaco e dissincronia elettrica.
L’obiettivo è migliorare la funzione di pompa e la qualità di vita.
Scompenso o Insufficienza Cardiaca
Come si svolge la procedura
La procedura prevede l’impianto di un dispositivo biventricolare (CRT-P o CRT-D), collegato a tre elettrocateteri posizionati nell’atrio destro, nel ventricolo destro e in una vena del ventricolo sinistro attraverso il seno coronarico.
Stimolando entrambi i ventricoli in modo coordinato, il dispositivo ripristina una contrazione simultanea e più efficiente.
L’intervento si esegue in anestesia locale e dura circa 1–2 ore.
Il miglioramento clinico si manifesta nelle settimane successive.
Alcuni pazienti mostrano un miglioramento marcato (superresponders), altri una risposta più modesta (non responders), non sempre prevedibile prima dell’impianto.
Rischi, benefici e alternative alla CRT
La CRT è una procedura sicura, con rischi bassi (ematoma, infezione, dislocazione elettrodi).
I benefici comprendono miglioramento della contrattilità ventricolare e dei sintomi di scompenso cardiaco.
L’alternativa è la sola terapia farmacologica.
Come accedere alla procedura CRT
La CRT viene proposta dopo valutazione specialistica aritmologica e cardiologica.
Il follow-up regolare e il telemonitoraggio remoto permettono di ottimizzare la stimolazione e verificare la risposta clinica.
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