I risultati della Tangoterapia sul Parkinson
Pubblicato il 29/12/2025
Sono un ballerino di tango dal 1998 ma non avevo pensato di prendere l’abilitazione per l’insegnamento fino a quando non ho incontrato le prime persone affette da Parkinson. Nel 2019 ho preso il diploma da maestro di tango e nel 2020 ho seguito il corso di abilitazione per la Tangoterapia. Non ho mai dato lezioni di tango a persone che non soffrono della malattia di Parkinson, le cosiddette persone “normali”, anche se non sono più sicuro del fatto che le persone senza malattie palesi non abbiano anche loro qualche difficoltà.
Angelo, classe ‘54, affianca Marilena Patuzzo, Coordinatore Infermieristico dell’Unità Operativa di Riabilitazione Neuromotoria in Auxologico Capitanio, nella conduzione delle sedute del servizio di Tangoterapia che Auxologico ha messo a disposizione delle persone che soffrono di depressione, ansia, malattia di Parkinson, sclerosi multipla, autismo e demenza.
Diversi studi hanno dimostrato che il tango argentino, grazie alle sue peculiari caratteristiche motorie, ritmiche, melodiche, il tipo di abbraccio e il connubio tra rigore tecnico e libertà di interpretazione, rappresenti un vero e proprio strumento di benessere. I benefici concreti che sono stati riscontrati interessano:
- la respirazione;
- la postura;
- la coordinazione;
- l’equilibrio;
- la flessibilità.
Nelle sedute di Tangoterapia il primo aspetto su cui lavoriamo è la consapevolezza della posizione del corpo. Il cambio di peso da una gamba all’altra incrementa l’equilibrio e incide sulla tendenza dei pazienti a flettere il busto in avanti, correggendola. Attraverso il ballo gli spieghiamo che l’attenzione deve stare sul qui e ora. Così i piccoli movimenti, che sembrano piccoli, diventano accelerazioni, passi in avanti e indietro, passi lunghi e passaggi più sicuri.
Tra i ricordi più cari di Angelo c’è un paziente affetto da morbo di Parkinson a cui capitava di cadere anche due o tre volte al giorno e che per camminare e mantenere l’equilibrio usava i bastoncini da sci. Dopo aver frequentato le sedute di Tangoterapia e aver ritrovato la stabilità, capitava che dimenticasse di usare i sostegni per camminare, oltre al fatto di non avere più avuto episodi di cadute.
Un altro paziente invece usa costantemente il deambulatore, ma quando arriva ad una seduta di Tangoterapia lo lascia in un angolo e raggiunge la coordinatrice Marilena Patuzzo per ballare insieme a lei senza supporti.
Abbiamo chiesto ad Angelo che cosa trova affascinante del tango e lui elenca le emozioni che scaturiscono dalla bellezza della musica, dall’interpretazione di ogni brano, dal coinvolgimento con la ballerina e dalla libertà di espressione, dato che ogni performance non è mai uguale a sé stessa. Non si smette mai di imparare, aggiunge, perché con il tempo il ballerino affina i movimenti e arricchisce l’esecuzione.
Con la Tangoterapia i pazienti con Parkinson ballano. Arrivano e vanno via con il sorriso, stanno in compagnia, conoscono persone con cui condividere la quotidianità della malattia, ma non solo. Si danno appuntamento anche fuori dall’ospedale, vanno al cinema e a teatro. Si muovono meglio, vivono meglio, e per me questo è impagabile.
Tangoterapia in Auxologico, come accedere
- Necessaria prescrizione da parte di uno specialista (non necessariamente di Auxologico), in assenza della quale il paziente andrà valutato preliminarmente, attraverso una prestazione di "valutazione appropriatezza trattamento";
- È consigliato un percorso di almeno 10 sedute, ma non vincolante per l'accesso;
- Consigliati abbigliamento e calzature comode.
LE TESTIMONIANZE DEI PAZIENTI DI AUXOLOGICO
Auxologico è il punto di riferimento di donne e uomini che hanno superato tumori, convivono con malattie croniche o hanno a cuore il loro benessere e la loro salute.
Qui hanno trovato diagnosi precise, cure efficaci, e hanno ricevuto l’aiuto che stavano cercando per cambiare in meglio il loro stile di vita.
Leggi le testimonianze dei pazienti e condividi le loro parole di coraggio.