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Curare l'obesità a Piancavallo: la storia di Sergio

Pubblicato il 04/03/2026 - Aggiornato il 05/03/2026

“A Piancavallo non devi andare a “dimagrire”. A Piancavallo ci devi andare per ritrovare il tuo benessere. E sono due cose molto diverse”.

Sergio, classe ‘54, ha partecipato a tre ricoveri presso lo storico ospedale di Auxologico a Piancavallo, nel 1993, nel 2009 e nel 2025. Struttura ospedaliera riconosciuta a livello nazionale come punto di riferimento e di eccellenza per la cura dell’obesità grave, è specializzata nella ricerca, cura e riabilitazione di malattie metaboliche come: l’obesità; l'anoressia; i disturbi del comportamento alimentare; i disordini della crescita; le malattie neurologiche.

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Durante i suoi soggiorni accadono tre eventi molto importanti per Sergio. Il primo è comprendere che si trova in un luogo di cura che mette al centro la persona umana e i suoi bisogni, non il mero dimagrimento, perché a Piancavallo si modella su ogni individuo il corretto regime alimentare necessario a ristabilire lo stato di salute. A questo inoltre vengono affiancate tutte le attività diagnostiche e riabilitative individuate dalle équipe per trattare le patologie croniche subentrate al sovrappeso e all’obesità.

 

Il secondo evento è la riparazione di un Magic Diary, la storica agendina elettronica degli anni ‘90. Sergio si trova a Piancavallo e sta tenendo banco al bar dell’ospedale con gli amici, pazienti che come lui hanno deciso di trascorrere un mese di ritiro sulle montagne piemontesi per riacquistare la salute perduta. Si avvicina una giovane donna che deve aver sentito dire che Sergio se ne intende di informatica: gli chiede se può riparare l’agendina e lui ci riesce. Da quel giorno non si lasceranno più. Nel 2024 hanno festeggiato 30 anni di matrimonio.

Il terzo evento è la sintesi di tutto quello che Sergio sente di aver imparato dai suoi ricoveri a Piancavallo:

Ho inventato la “mano della longevità”. L’indice è il movimento, l’importanza di fare attività fisica; il medio rappresenta la sana alimentazione; l’anulare sta per la prevenzione a qualsiasi età; il mignolo è per l’importanza di avere degli interessi. Ricordo che durante i periodi a Piancavallo ho avuto la possibilità di ascoltare altri pazienti parlare delle loro passioni per l’uncinetto o il modellismo. Avere degli interessi da condividere ci ha permesso di entrare in relazione, avere delle interazioni. E avere interazioni è fondamentale per mantenere viva la motivazione, rappresentata nella mia mano della longevità dal pollice. Senza motivazione vengono a mancare tutte e quattro le altre azioni e non ci può essere benessere.

Per Sergio è molto importante farsi le domande giuste, soprattutto quando si sta per intraprendere un percorso di salute che passa per la ricostruzione di un rapporto sano con l’alimentazione.

Il ricovero a Piancavallo è una vacanza in montagna? No. Le diverse esperienze nell’ospedale di Auxologico hanno portato Sergio a riconoscere un impegno a volte effimero di alcuni ricoverati che, beneficiando di una pausa dalla quotidianità del proprio lavoro e della propria famiglia, finivano per perdere di vista gli obiettivi di salute che si erano prefissati. Sergio fa riferimento in particolare all’attività fisica come strumento riabilitativo: tutte le indicazioni mediche vanno seguite alla lettera e la concentrazione deve rimanere alta sui progressi da raggiungere di giorno in giorno.

Si può avere “paura” del referto? No. Il resoconto dell’équipe va letto con attenzione e il responso va affrontato con fiducia. Perché è vero che le cause principali che portano all’obesità sono un’alimentazione ipercalorica e l’inattività fisica, che generano uno squilibrio tra calorie assunte e calorie bruciate; ma evitare una vita sedentaria serve anche a prevenire tutte le patologie correlate a sovrappeso e obesità che vengono spesso individuate nelle visite degli specialisti di Auxologico. Le patologie sono:

● ipercolesterolemia e aumento dei trigliceridi;
diabete di tipo 2;
ipertensione;
● sindrome metabolica;
● patologie cardiache;
ictus;
● neoplasie;
● sindrome delle apnee ostruttive durante il sonno;
● calcoli biliari;
● problemi ginecologici;
● steatosi epatica non alcolica;
● osteoartrite.

L’ultima domanda che Sergio raccomanda è questa:

Sei disposto ad avere un po’ di pazienza? Perché quando si è giovani si può stare male e guarire in poco tempo, ma con l’avanzare dell’età i tempi di recupero si allungano, e bisogna avere la pazienza di aspettare i progressi. Poi c’è chi pensa di essere già vecchio a sessant’anni. Io ne ho 71 e non voglio sentirmi vecchio, altrimenti non sarei in grado di vivere a pieno i benefici delle cure. Siate pazienti, e quando decidete di percorrere la strada del ricovero a Piancavallo, fatelo con convinzione.


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