Trattamento ragade anale

Torna indietro

Sei in AUXOLOGICO

Trattamento ragade anale

Prof. Giancarlo Roviaro

Direttore U.O. Chirurgia Generale - Capitanio - Auxologico Capitanio

Direttore Centro Chirurgia Toracica

CHE COS'È LA RAGADE ANALE?

La ragade anale è una ulcerazione localizzata prevalentemente sulla linea mediana posteriore dell’ano, la cui presenza causa spesso violenti dolori con contrattura e spasmo dello sfintere anale.

L’incidenza della ragade è uguale sia nell’uomo che nella donna.

QUALI SONO LE CAUSE?

La comparsa di una ragade può verificarsi anche in tempi molto brevi: spesso è successiva a episodi di diarrea o di stitichezza che possono provocare una piccola lacerazione della mucosa a cui consegue un ipertono dello sfintere anale.

Ne consegue pertanto un circolo vizioso: il dolore provocato al momento della defecazione, e il conseguente spasmo dello sfintere anale, determinano una stitichezza secondaria che peggiora ulteriormente i dolori al momento dell’espulsione delle feci.

QUALI SONO I SINTOMI DELLA RAGADE ANALE?

Sintomo caratteristico della ragade anale è il dolore che compare durante e dopo la defecazione, e che dura varie ore durante la giornata: spesso il dolore è molto violento, difficilmente sedabile con le comuni creme anestetiche locali.

Occasionalmente, alla fine della defecazione, può presentarsi modesta perdita di sangue rosso vivo, sia sulla carta igienica che gocciolante sul water.

COME SI EFFETTUA LA DIAGNOSI?

Il dolore post defecatorio che perdura varie ore dopo la defecazione è la caratteristica specifica della ragade anale: l’ispezione della regione anale può evidenziare immediatamente l’ulcerazione, estremamente dolente alla semplice compressione.

L’esplorazione rettale, nonostante l’applicazione di creme anestetiche, è spesso impossibile per l’intenso dolore, non tollerabile dal paziente.

QUAL È IL TRATTAMENTO PER LA RAGADE ANALE?

In circa il 30% dei casi la ragade può guarire con un trattamento locale a base di creme anestetiche applicare varie volte nella giornata, soprattutto prima della defecazione, per attenuare lo spasmo dello sfintere anale..

Inoltre nei casi di stitichezza, possono essere utili blandi lassativi, o farmaci che aumentano e fluidificano la massa fecale, per rendere più facile la defecazione.

Alcune creme anestetiche, che contengono nitroglicerina, farmaco utilizzato anche negli attacchi di angina pectoris, possono dare buoni risultati, ma la comparsa di mal di testa che spesso ne consegue, tende a limitarne l’utilizzo.

È stata utilizzata anche l’iniezione diretta della tossina botulinica per rilassare lo sfintere anale, ma i costi, esclusivamente a carico del paziente, e la necessità di dovere ripetere le iniezioni, hanno pure ridotto l’utilizzo di questa sostanza.

Un’altra metodica alternativa, non chirurgica, prevede l’utilizzo di dilatatori anali, per ridurre lo spasmo dello sfintere: questi dilatatori, di diametro progressivo e umettati di crema anestetica vengono applicati direttamente dal paziente.

Gli svantaggi legati a questa metodica sono soprattutto i tempi richiesti per il trattamento, superiori ai 30 giorni e il dolore che spesso questo può essere provocato, per cui la metodica viene abbandonata dal paziente.

IL TRATTAMENTO CHIRURGICO

Quando tutte queste possibilità terapeutiche non hanno dato i risultati richiesti, l’unica alternativa è quella chirurgica.

In alcuni casi il dolore provocato dalla ragade è così violento che il paziente richiede di essere operato con urgenza. Attualmente la procedura chirurgica di scelta è la Sfinterotomia Laterale Interna, sia per la semplicità dell’esecuzione che per la percentuale di successo, oltre il 95%.

L’intervento può essere effettuato in anestesia generale, ma più frequentemente in anestesia locoregionale spinale, come quella che viene utilizzata per ridurre il dolore nel parto.

L’intervento eseguito in Day Surgery, consiste nella sezione dello sfintere anale interno, che riduce lo spasmo dello sfintere e determina la scomparsa quasi immediata del dolore.

Con questa metodica, in un numero molto modesto di pazienti, si può verificare una parziale incontinenza, che può andare da una modesta incapacità a controllare i gas o alla minima perdita di feci: questa parziale incontinenza può verificarsi nei giorni immediatamente successivi all’intervento chirurgico e si risolve in circa una settimana.

La scomparsa del dolore della ragade compensa questo piccolo inconveniente, che è per altro raro nel suo verificarsi.

Il dolore conseguente all’intervento chirurgico è trattabile con i comuni farmaci analgesici ed il paziente può riprendere la sua attività lavorativa dopo alcuni giorni o una settimana.

DOVE IN AUXOLOGICO

Questo intervento viene eseguito in Auxologico Capitanio dall'Unità Operativa di Chirurgia Generale.

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI