Il tessuto adiposo epicardico avrebbe un ruolo nel peggioramento del quadro clinico dei pazienti Covid

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Il tessuto adiposo epicardico avrebbe un ruolo nel peggioramento del quadro clinico dei pazienti Covid

La Dott.ssaCamilla Torlasco, cardiologa afferente all'Unità Operativa di Cardiologia di Auxologico San Luca, insieme a un gruppo di ricercatori coordinati dal Prof. Gianfranco Parati, ha pubblicato uno studio scientifico, promosso da Cedars Sinai, che dimostra che il tessuto adiposo epicardico (il grasso viscerale che circonda il cuore) è associato alla polmonite e agli esiti avversi nei pazienti con Covid-19.

UNA NUOVA IPOTESI 

Il tessuto adiposo epicardico (EAT) può influenzare la funzione del cuore e delle arterie coronarie attraverso la secrezione di molteplici mediatori, e agire come un organo endocrino in grado di modulare l’ambiente metabolico sia delle arterie coronarie che del tessuto cardiaco.

È già nota un'associazione tra il volume di EAT misurato con tomografia computerizzata e la funzione polmonare, sia in soggetti sani che in soggetti con patologie. Inoltre, il tessuto adiposo epicardico è più rappresentato in pazienti con multipli fattori di rischio cardiovascolare, e si associa a una maggiore concentrazione di marker di infiammazione circolanti.

In corso di infezione da SARS-CoV-2 si verifica una risposta infiammatoria immuno-mediata, ed è stato ipotizzato che il tessuto adiposo epicardico possa trasferire questa infiammazione al cuore.

OBIETTIVI DELLO STUDIO

Scopo di questo lavoro è stato valutare, attraverso l’analisi di un registro internazionale multicentrico di pazienti ospedalizzati affetti da COVID-19, l’associazione tra la quantificazione tramite TAC toracica di tessuto adipodo epicardico, la gravità della polmonite e l’esito dell’infezione.

L’analisi clinica è stata eseguita su 109 pazienti con infezione da SARS-CoV-2 che sono stati sottoposti a TC toracica durante la degenza.

I parametri per la valutazione di EAT (volume e attenuazione), nonché l’estensione della polmonite, sono stati misurati utilizzando un software basato sull’intelligenza artificiale (“deep learning”).

L’outcome primario era il peggioramento clinico (inteso come necessità di ricovero in terapia intensiva, necessità di ventilazione meccanica o terapia con vasopressori) o decesso intraospedaliero.

I RISULTATI 

I risultati hanno mostrato come EAT misurato su TAC toraciche sia associato in modo indipendente all’estensione della polmonite e al verificarsi di peggioramento clinico e/o decesso intraospedaliero in pazienti affetti da COVID-19.

La ricerca prosegue per capire come utilizzare questa informazione per stratificare il rischio dei pazienti durante gli stadi precoci di malattia.

LEGGI L'ARTICOLO SCIENTIFICO

LA U.O. DI CARDIOLOGIA DI AUXOLOGICO

L'Unità Operativa di Cardiologia dell'Ospedale San Luca, a direzione universitaria (Prof. Gianfranco Parati, Università di Milano-Bicocca), è specializzata in:

  • gestione tempestiva di eventi cardiaci acuti (cardiologia interventistica);
  • gestione del paziente cardiologico che presenta riacutizzazioni di patologie croniche;
  • monitoraggio di pazienti cronici per prevenire recidive;
  • riabilitazione cardiovascolare di pazienti usciti da un evento acuto e di pazienti post chirurgici o affetti cardiopatie croniche, in particolare da insufficienza cardiaca, una volta ristabilizzati dopo un episodio di scompenso acuto e altre malattie croniche;
  • prevenzione delle malattie cardiache e dei fattori di rischio cardiovascolare associati.

Articolo del 13/01/2021, revisionato il 19/01/2021.