Focolai, contagi di ritorno, diffusione aerea del Covid

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Focolai, contagi di ritorno, diffusione aerea del Covid

Focolai, infezioni di ritorno, diffusione del Coronavirus tramite l'aria.

IL PUNTO SULLA SITUAZIONE DEL COVID IN ITALIA CON L'INFETTIVOLOGO

Facciamo il punto sulle ultime notizie dell'epidemia di Coronavirus in Italia con il Prof. Marco Tinelli, Infettivologo, Componente del Direttivo Nazionale della Società Italiana di Malattie Infettive e Senior Consultant di Auxologico San Luca nell'emergenza Coronavirus.

I "NUOVI FOCOLAI" DI CORONAVIRUS CI DEVONO PREOCCUPARE?

La preoccupazione per la riaccensione di nuovi focolai può essere giustificata se quanto è stato fatto per contenere l’epidemia nei mesi scorsi, con grandissimo sacrificio di tutti gli italiani, non viene più percepito come pericolo ma come un momento difficilissimo ormai passato.

Abbiamo avuto già alcuni focolai localizzati anche di decine di persone, per ora efficacemente contenuti. 

Inoltre abbiamo anche casi cosiddetti da importazione che determinano anch’essi  focolai un po' sparsi ovunque.

La movimentazione di persone tra l’Italia e altri paesi esteri, anche se molto ridotta rispetto agli anni passati, è comunque sempre fonte di potenziale contagio

Il cittadino deve essere sempre consapevole che, finchè non sarà attuata una vaccinazione di massa, la possibilità di ammalarsi o di diventare portatore sano del virus è sempre presente.

QUANTO È ALTO E PLAUSIBILE IL RISCHIO DELLE "INFEZIONI DI RITORNO"? 

La possibilità di contagi di ritorno, come abbiamo affermato, è  abbastanza elevata.

In alcune nazioni limitrofe all’Italia (es.i Balcani) i contagi per SARS-Cov-2 sono ancora molto alti e da questi paesi, come da altri molto più lontani (Asia, Africa), anche attraverso il fenomeno dell’immigrazione, si possono avere infezioni di ritorno.

L’Italia ha comunque una buona capacità di gestire questi casi adottando misure rigorose di contenimento e, se necessario, istituendo nuovamente aree limitate di cosiddetta “zona rossa” .

COSA NE PENSA DELLO STUDIO SULLA "MAGGIORE DIFFUSIONE" AEREA DEL VIRUS? 

I coronavirus sono tipicamente virus a diffusione aerogena, e quindi anche SARS-Cov-2 rientra in questa categoria.

La maggiore o minore diffusione di SARS-CoV-2 dipende da vari fattori:

  • riduzione della circolazione dovuta a misure di contenimento;
  • in estate le persone stanno meno in ambienti chiusi e comunque l’aerazione è migliore che in inverno e quindi la concentrazione del virus è più bassa;
  • i mezzi di trasporto sono controllati e sanificati come gli ambienti lavorativi;
  • molte persone hanno messo in atto norme igieniche più stringenti (lavaggio mani, distanziamento, uso di mascherine negli ambienti chiusi, ecc.). 

Un certo pericolo è rappresentato dai cosiddetti “super-diffusori”, ovvero persone con carica virale molto alta e anche asintomatici e quindi con elevata dispersione di particelle virali nell’aria e negli ambienti.

Ancora una volta la consapevolezza del rischio di non avere ancora superato del tutto l’epidemia non deve far cadere l’attenzione.

Un’altra indicazione fondamentale per la prevenzione è essere estremamente attenti nell'organizzare la sorveglianza epidemiologica utilizzando anche i tamponi e test sierologici rapidi e semplici da eseguire.

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