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Covid e ipertensione: la ricerca di Auxologico

Pubblicato il 21/01/2022 - Aggiornato il 24/01/2022

Il contributo di Auxologico alla ricerca su ipertensione e Covid

Un importante lavoro scientifico, alla cui realizzazione ha preso parte anche Auxologico, è stato pubblicato dal “Journal of Hypertension” e realizzato con l’Ospedale Papa Giovanni di Bergamo, riguarda l'impatto prognostico dei farmaci antiipertensivi (sartani e ace inibitori) in pazienti affetti da Covid-19 in modo grave. Utilizzando i dati dell’ospedale al centro dell’ondata pandemica più grave durante il 2020, con tasso di mortalità elevatissimo, è stato dimostrato per la prima volta, con dati clinici (differenze di mortalità) – e non solo con dati amministrativi – il ruolo che questi farmaci per l'ipertensione effettivamente svolgono nel determinare il rischio di morte nei pazienti Covid.

«Va ricordato», commenta il prof. Gianfranco Parati, Direttore scientifico di Auxologico che ha preso parte alla ricerca, «che qualche sciagurato aveva detto nel 2020 che questi farmaci spalancano la porta al virus, generando panico tra gli ipertesi. La nostra ricerca mostra invece una fortissima interazione positiva tra effetto di questi farmaci ed età. Nei soggetti più giovani (sotto i 68 anni nel nostro caso) il rischio resta basso, indipendentemente dall’assunzione o meno di questo farmaci. Nei soggetti più anziani  (sopra i 68 anni nel nostro studio) chi assume questi farmaci non solo non è a rischio maggiore, ma addirittura mostra una riduzione della mortalità in ospedale o appena dopo la dimissione del 29% per entrambe le classi di farmaci combinate, riduzione più evidente per i farmaci della classe dei sartani. Quindi le raccomandazioni date dalle società scientifiche agli ipertesi di non sospendere la terapia anti-ipertensiva in atto sono rinforzate dai nostri dati clinici che provengono da una coorte di pazienti ad altissima mortalità».

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