Coronavirus: 10 domande all'infettivologo

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Coronavirus: 10 domande all'infettivologo

10 domande all'infettivologo sul #Coronavirus: Auxologico fa il punto sulle tante informazioni che circolano sul Covid con il Prof. Marco TinelliInfettivologo, Componente del Direttivo Nazionale della Società Italiana di Malattie Infettive e Senior Consultant di Auxologico.

1. È VERO CHE IL VIRUS STA DIVENTANDO PIÙ BUONO?

"Non direi più buono, sta diventando meno aggressivo in quanto le misure di contenimento che sono state messe in atto da tempo hanno diminuito la circolazione del virus quindi hanno diminuito anche una carica virale che era molto più alta. Addirittura un paziente era in grado di infettare fino a tre o addirittura cinque persone. Adesso la situazione è completamente cambiata per cui virus è lo stesso ma in realtà sembra più buono perché è meno aggressivo e la patologia si riesce più a contenere rispetto all'inizio della pandemia."

2. L'UTILIZZO DELLE MASCHERINE È ANCORA NECESSARIO?

"Dipende dove: all'aperto laddove non c'è un assembramento di contatti stretti e prolungati non credo che ci sia la necessità di usare ancora la mascherina, che però si rende necessaria quando si entra in ambienti chiusi. Con queste piccole precauzioni, molto importanti credo che si possa riprendere un'attività quasi come prima della pandemia."

3. I BAMBINI SONO MENO CONTAGIOSI?

"I bambini non sviluppano una carica virale tale da essere paragonabile all'adulto, all'anziano, quindi possono essere contagiosi ma certamente in misura molto minore rispetto agli adulti. La preoccupazione che si contagino tra di loro è quindi estremamente bassa. Il dibattito è ancora aperto ma la maggioranza degli specialisti tende a considerare il contagio tra bambini estremamente basso, se non nullo."

4. GLI ASINTOMATICI SONO CONTAGIOSI?

"Gli asintomatici sono contagiosi. Nella fase attuale la contagiosità può essere ridotta dalla carica virale in circolazione, ma l'asintomatico presenta comunque una quota di  contagiosità per terzi. In questo frangente è importante monitorare le persone con cui sono stati a contatto per effettuare un tampone non prima di 5, 7 giorni dal contatto con il paziente riconosciuto asintomatico."

5. QUALI PRECAUZIONI UTILIZZARE QUANDO SIAMO AL MARE?

"Non ci sono assolutamente rischi per chi vuole fare il bagno al mare, anche perché l'acqua diluisce il virus ed è in grado anche di inattivarlo. In spiaggia è necessario prendere le stesse precauzioni che si prendono all'aperto, quindi non c'è bisogno di usare mascherina, a meno che non si verifichi una situazione di assembramento."

6. QUALI RISCHI SI CORRONO IN PISCINA?

"A bordo piscina distesi a prendere il sole valgono le stesse regole del mare e di distanziamento in caso di assembramenti. Non c'è bisogno dell'uso della mascherina quando si sta distesi in piscina, esattamente come si verifica al mare. E' consigliato portarsi un sacchetto dove mettere i propri indumenti per evitare che vengano a contatto con quelli di altre persone. Inoltre è buon uso igienizzare gli indumenti una volta che si torna a casa. Per quanto riguarda il bagno in piscina, i rischi non ci sono perché le piscine vengono da sempre igienizzate con cloro, che inattiva il virus".

7. ASSISTEREMO AD UNA NUOVA ONDATA DI CONTAGI IN AUTUNNO?

"Ormai siamo in grado di fare una diagnosi rapida, siamo in grado di isolare i contagiati e i contatti in maniera corretta. Questo direi che limita tantissimo che si assista ad una ondata  come a marzo. Ci potranno essere dei focolai più o meno grandi che però saranno soggetti a immediato provvedimento con le misure che conosciamo. Questo ci consente di produrre una sicurezza che prima non potevamo avere. Non posso dire che non ci sarà una nuova ondata, ma posso dire che comunque saremo in grado di contenerla molto più efficacemente di prima".

8. A CHE PUNTO È LA PRODUZIONE DI UN VACCINO?

"Di vaccini ormai ce ne sono tanti, addirittura 130 circa. Circa dieci vaccini sono stati identificati come potenziali candidabili alla somministrazione di massa, di cui circa quattro sono in una fase di sperimentazione avanzata. In europa ne abbiamo due, uno italo-inglese e uno tedesco. Il primo tipo, quello italo-inglese è a buon punto: in base a qualche dato preliminare che è stato pubblicato in cosiddetto pre-print, sembra che dia ottimi risultati. Direi che siamo sulla buona strada, per cui rispetto all'inizio ormai sappiamo che arriveremo ad una fine, avendo l'arma più completa e importante per quanto riguarda il controllo delle malattie infettive in generale, cioè il vaccino". 

9. PERCHÈ È IMPORTANTE VACCINARSI CONTRO L'INFLUENZA STAGIONALE?

"Contro l'influenza stagionale è sempre importante vaccinarsi. Dopo questa epidemia ancora di più è importante eliminare il più possibile questa azione confondente del virus influenzale, facendo la vaccinazione. Risulta veramente utile a noi che potremmo avere ancora qualche caso, speriamo il meno possibile, durante la fine dell'autunno e l'inizio dell'inverno. Il problema è che purtroppo poca gente si vaccina, e questo è un gravissimo handicap che l'Italia ahimè ha più degli altri paesi. Mi auguro che questa volta visto quello che è successo si stimoli sempre più la popolazione a vaccinarsi".

10. QUANDO POTREMO TORNARE ALLA NORMALITÀ?

"Dipende da quanto sarà attuata e allargata al maggior numero delle persone la vaccinazione di massa. A questo punto si svilupperà quella famosa cosiddetta immunità di gregge, che consentirà a molte persone di essere protette anche se non sono vaccinate perché si proteggeranno altre, vaccinandosi. In questo modo si impedirà una grande circolazione del virus e non ci sarà più bisogno di fare più nulla. E' evidente che poi il virus, come tutti i virus, potrebbe anche rimanere a lungo in circolazione. Con questo sistema casi come quelli che abbiamo visto fino adesso non dovrebbero esserci più e riprenderemo la nostra vita normale. Tutto questo non credo che si possa verificare prima del 2021, forse alla fine."

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