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Cuore e diagnosi corrette: la storia a lieto fine di Luciano

Pubblicato il 01/09/2022

Per 40 anni ho ricevuto la diagnosi sbagliata. In Auxologico mi hanno curato in 5 mesi.

Le prime palpitazioni sono arrivate quando Luciano aveva solo 19 anni e stava preparando l’esame di maturità. Ai tempi si dà la colpa allo stress per le prove, ma non basta a spiegare il malessere costante e viene ricoverato all’Ospedale di Udine. Dopo un mese di accertamenti l’esito della dimissione è ipertensione arteriosa essenziale.
Passano gli anni: dopo la prima laurea in filologia greca, la seconda laurea in economia e commercio fa spostare Luciano dal Friuli a Verona, Bologna e infine a Milano dove si stabilisce con la moglie. In tutte le città cerca un cardiologo di riferimento che mantenga monitorati i suoi parametri e possa consigliargli una soluzione, ma non cambia nulla fino al 2021.

La prima visita con Auxologico è stata casuale. Volevo uscire dai soliti circuiti diagnostici e trovare un nuovo cardiologo. In Auxologico Capitanio hanno avuto l’intuizione che la pressione alta poteva essere legata ai valori bassi di potassio e che andava indagato l’aldosterone, un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali. Gli esami mi restituiscono i valori di aldosterone quattro volte più alti del livello massimo. Preoccupato entro in contatto con l’équipe specializzata in ipertensione di Auxologico San Luca e conosco quello che è diventato il mio specialista di fiducia: il Dott. Martino Pengo.

Il percorso in Auxologico fa emergere la connessione tra l’ipertensione e il sistema endocrino di Luciano.

Quando sono entrato nello studio del Dott. Pengo mi ha accolto con la mia cartella sulla scrivania, dicendomi che sapeva già tutto di me. Ho pensato di aver trovato la persona giusta, che ha attenzione per il paziente.

La risonanza magnetica mostra un adenoma sul surrene sinistro e il caso di Luciano viene inviato al Dott. Iacopo Chiodini, Responsabile del Centro Diabetologia, del Centro Osteoporosi e del Centro Malattie del Metabolismo Osseo e Diabete. Analizzati gli esami chimici e radiologici, il Dott. Chiodini propone la rimozione del surrene. A febbraio del 2022 Luciano viene operato dal Dott. Andrea Cestari, Direttore dell’Unità Operativa di Urologia e Andrologia. Da ottobre 2021 a febbraio 2022 la vita di Luciano era completamente cambiata. 

Pochi mesi dopo l’operazione ho potuto sospendere ogni terapia ipotensiva: finalmente potevo considerarmi non più iperteso. Convivere con la malattia è stato difficile, da giovane vivevo con una paura costante. I medici mi dicevano che potevo vivere fino ai 40 anni e che poi “vedremo cosa succede…”. Ho sofferto di crisi d’ansia, attacchi di panico. Durante le riunioni temevo di sentirmi male e di spaventare le persone accanto. Ho sempre preferito guidare accompagnato, perché temevo le palpitazioni alla guida. La nascita di mio figlio Giuliano, la continua vicinanza di mia moglie Lucia e un supporto psicologico mi hanno aiutato a tenere sotto controllo la paura, ma gli effetti collaterali si sono fatti sentire anche su altri organi, come i reni.

Luciano ha festeggiato da poco la terza laurea in filosofia e ha condiviso la gioia per il risultato anche con il Dott. Pengo. 

Il medico non è solo un potere che si manifesta tramite un camice bianco. Il rapporto umano e la capacità di dialogare sono fondamentali. Ricordo tutto il personale sanitario, e non, che ho incontrato in reparto: si sono presi cura di me con grande affetto. Credo sia una pratica comune di Auxologico e per questo è diventato un punto di riferimento anche per altri malanni, che mi son rimasti in eredità o che arrivano per l’età. 


Oltre 60 anni di
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18 sedi in
Lombardia, Piemonte, Lazio e Romania
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