Responsabilità sociale nella fase 2

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APPROFONDIMENTI

A cura di

Dott. Roberto Cattivelli

Staff Servizio Psicologia Clinica

Dott.ssa Anna Guerrini Usubini

Staff Servizio Psicologia Clinica

IL SIGNIFICATO DELL'AZIONE RESPONSABILE. UN AIUTO PER LA FASE 2

Ci sono immagini che sono diventate simbolo dell’emergenza Coronavirus, dall’infermiera stremata dopo ore di lavoro, alle città deserte. Dalle saracinesche dei negozi chiuse, alle vittime della pandemia.  E poi ci sono immagini di tutt’altra portata emotiva, ma altrettanto significative come i flashmob sui balconi, i murales dedicati agli “eroi con il camice”, i tricolori esposti dalle case degli italiani, i canti intonati all’unisono per le vie delle città e i disegni dei bambini, tutti con un messaggio di speranza: andrà tutto bene.

Risposte resilienti dopo un evento traumatico, manifestazioni di vicinanza, unione e condivisione emotiva, nel nome del nostro Paese, tanto amato, per le sue bellezze, invidiato da tutto il mondo. Questo fa pensare ad una riscoperta di quella sommersa identità sociale e nazionale, che nella storia più recente non si è mai affermata così tanto come in questo periodo.

Di fronte all’inarrestabile diffusione della pandemia da Covid-19, la cittadinanza intera è stata chiamata ad un’assunzione di responsabilità civile. Il Governo ha stabilito alcune regole da seguire a cui tutti, o quasi si sono adeguati. Così, guantimascherine e isolamento sono diventati la nostra nuova quotidianità.  

Durante i mesi di reclusione abbiamo imparato che la salute è un fatto sociale oltre che individuale.Abbiamo appreso che assumere un comportamento responsabile, era l’unica via di uscita per tentare di vincere una battaglia: sconfiggere il virus.

RIPARTIRE CON PRUDENZA

Sono stati mesi duri, ma ora stiamo fronteggiando un’altra sfida, quella della ripartenza

Dal 4 Maggio è partita la cosiddetta “Fase 2”, di ripresa delle attività economiche e sociali. Una fase quanto più necessaria, per salvare il nostro Paese, ma pur sempre dipendente rispetto all’andamento dell’emergenza sanitaria. Ecco perché la parola d’ordine di questa fase è PRUDENZA.

Ripartire non significa tornare alla vita di prima o riappropriarci di un mondo uguale a come lo abbiamo lasciato. No, perché il mondo non sarà così come lo ricordiamo, e dobbiamo esserne consapevoli per poter adattarci al meglio al nuovo modo di vivere.

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UN NUOVO MODO DI VIVERE CON NUOVE REGOLE

La nostra responsabilità sociale e civile oggi ci richiede di adattarci ad un nuovo modo di vivere, nell’era del post-COVID. Un nuovo modo di vivere dove guanti, mascherine e distanziamento sociale determineranno nuove abitudini e nuovi modi di vivere, al bar, al supermercato così come al mare o al lavoro e quando si potrà, a scuola.

Nuove regole quindi per disciplinare la nostra “nuova vita”.

Ma, che cosa rappresentano per noi le regole?

Regole e limiti per i bambini sono indispensabili per imparare a comportarsi e a vivere nel mondo. Le regole però non sono sempre facili da accettare. La comprensione di una regola, e l’aderenza alla stessa mette in campo aspetti individuali, sociali e culturali molto importanti.

Per esempio, l’accettazione di una regola e la sua osservanza può dipendere dalla rappresentazione sociale della regola stessa, per cui una persona potrebbe adeguare il proprio comportamento alla regola semplicemente “perché lo fanno tutti”!

In altri casi invece quando una regola, viene percepita come una rigida imposizione, senza una chiara e valida motivazione, l’obbligo di rispettarla genera frustrazione e desiderio di ribellione.

Questo accade quando non si percepisce coerenza tra la regola e il proprio sistema di valori, principi cardine che regolano la vita di ciascuno di noi, che influenzano il nostro modo di vivere e soprattutto il nostro comportamento.

Quando invece ci approcciamo ad una regola che è coerente con il nostro sistema valoriale saremo in grado di aderirvi positivamente e comportarci in un modo che ci rispecchia, coerentemente con i nostri valori di riferimento.

REGOLE: UNA SCELTA E NON UN'IMPOSIZIONE

E allora come agire nel rispetto delle regole senza che questo venga vissuto come una imposizione, ma come una scelta consapevole che ci fa sentire bene?

Innanzitutto, riconoscere il legame che unisce le nostre azioni quotidiane con il nostro sistema di valori, come ad esempio la famiglia, il lavoro, le relazioni. E occorre cogliere le implicazioni a breve e a lungo termine dei nostri comportamenti.

Se prendiamo come esempio l’obbligo dell’uso di mascherine, potremmo riflettere sul fatto che anche se nel momento in cui la indossiamo può darci fastidio (disagio immediato), il suo utilizzo serve per proteggere noi stessi e gli altri attorno a noi. Subito ci renderemmo conto che dietro questo semplice comportamento, si cela un’azione di responsabilità sociale fondamentale per la salute dei nostri cari, oltre che per la nostra.

Infine, è importante condividere con gli altri i nostri principi per co-costruire valori prosociali e altruistici condivisi.

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