Aspetti neurologici dell'infezione da Covid-19

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APPROFONDIMENTI

A cura di

Prof. Vincenzo Silani

Direttore U.O. Neurologia e Stroke Unit - Auxologico San Luca

Direttore Centro Cefalee

Direttore Centro per i Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD)

Direttore Centro Parkinson e Disturbi del Movimento

I virus a RNA, famiglia a cui appartiene anche il nuovo coronavirus responsabile dell’attuale pandemia, sono in grado di infettare organi e sistemi ulteriori a quello respiratorio, come ad esempio il sistema nervoso. Ci sono alcuni dati preliminari a favore di una invasione del virus COVID-19 nel sistema nervoso centrale: l'infezione infatti sembra determinare un calo nella percezione dei sapori e degli odori.

Ne abbiamo parlato con il Prof. Vincenzo Silani, Professore Ordinario di Neurologia e Direttore della Scuola di Specializzazione in Neurologia dell’Università degli Studi di Milano, Direttore dell’Unità Operativa di Neurologia e Stroke Unit di Auxologico.

In questi giorni, il Prof. Silani ha preso parte alla stesura di un importante documento della Società Italiana di Neurologia (SIN), quale membro di una équipe composta da 7 tra i massimi specialisti in neurologia in Italia.

CI SONO SINTOMI NEUROLOGICI DEL CORONAVIRUS?

Studi relativi all’infezione da coronavirus suggeriscono che possa esserci un interessamento neurologico, e che il virus Sars Cov-2 possa colpire il sistema nervoso centrale e periferico nonché il muscolo.

Alcuni dei pazienti positivi all’infezione da coronavirus riportano anche sintomi neurologici quali:

  • ipo-ageusia, cioè ridotta capacità di percepire i sapori;
  • iposmia, percezione limitata o assente degli odori;
  • neuralgia o ipoestesie;
  • ipostenie flaccide;
  • mialgie;
  • cefalea;
  • vertigini;
  • disturbi dello stato di coscienza;
  • atassia, cioè difficoltà nell’eseguire movimenti volontari;
  • disturbi neurologici severi come ictus, crisi epilettiche, delirio, coma, meningoencefalite.

Si tratta di sintomi in un primo momento ritenuti secondari rispetto a quelli più “urgenti” relativi alle vie respiratorie, ma che oggi, fortunatamente anche grazie al progredire degli studi e delle scoperte sul funzionamento del nuovo coronavirus, ricevono considerazione sempre maggiore.

PERCHÈ SI PERDONO GUSTO E OLFATTO: DAL NASO AL SISTEMA NERVOSO

Tra i sintomi riportati l’iposmia - cioè una ridotta o assente capacità di sentire gli odori - suggerisce agli specialisti che il coronavirus possa, attraverso il naso, raggiungere e infettare il sistema nervoso centrale in regioni critiche della regolazione del sistema autonomo, oltre che quello respiratorio.

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"La percezione olfattiva viaggia attraverso recettori specifici all’interno della cavità nasale situati su specifiche cellule: da qui parte una via nervosa che raggiunge il bulbo olfattorio, e quindi va verso varie aree dell’encefalo in cui sono localizzati diversi centri regolatori tra cui anche quelli del respiro. L’accesso del virus potrebbe avvenire, in questo caso, secondo modalità non ancora bene definite (si parla di un trasporto assonale retrogrado, in pratica una sorta di “risalita” lungo le cellule nervose) verso queste zone".

(dall'intervista de Il Sole24Ore al Prof. Silani, 31 marzo 2020)

 

Già nel corso di epidemia di SARS infatti, vi sono state segnalazioni di disturbi comportamentali e dell’umore, che potrebbero essere collegate a questa via d'accesso al sistema nervoso.

Bisogna inoltre considerare che l’ACE2, il recettore presente nel corpo umano sensibile al coronavirus, espresso su tutto l’albero respiratorio e fondamentale per il ruolo che svolge anche nel controllo della pressione arteriosa, è stato evidenziato anche nell’encefalo, in aree coinvolte nella regolazione del sistema nervoso autonomo e della respirazione.

 

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QUAL È IL RUOLO DEL NEUROLOGO?

I neurologi sono preparati alla gestione dei pazienti affetti da malattie infettive.

Circa il 10% dei pazienti ospedalizzati per coronavirus necessita di assistenza in reparti di terapia intensiva e questo tipo di ospedalizzazione comporta anche un attento monitoraggio neurologico, per verificare l’eventuale insorgenza di problematiche neurologiche e di eventuali complicanze a distanza, post infettive.

Il ruolo del neurologo è anche quello di collaborare attivamente con gli infettivologi nell’eventuale scelta delle terapie, tenendo conto delle possibili e importanti interazioni farmacologiche, come quelle tra anti-virali e antiepilettici o anticoagulanti orali.

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