Salta al contenuto principale

NeuroCovid: le manifestazioni neurologiche del Coronavirus

Pubblicato il 23/06/2020 - Aggiornato il 12/03/2021

Oltre il 37% dei pazienti colpiti da Coronavirus anche dopo la guarigione manifesta reazioni neurologiche come stato confusionale, vertigini, mal di testa, perdita dell’olfatto e del gusto. C'è addirittura chi ha conseguenze più complesse come afasia e perdita della vista.

A questo proposito, l’Unità Operativa di Neurologia e Stroke Unit di Auxologico sta realizzando uno studio allo scopo di valutare il coinvolgimento del sistema nervoso centrale e periferico nei pazienti affetti da Covid-19mappare i casi neurocovid.

Lo studio NEURO-COVID durerà 12 mesi, ma si pone come primo obiettivo quello di fornire una fotografia nel più breve tempo possibile, ragionevolmente anche entro due o tre mesi. Seguirà un follow-up: i pazienti affetti da Covid-19 che hanno manifestato un coinvolgimento del sistema nervoso centrale o periferico saranno visitati a distanza di sei mesi per valutare le conseguenze del virus.

QUAL È L'OBIETTIVO DELLO STUDIO NEURO-COVID?

"In pazienti affetti da SARS - sottolinea il prof. Vincenzo Silani (Direttore U.O. Neurologia Auxologico San LucaCentro “Dino Ferrari” e  Professore Ordinario Università degli Studi di Milano) - era già stato osservato un cointeressamento del sistema nervoso centrale e periferico, ma il Covid-19 sembra invaderlo con una maggiore affinità rispetto ad altri Coronavirus". 

"L’obiettivo - continua il prof. Silani - è di fotografare la realtà italiana, delineando la percentuale dei pazienti in cui il virus abbia interessato anche il sistema nervoso centrale o periferico. Questo coinvolgimento ci è stato suggerito da un’analisi della letteratura cinese e dei casi verificatisi in Iran. Ma lo studio italiano potrà fare la differenza in termini di numeri: grazie al contributo ed al patrocinio della Società Italiana di Neurologia (SIN) sarà possibile raccogliere, anche in pochi mesi, casi di pazienti degenti in tutta Italia. Saranno i medici – neurologi, anestesisti, pneumologi – a compilare la check-list che abbiamo messo a punto per la raccolta dei dati".

QUALI SONO I MECCANISMI DI AZIONE DEL CORONAVIRUS?

"Il Covid-19 agisce tramite una molecola recettoriale, ACE2, che risulta ampiamente coinvolta nei meccanismi regolatori del sistema neurovegetativo e del controllo pressorio. ACE2 è anche espresso nell’encefalo e nei centri regolatori, appunto, del respiro e della pressione. Un meccanismo neuroinfiammatorio potrebbe essere alla base della disfunzione neuronale, acceso da una complessa interazione tra il virus e l’ospite".

QUALI SONO I SINTOMI NEUROLOGICI PIU' FREQUENTI DOPO L'INFEZIONE DA COVID-19?

Continua Silani: "Molti pazienti in Italia hanno riferito la perdita dell’olfatto e del gusto in modo sistematico e serio, talvolta con un postumo a lungo termine. E questo dato non era affatto emerso in modo così prorompente dal report degli scienziati cinesi. Altre complicanze sono rappresentate da accidenti cerebrovascolari o ictus, crisi epilettiche e stati confusionali. È stato osservato anche un coinvolgimento del sistema nervoso periferico con polineuropatie, come la sindrome di Guillain–Barré (che si manifesta con paralisi progressiva agli arti, di solito prima le gambe e poi le braccia, ndr) o la sindrome di Miller-Fisher (una variante rara della sindrome di Guillain-Barré, che interessa i nervi cranici, ndr). In altre parole, siamo di fronte ad uno scenario ancora da definire, un puzzle molto complesso che, per qualche strano motivo, non è emerso dalla letteratura cinese. O almeno non in modo così evidente come, al contrario, sembra accadere in Italia".

IL RUOLO DELLA RICERCA

"Sarà necessario - conclude il prof. Silaniincentivare la ricerca di base, perché sarà questa a permetterci di definire sottotipi di pazienti, così da poterli curare in modo personalizzato. Oggi si parla tanto di medicina personalizzata e anche nel caso del Covid-19 potrebbe rappresentare la strada giusta da seguire: utilizzare strategie particolari e differenti per la cura di pazienti affetti da Covid-19 con coinvolgimento del sistema nervoso, rispetto a coloro che presentano solo sintomi respiratori».

LEGGI ANCHE: ASPETTI NEUROLOGICI DELL'INFEZIONE DA COVID-19

LEGGI TUTTI GLI ARTICOLI SUL CORONAVIRUS


Oltre 60 anni di
ricerca e cura
Oltre 60 anni di
ricerca e cura

Dal 1958 Auxologico opera nei settori della ricerca biomedica e dell'assistenza sanitaria di alta specializzazione per assicurare ai pazienti le cure più aggiornate ed efficaci.

16 sedi in
Lombardia, Piemonte, Lazio e Romania
16 sedi in
Lombardia, Piemonte, Lazio e Romania

Una rete integrata di strutture ospedaliere, ambulatoriali e di ricerca dedicata ai pazienti, dai più giovani agli anziani.

1.300.000
Persone/Anno
1.300.000
Persone/Anno

La fiducia dei pazienti si traduce ogni anno in 4 milioni di prestazioni ambulatoriali e in 178.000 giornate di ricovero erogate da oltre 1800 professionisti sanitari.

Salute
accessibile
Salute
accessibile

Garantiamo un servizio di elevata qualità clinica, per tutti, sia con il Servizio Sanitario Nazionale sia in regime privato con diverse soluzioni (Tariffa Smart, Convenzioni, Plus).