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Covid-19 e salute del testicolo: quali rischi e quali conseguenze?

Pubblicato il 06/05/2020 - Aggiornato il 14/12/2021

Queste informazioni non sostituiscono in alcun modo il colloquio con il tuo medico di fiducia.

È stato dimostrato che il Covid colpisce maggiormente il sesso maschile ma ha delle conseguenze anche sulla funzione del testicolo?

Prof. Marco Bonomi

Responsabile Centro Disordini della Riproduzione e dello Sviluppo Puberale - U.O. Endocrinologia e Malattie del Metabolismo - San Luca - Auxologico San Luca

Dott. Biagio Cangiano

Staff U.O. Endocrinologia e Malattie del Metabolismo - San Luca - Auxologico San Luca

Dott. Andrea Cestari

Direttore U.O. Urologia e Andrologia - Capitanio - Auxologico Capitanio

Direttore Centro Urotecnologie

Direttore Centro Incontinenza Femminile

Conseguenze da Covid anche sul testicolo

La pandemia da Covid (SARS-COV-2) rappresenta la più importante emergenza sanitaria da diversi decenni a questa parte e verosimilmente rappresenterà anche il più importante attacco e sfida per la salute pubblica e per l’economia mondiale del secolo vigente.

L’emergenza sanitaria ci ha insegnato che l’infezione da Covid-19 ha conseguenze molto importanti sul sistema respiratorio e vascolare, la cui affezione severa rappresenta il maggior rischio di evoluzione fatale della malattia.

Se è vero che la sindrome respiratoria acuta grave e la coagulazione intravascolare disseminata rappresentano le due manifestazioni più severe dell’infezione da SARS-COV-2, ad oggi, le conoscenze in nostro possesso non ci permettono di valutare appieno le conseguenze a breve e lungo termine della malattia da Covid-19 anche su altri organi, tra i quali il testicolo.

Questo aspetto risulta di particolare importanza se si considera che l’infezione da Covid-19 si è dimostrata colpire con maggiore frequenza il sesso maschile rispetto a quello femminile. Ad oggi non sappiamo ancora il perché, ma è possibile che gli steroidi sessuali, il testosterone nel maschio e gli estrogeni nella femmina, entrambi prodotti dalle gonadi (il testicolo nel maschio e l’ovaio nella femmina) e i loro meccanismi d’azione a livello di organi e tessuti bersaglio possano influenzare l’espressione di fattori favorenti (o protettivi) l’evoluzione dell’infezione stessa.

Presso il Dipartimento di Medicina Endocrino-Metabolica è in corso un protocollo di studio specificamente mirato a meglio comprendere questo aspetto così come altri aspetti relativi al possibile effetto dell’infezione da Covid-19 sul sistema endocrino.

Covid e malattie endocrine


Il coinvolgimento del testicolo nel Covid-19

Gli studi ad oggi condotti hanno permesso di accumulare alcune evidenze rispetto al possibile coinvolgimento testicolare a seguito di infezione da SARS-COV-2 benché serviranno sicuramente studi ulteriori per poter trarre delle conclusioni definitive in merito.

Alcuni aspetti fisiopatologici noti hanno fatto inizialmente ipotizzare un possibile coinvolgimento che non sembra però, ad oggi, confermato nei fatti.

È infatti noto che il SARS-COV-2 penetri nelle cellule del nostro organismo grazie a una proteina “spike” che è in grado di determinare una modificazione strutturale della membrana esterna delle cellule infettate, creandosi così una via di ingresso nella cellula ospite dove potrà replicarsi e quindi propagare l’infezione (Wrapp, Wang et al. 2020).

Questa proteina spike, in particolare, ha un’alta affinità per un tipo di recettori di membrana che sono i recettori dell’enzima di conversione dell'angiotensina-2 (ACE2r). Ciò significa che cellule che esprimono questi recettori potrebbero essere il target del SARS-COV-2 (Chen, Guo et al. 2020, Wrapp, Wang et al. 2020).

Una specifica popolazione cellulare del testicolo, le cellule di Leydig, responsabili della produzione di testosterone, esprimono gli ACE2r. D’altro canto, l’espressione di questo recettore è stata dimostrata anche a livello degli spermatogoni, precursori degli spermatozoi, e delle cellule di Sertoli che rivestono i tubuli seminiferi del testicolo in cui avviene la spermatogenesi.

L’insieme di questi presupposti ed evidenze hanno fatto pensare che il testicolo potesse essere un possibile tessuto target di SARS-COV-2 e che potesse esserne colpito nella sua funzione ormonale e spermatica con potenziali effetti sia sulla produzione di testosterone che sulla fertilità del paziente infetto. Ad oggi però non vi è dimostrazione diretta di questa localizzazione virale.

Visita andrologica

Il testicolo può essere vittima di infezioni virali?

Si, è noto che il testicolo possa essere vittima di infezioni virali che determinano quadri di infiammazione testicolare acuta (orchite acuta) con anche postumi successivi che colpiscono sia la funzione ormonale che spermatica del testicolo stesso.

In particolare, ha rivestito una specifica preoccupazione l’evidenza dalla letteratura scientifica che un altro tipo di coronavirus, il SARS-COV, che ha un 80% di similitudine con il nuovo SARS-COV-2, sia stato responsabile di alcuni casi di orchite acuta (Xu, Qi et al. 2006, Chen, Guo et al. 2020). Questo aveva fatto inizialmente ipotizzare la possibile presenza di quadri simili anche a seguito di infezione di SARS-COV-2. Fortunatamente, ad oggi non è stata descritto un quadro di infezione testicolare acuta conseguente a infezione di SARS-COV-2. D’altro canto, non è al momento possibile escludere che l’infezione da SARS-COV-2 possa invece determinare quadri di orchite non tanto conseguenti al danno da infezione diretta quanto a un danno ischemico dovuto a fenomeni vasculitici che sono spesso associati a questa infezione.


Impatto del Covid sul testicolo: servono più studi?

Si, sono sicuramente necessari ulteriori studi per chiarire meglio una serie di tematiche relative all’impatto del Covid-19 sul testicolo. Le società scientifiche andrologiche nazionali e internazionali si sono già attivate per portare avanti studi rigorosi di cui già vediamo i primi frutti e che permetteranno di capire più a fondo le differenze di suscettibilità tra maschi e femmine e quali conseguenze possa avere l’infezione da Covid-19 sulla funzione endocrina e spermatogenetica dei soggetti guariti dall’infezione.

Un primo dato emerso da questi recenti studi ha permesso di dimostrare che a seguito di infezione da SARS-COV-2 sia possibile osservare alcune alterazioni della qualità del liquido seminale dei soggetti che hanno contratto il virus, verosimilmente conseguenti allo stato infiammatorio generato dalla malattia stessa (Morselli S, et al 2021; Tiwari S, et al 2021).

Andranno quindi valutati attentamente i possibili risvolti in termini di insorgenza di quadri di ipogonadismo maschile e/o di infertilità conseguenti all’infezione, in particolare nei soggetti giovani e in età fertile.

Solo studi rigorosi, già in atto e prossimi, a cui anche il nostro Istituto parteciperà, permetteranno di rispondere ai quesiti sopraesposti con evidenze scientifiche sempre più solide.

Ci si chede anche se esiste il rischio di trasmissione del Covid-19 per via sessuale. Gli studi attuali non hanno mai dimostrato presenza di SARS-COV-2 nel liquido seminale dei soggetti affetti o dei soggetti guariti da infezione da Covid-19 (Corona, G et al 2021; Banihani, SA et al 2021). Le cellule spermatiche sembrano quindi rappresentare un ambiente sfavorevole alla penetrazione e alla replicazione del virus (Lee, D 2021). Questo sembra escludere la possibile trasmissione per via sessuale.

Per quanto riguarda inoltre gli effetti della vaccinazione Covid sulla spermatogenesi, i dati disponibili non sembrano evidenziare alcun potenziale effetto negativo della vaccinazione sulla qualità del liquido seminale dei maschi vaccinati. In particolare, un recente studio condotto su una popolazione di maschi israeliani, sottoposti a vaccino a mRNA, ha mostrato che i parametri dello sperma dopo la vaccinazione Covid-19 erano all'interno degli intervalli di riferimento stabiliti dall'OMS e non riflettevano alcun effetto dannoso della vaccinazione stessa sugli spermatozoi (Lifshitz, D et al 2021). I risultati rafforzano quindi l'idea che il vaccino SARS-COV-2 sia sicuro e dovrebbe essere raccomandato agli uomini che desiderano concepire in quanto i parametri seminali non mostrano alcun effetto dannoso causato dalla vaccinazione.

Un consiglio per gli uomini

Il consiglio è sempre di prendersi cura della propria salute sessuale e di prestare attenzione a eventuali segni e sintomi che possono indicare una ridotta funzione testicolare. In particolare, non vanno sottovalutati sintomi quali una riduzione del desiderio sessuale, la mancanza o netta riduzione di erezioni spontanee (notturne o al risveglio), il deficit erettile e/o l’alterazione di quantità e qualità del liquido seminale. Queste caratteristiche potrebbero indicare una disfunzione testicolare. D’altro canto, la presenza di un dolore in sede scrotale è un altro possibile campanello di allarme che potrebbe indicare un danno o una sofferenza degli organi in questa sede.

In tutti questi casi, e nei soggetti in età fertile, raccomandiamo una prima valutazione presso il proprio medico di medicina generale ed eventualmente una visita specialistica endocrinologica, andrologica o urologica. In particolare, presso il nostro Istituto è possibile avere una valutazione endocrinologica presso l’ambulatorio dedicato agli ipogonadismi o una valutazione andrologica o urologica mediante prenotazione presso il nostro Centro Unico di Prenotazione.


Centro Disordini della Riproduzione e dello Sviluppo puberale

All’interno della U.O. di Endocrinologia e malattie del metabolismo è attivo un ambulatorio dedicato a tutte le forme di ipogonadismo maschile, diretto dal Prof. Marco Bonomi.

L’ambulatorio è attivo in diverse sedi di Auxologico ed è aperto ad adulti, bambini e adolescenti. Durante la visita endocrinologica viene eseguita la valutazione accurata ed esaustiva della funzione testicolare (sia per la sua componente ormonale che spermatica). Poi attraverso gli esami strumentali e di laboratorio (disponibili in Auxologico), si arriva alla diagnosi precisa del difetto ormonale testicolare (sia esso un ipogonadismo primario o secondario) e alle terapie più indicate, personalizzate anche in base anche all’età del paziente.

Il Centro di Urotecnologie

Il Centro di Urotecnologie di Auxologico è specializzato nel trattamento chirurgico del tumore della prostata, del rene, del surrene, della vescica, dell'uretere.

Si tratta di una moderna unità chirurgica diretta da primari di rilievo internazionale in grado di trattare le patologie urologiche e andrologiche mediante tecniche di chirurgia mininvasiva che garantiscono vantaggi indiscutibili: una maggiore precisione dell’intervento e una ridotta invasività, con meno dolore per il paziente e degenze più brevi.

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI


Oltre 60 anni di
ricerca e cura
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Dal 1958 Auxologico opera nei settori della ricerca biomedica e dell'assistenza sanitaria di alta specializzazione per assicurare ai pazienti le cure più aggiornate ed efficaci.

16 sedi in
Lombardia, Piemonte, Lazio e Romania
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1.300.000
Persone/Anno
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