Esiste una correlazione tra il vaccino Astrazeneca e la trombosi?

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APPROFONDIMENTI

A cura di

Prof. Gianfranco Parati

Direttore Direzione Scientifica - Centro di Ricerche

Direttore U.O. Cardiologia - Auxologico San Luca

Direttore U.O. Unita di Terapia Intensiva Coronarica (UTIC) - Auxologico San Luca

Direttore U.O. Laboratorio di Cateterismo - Auxologico San Luca

Prima di modificare le modalità di somministrazione dei vaccini contro il Covid-19 bisogna avere delle solide prove che essi provochino trombosi.

L’EMA  ha comunicato che non ci sono dati significativi sul nesso di causa-effetto tra la vaccinazione ed eventi trombotici. Se dovessero emergere dati scientificamente certi per rischio di patologie correlate, si faranno rivalutazioni su come somministrarlo, con quali modalità e con quali precauzioni.

Abbiamo intervistato il Prof. Gianfranco Parati, Direttore Dipartimento di Cardiologia di Auxologico San Luca e Direttore Scientifico di Auxologico, Professore Ordinario Malattie Cardiovascolari dell'Università di Milano Bicocca, per approfondire l'argomento.

IL VACCINO ASTRAZENECA PUÒ PROVOCARE TROMBOSI COME LA PILLOLA ANTICONCEZIONALE?

I vaccini in generale e anche quelli anti SARS-CoV-2, preparati secondo diverse metodologie, non hanno come effetti collaterali la comparsa di eventi trombotici. Il vaccino AstraZeneca non ha mostrato alcuna evidenza di un aumento del rischio di embolia polmonare, trombosi venosa profonda (TVP) o trombocitopenia, in qualsiasi gruppo di età, sesso.

A tutt’oggi sono stati vaccinati con AstraZeneca circa 17 milioni di persone senza rilevanti effetti collaterali.

Non sono stati a tutt’oggi dimostrati rapporti di causa effetto tra la somministrazione di vaccini anti Covid-19 e contraccettivi. Eventuali eventi trombotici sono indipendenti e sono dovuti all’uso del contraccettivo stesso. L’ente regolatorio americano per i farmaci (FDA) stima che tra le 842 milioni di donne che assumano contraccettivi, il rischio di trombosi è da tre a nove su 10.000 ogni anno.

Il vaccino AstraZeneca è stato somministrato a pazienti con alterazioni della coagulazione (es: mutazione G20210A della protrombina  positivo eterozigote e MTHFRC677 positivo omozigote) senza alcun effetto collaterale.

In sintesi: il rischio dato dalla vaccinazione è al momento valutato in 0,00003%. Al contrario il rischio tromboembolico per chi assume anticoncezionali può arrivare in qualche caso al 6-10%.  

È MEGLIO NON VACCINARSI SE SI ASSUME LA PILLOLA O FARMARCI PRO-TROMBOTICI?

Come anticipato nella risposta precedente, per un paziente che ha un aumentato rischio trombotico di qualunque natura (compresa l’assunzione della pillola anticoncezionale o di farmaci che conferiscono un aumento del rischio TE) è molto più pericoloso ammalarsi di COVID-19, perché i recenti dati della letteratura indicano che l’incidenza delle complicanze tromboemboliche nei pazienti affetti da COVID-19 è pari al 15 % dei casi, con percentuali che vanno dal 3 al 40% a seconda dell’età e di altri fattori. 

INVECE PER L'EPARINA?

Le persone in terapia anticoagulante possono eseguire la vaccinazione senza sospendere il trattamento in corso.

QUALE RELAZIONE C'È TRA TROMBOSI E CALO DI PIASTRINE?

I trombi, che costituiscono il meccanismo eziopatogenetico degli eventi tromboembolici, sono costituiti da aggregati di piastrine. Se l’evento tromboembolico è massivo si può riscontrare una diminuzione del numero delle piastrine.

IL CONTRIBUTO DI AUXOLOGICO ALLO STUDIO

Il nostro lavoro documenta la consistente attivazione piastrinica nel contesto di storm citochinico che caratterizza il paziente con COVID-19. Qualsiasi vaccinazione può indurre un transiente stato infiammatorio che non è tuttavia lontanamente paragonabile ai livelli di citochine infiammatorie che si raggiungono nella fase acuta dell’infezione da Sars-Cov-2 (20-40 volte superiori rispetto alle vaccinazioni).

ADE (Antibody Dependent Enhancement) è un fenomeno per cui certi anticorpi facilitano l’ingresso di un virus nelle cellule invece di bloccarlo. I vaccini attualmente in uso fanno selettivamente produrre anticorpi contro lo spike, cioè in grado di bloccare l’ingresso di SARS-CoV-2 nelle cellule. Non possono quindi innescare la cosiddetta ADE, nemmeno nelle persone che vengono vaccinate dopo essere guarite dall’infezione.

CARDIOLOGIA IN AUXOLOGICO

L’attività di Cardiologia e di Riabilitazione Cardiologica di Auxologico offre una risposta completa e di elevata qualità per tutti i problemi del cuore:

RICERCA E CURA

L'esperienza pluridecennale, la direzione universitaria dei reparti, la multidisciplinarietà dell'approccio, e l'utilizzo delle migliori tecnologie per il trattamento e il monitoraggio dei pazienti, si coniugano con l'attività di ricerca scientifica portata avanti dai clinici e ricercatori di Auxologico per garantire l’applicazione delle strategie diagnostiche e terapeutiche più efficaci e per esplorare nuove soluzioni messe a disposizione dal progresso tecnologico.

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